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Regole sul maltempo

Allerte meteo in Toscana, sulle scuole chiuse i comuni (confinanti) fanno scelte opposte. E i sindaci Pd pressano per la cabina di regia

di Libero Red Dolce
Allerte meteo in Toscana, sulle scuole chiuse i comuni (confinanti) fanno scelte opposte. E i sindaci Pd pressano per la cabina di regia

Dopo i casi di Pisa e Livorno, arrivano quelli di Massa e Carrara. Chi rimane aperto viene criticato per eccesso di prudenza e si fa strada l’idea di un meccanismo unitario

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CARRARA. Arriva un fronte temporalesco, la tensione cresce, gli eventi climatici estremi sono sempre più all’ordine del giorno. La sala regionale ha deciso: dichiara l’allerta arancione. E da lì partono le rette parallele della politica. In un Comune il sindaco decide di chiudere tutte le scuole. Nel comune confinante restano aperte scuole che distano nemmeno un chilometro da quelle dove la campanella non suonerà. Il paradosso del sistema di allerta è tutto qui, in una questione di confini e decisioni. Prendiamo il caso dell’allerta odierna, lunedì 30 ottobre: a Carrara la sindaca Serena Arrighi (centrosinistra) ha deciso per la chiusura, nelle vicine Massa e Montignoso, sindaci Francesco Persiani (centrodestra) e Gianni Lorenzetti (centrosinistra), si è optato per rimanere aperti. Lo stesso accadde pochi giorni fa tra Livorno (tutto chiuso) e Pisa (scuole aperte). E ora i sindaci Pd chiedono al presidente della Regione Eugenio Giani di trovare una soluzione condivisa. E quest’ultimo ha dimostrato interesse e apertura per la questione. 

LA PRIMA PROPOSTA

Il primo a lanciare la proposta è stato il sindaco di Livorno Luca Salvetti (Pd): ««Occorrerebbe una cabina di regia che renda queste scelte più funzionali, logiche e coordinate». Rosignano e Pisa in quell’occasione avevano deciso di rimanere aperte, contrariamente alla scelta cautelativa di Livorno dove le scuole sono rimaste chiuse (così come successo per l’allerta del 30 ottobre). 

GLI FA ECO LA SINDACA ARRIGHI

Passano pochi giorni, la Toscana è di nuovo in allerta arancione, e le chiusure à pois si vedono in provincia di Massa-Carrara. Così, nel fronte dei sindaci cauti, è Serena Arrighi a rilanciare la proposta di una cabina di regia. «Da un lato, i disagi di queste scelte restino, dall'altro non tutti i sindaci la pensano allo stesso modo con il risultato che si finisce per generare smarrimento all'interno della popolazione. Per questo ritengo sia necessario un cambio di passo che permetta di superare confini che sono solo burocratici e amministrativi e che sono lontani dalla vita delle persone e sono d'accordo con una proposta che ha avanzato qualche giorno fa il sindaco di Livorno Luca Salvetti ovvero l'idea di una cabina di regia tra Comuni vicini che renda in questo modo più funzionali, logiche e coordinate le scelte che oggi ricadono unicamente sui singoli amministratori locali».

E aggiunge il tema della possibilità di aprire alla didattica a distanza in caso di meteo avverso. «Non solo, ritengo non sia più rimandabile un serio ragionamento riguardo le scuole, magari prevedendo il ricorso alla didattica a distanza in caso di allerte meteo». Il tema è di quelli che interessano i cittadini.

L’OPINIONE DEI CITTADINI

Sia Salvetti che Arrighi sono intervenuti non solo per chiarire la propria posizione avanzando una proposta, ma anche perché stimolati dalle reazioni dei cittadini. Ci sono studenti e insegnanti pendolari, che vivono in una località e lavorano in quella confinante. Così come i genitori che non sanno come organizzarsi con i figli che saltano le lezioni, mentre nella città dove vivono (o studiano) le cose vanno al contrario. C’è il partito di chi ritiene ogni chiusura un allarmismo e ci sono quelli che invece apprezzano la cautela.

La scelta di chiudere è sintetizzata così da Arrighi: «E' stata per me una scelta dovuta e necessaria, per quanto mi rendo conto abbia comportato disagi a tante persone: dalle famiglie fino ai commercianti. A Carrara però conosciamo da vicino quali possano essere i rischi del maltempo a cui negli anni abbiamo pagato un costo altissimo ed è per questo che quando gli esperti del Cfr alzano il livello dell'allerta ad arancione la scelta mia e dell'amministrazione, di concerto anche con la nostra Protezione civile, è sempre quella della chiusura. Sono convinta che certi rischi non si possano sottovalutare e che sulla sicurezza non si possa derogare».

LA POSIZIONE DELLA REGIONE

Salvetti ha discusso la sua proposta con l’assessore regionale alla Protezione civile Monia Monni. Per mettere su una cabina di regia unica occorre superare leggi e regolamenti molto precisi in materia, ma il sindaco di Livorno potrebbe trovare in Eugenio Giani un alleato. «Penso che l’iniziativa nasca da un intento giusto, una legittima preoccupazione e dal buon senso: evitare decisioni a macchia di leopardo su territori omogenei è un bene»: dichiara al Tirreno il presidente della Regione che però sottolinea come non sia facile «trovare territori omogenei in Toscana. La cabina di regia deve riguardare una singola provincia? Oppure è meglio che faccia riferimento agli ambiti turistici? O ancora, i consorzi? Il vero scoglio è proprio individuare territori omogenei. A me l’idea di creare dei tavoli di coordinamento piace, ma serve un meccanismo flessibile».

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