Il presidio
Alluvione a Prato, Antonio continua a essere disperso. La moglie: «So che non c’è più». Nuove ricerche lungo il torrente Bardena
Ancora nessuna traccia del disperso di Solano: giovedì sera stava tornando a casa quando è stato travolto dalla piena
PRATO. A Solano in genere batte sempre il sole ma da giovedì sera non sono più andate via le tenebre. Da questa borgata di dieci case e una chiesa manca un abitante, inghiottito dalla piena. Antonio Tumolo, 84 anni, se l’è portato via l’alluvione. Risulta ancora disperso, ieri sera le ricerche erano concentrate sul torrente Bardena, nella zona tra Galciana e Casale, verso Iolo, non distante da dove l’altro giorno è stata ritrovata la sua auto, un ammasso di lamiere, accartocciata, rimasta ferraglia.
«Mi scusi, sono nel mio dolore, tanto Antonio non c’è più, lo so da giovedì, altrimenti sarebbe tornato». Sono le parole della moglie, Regina Korsanke, 89 anni e un po’ di acciacchi, tedesca di Berlino est. Chiude la porta, rintanata nella sua casa e nei suoi tormenti. Decisa e adesso disperata. Sola, senza figli, con un nipote e le due sorelle del marito che vivono a Firenze, «e senza neanche un supporto psicologico, questo è forse chiedere troppo in condizioni simili?», ragiona ad alta voce Serena Ghiardi, che sta quassù col marito e da tre giorni vive senza luce e gas, «abbiamo cucinato grazie alla legna nel camino».
Ecco Solano dopo la tempesta che ha sconvolto Prato e tutta la Piana. Acqua, frane, ruspe, fango dappertutto. Già procedere tra queste salite e la serie di tornanti è difficoltoso a condizioni normali, figuriamoci nel bel mezzo di una spaventosa burrasca. Perché giovedì sera l’anziano voleva rincasare. Zona nord di Prato, Figline, Cerreto, poi Solano e la chiesa di San Michele, sul versante verso Vaiano. «Qui hanno venduto di recente delle villette a 400mila euro, li hanno dovuti evacuare, era entrata l’acqua in casa. Pensi che per fare i giardini hanno scavato un po’ sulla collinetta. Ci sono anche molti vincoli da rispettare, non capisco come è stato possibile costruirle», dice un residente di Figline che di fronte al cimitero guarda la portata, sempre alta, del fosso Bardena che scorre. A fianco una ruspa toglie detriti e legna venuti giù.
È qualche curva più su che Antonio Tumolo è stato portato via dall’ondata di piena. C’è una frana che fa impressione all’altezza dello stradello che porta a Cerreto, altri casolari sparsi, anche ville, contadini con polli e bestiole libere. Si racconta che testimoni lo avrebbero visto roteare sulla forza dell’acqua mentre era a bordo della sua auto, poi sparire nel nulla, verso valle. L’auto è riapparsa a Galciana, sei chilometri sotto. L’anziano era in città per alcune visite mediche, una a Villa Fiorita. Invece di fermarsi in un appartamento di proprietà in via delle Fonti, avrebbe deciso di tornare dalla moglie a Solano. Non c’ è mai arrivato.
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