Il Tirreno

Toscana

Il reportage

Alluvione in Toscana, Antonio e Teresa insieme fino alla fine. «Mamma, papà? Mi sentite»: ma sono morti nel ponte crollato

di Martina Trivigno

	L'auto e il ponte crollato (foto Yuri Autovino)
◗
L'auto e il ponte crollato (foto Yuri Autovino)

«Restate a dormire qui», le aveva detto la figlia. La tragedia a pochi chilometri da casa: la loro auto travolta dalla forza del fiume in piena

5 MINUTI DI LETTURA





LAMPORECCHIO. «Mamma, papà? Mi sentite». Dall’altro capo del telefono, il silenzio. La conversazione si interrompe, all’improvviso. Non è neppure un presentimento, è una certezza: è successo qualcosa di brutto. Lei, la figlia, non voleva neppure che i suoi genitori si mettessero in viaggio. Non con quel tempo che minacciava tempesta. «Restate a dormire qui», quasi li supplica. Invece no.

Antonino Madonia, 70 anni, macellaio in pensione, e sua moglie, Teresa Perone, 65, la salutano con il sorriso di sempre. L’ultimo. Salgono a bordo della loro Ford Fusion e, da Ponte Buggianese (Pistoia), si mettono in viaggio verso la campagna di Lamporecchio. Già vedono svettare sul promontorio il casolare bianco, il loro porto sicuro. Ma non ci arriveranno mai. Il ponte di via Podere Vitetto crolla sotto di loro, l’auto della coppia viene investita da un fiume impetuoso, i loro corpi sbalzati fuori dalla Ford, in balia della corrente.

Con la loro vita, i coniugi Madonia e Perone hanno pagato il prezzo più caro dell’alluvione che ha colpito, tra gli altri, Lamporecchio, Quarrata e anche l’Empolese-Valdelsa, in particolare Stabbia, nel comune di Cerreto Guidi. Comunità ferite che cercano di rialzarsi. Ma non è facile.
 

In paese

A Lamporecchio, in via Di Vittorio, i ricordi di una vita sono ammassati lì, davanti alla porta dei garage. Sedie, mobili, divani e lampade, ormai da buttare. C’è chi si asciuga la fronte per la fatica, mentre trascina fuori pezzi di vita. No, l’acqua non perdona. Si affaccendano e raccontano. Per prima cosa portano al sicuro le macchine, poi salgono ai piani alti. «In pochi minuti l’acqua era già alta due metri», dicono, la voce ancora trema. Esonda il fosso vicino al supermercato Coop (rimasto chiuso ieri per mezza giornata), la strada si trasforma in un fiume in piena. E invade tutto.
 

In collina

«C’era acqua e fango ovunque», spiega Stefania Bonaccorsi. Lei, con la sua famiglia, abita a San Baronto, in via Montalbano, la strada che collega la frazione collinare di Lamporecchio a Vinci. «È stato terribile – spiega – l’acqua ha iniziato a ingoiare tutto. Ho avuto paura e ho chiamato i vigili del fuoco. Nel frattempo, ho cercato di salvare il salvabile. Siamo però stati costretti a evacuare la nostra abitazione, troppo rischioso restare lì. È stato difficilissimo chiudersi la porta di casa alle spalle. Ma voglio ringraziare la titolare del ristorante “Da Marcellino” e la sua famiglia che molto gentilmente ci ha ospitato per la notte. E anche i vigili del fuoco che, invece, si sono presi cura dei miei gatti». Quando rientrano a casa, ieri, è già buio. «Siamo isolati», dice la donna. L’acqua e il fango invadono San Baronto, diviso a metà tra i comuni di Lamporecchio e Quarrata: qui, una porzione di argine del torrente Stella ha ceduto e l’acqua si è riversata ovunque. Ed esonda anche il torrente Fermulla e sommerge via Corrado da Montemagno, via Montalbano e piazza Risorgimento: è lunga la lista dei danni alle attività commerciali, alle auto e alle case, mentre Montemagno viene paralizzato da una frana. Nella notte, nei locali di Villa La Magia, sono stati portati e accolti una decina di cittadini in difficoltà per dare loro un riparo sicuro.

La macchina dei soccorsi

Al Centro operativo comunale di piazza Berni, il sindaco di Lamporecchio, Alessio Torrigiani, stringe il telefono che non smette di squillare. Protezione civile, i volontari della Vab, la polizia municipale e i tecnici comunali si avvicendano, senza sosta. «La memoria storica del nostro paese, gli anziani, non ricordano un evento di una simile potenza negli ultimi 80-90 anni – spiega Torrigiani – Il nostro territorio non è abituato a simili episodi perché abbiamo una magnifica cassa di espansione, il Padule di Fucecchio. Ma questa volta tutto è stato troppo violento, impossibile da controllare. In circa tre ore, sono caduti circa 160 millimetri di pioggia. Il risultato? Nella parte bassa del paese si sono verificati gli allagamenti: scantinati allagati e fango. Nella zona collinare, invece, si sono registrate frane e smottamenti. La provinciale che collega San Baronto a Vinci e ancora chiusa e siamo al lavoro per ripristinare la viabilità, sia pubblica che privata, su tutto il territorio comunale». Ma ci vorrà tempo. Marco Barghini, dipendente del Comune, è stato uno dei primi ad arrivare giovedì in piazza Berni. «È l’apocalisse, mi sono detto – racconta – Ho preso le transenne e, con il collega Andrea Basetti e i volontari della Vab, abbiamo iniziato a individuare i punti critici: piazza La Marmora, piazza D’Acquisto, la zona industriale. Il fosso era esondato, dovevamo evitare che le persone si avvicinassero, altrimenti sarebbero stati inghiottiti dall’acqua». Lo sa bene Luca Maccioni, responsabile provinciale della Vab, che si è trovato faccia a faccia con il terrore negli occhi degli automobilisti. Sulla strada regionale Francesca, le persone sono in trappola nelle loro auto, una prigione all’apparenza senza via d’uscita. Sentono l’acqua che scorre sotto di loro, vedono il livello alzarsi sempre di più. Quando arriva il furgone giallo della Vab, capiscono che forse ce la possono fare, ma servono calma e n ervi saldi. «Facile a dirsi in quella situazione di pericolo – racconta Maccioni insieme a Sauro Martelli, al Coc di piazza Berni prima di partire per l’ennesimo servizio della giornata – Ci siamo calati nell’acqua, arrivava ben oltre le ginocchia. Li abbiamo presi tutti, uno dopo l’altro, e portati in salvo, in Municipio».

Il ritrovamento

C’erano anche loro, i volontari della Vab, quando ieri sono stati ritrovati i corpi senza vita dei coniugi di Lamporecchio: si trovavano a circa tre chilometri dal piccolo ponte di via di San Pantaleo, a Vinci, il punto in cui, nella tarda serata di giovedì, è stata ritrovata la loro auto, ormai ridotta a un ammasso di ferraglie. Le ricerche – che hanno visto al lavoro carabinieri, polizia municipale, vigili del fuoco e i volontari della Vab – sono andate avanti per molte ore, nelle campagne di Vinci. Poi la triste (ma purtroppo attesa) notizia: intorno alle 11,30, è stato ritrovato Madonia, alle 16,30 Perone. «Erano insieme da oltre 40 anni – commenta chi li conosceva – e anche nella morte sono rimasti accanto. Fino alla fine».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web