Il Tirreno

Toscana

La testimonianza

Ambulatori virtuali, Giovacchino a 93 anni: «Pronto per il tele-dottore, compro su Amazon e uso le app»

di Ilenia Reali

	Giovacchino Chesi
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Giovacchino Chesi

Pensionato di Marliana è il “testimonial” di quello che diventeranno gli ambulatori dei medici di famiglia nei paesi toscani più isolati

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PISTOIA. «Signor Giovacchino, mi servirebbe una sua foto. La manda per WhatsApp?». «La prendo dalla galleria o serve nuova? Me la faccio ora e la mando». Ed eccola qui sopra la foto che Giovacchino Chesi, 93 anni («ma vado per i 94»), ha inviato per usarla a corredo di questo articolo.

Sullo sguardo che non fissa direttamente in camera si può ancora migliorare ma per quanto riguarda la tecnologia siamo a un punto di eccellenza. Giovacchino destreggia chat, video e termini con disinvoltura ed è un naturale testimonial della telemedicina. «Abito alla Serra, comune di Marliana, siamo 20 abitanti in tutto e per il medico mi devo spostare a Montecatini. Guido ancora ma quel che posso ormai lo faccio online: daglli acquisti ai consulti per il medico. Scendo solo se c’è un effettivo bisogno e per la spesa grossa».

Da solo? «Eh certo», risponde con il piglio di chi si chiede il senso della domanda che gli si sta facendo. «I miei tre figli vivono a Montecatini e a Pescia. Dovrei scomodarli troppo spesso. Sono vedovo da 11 anni e vivo da solo con due gatti. Sto proprio bene, ho un appartamento a piano terra, neanche un acciacchino. Quando chiesi a mio figlio qualche anno fa di insegnarmi a utilizzare internet mi rispose “Ma sei matto, lascia perdere”. Ed io mi sono comprato il pc, ne ho uno di ultima generazione, e ho fatto tutto da solo».

Impossibile. «No, non è impossibile. Io ho sempre fatto tutto da solo, sono un autodidatta. A 20 anni dirigevo la parte chimica di una cartiera ma siccome quando andavo a scuola avevo poca voglia di studiare, ho imparato quasi tutto studiando da grande. In matematica sono sempre stato bravo. Sono stato radiomatore e con l’elettronica un po’ ci capivo. So anche un po’ di inglese, i vocaboli me li ricordo sempre meno, ma se devo capire un testo scritto lo faccio. E quindi ho imparato a usare internet, sbagliando e poi correggendo gli errori. E menomale che non mi sono fatto convincere a lasciar perdere».

In che senso? «A Marliana c’era un medico ma è andato in pensione. E quindi ci dobbiamo arrangiare». «Io mi prenoto le analisi, mi leggo il referto sulla tessera sanitaria e lo mando al medico col cellulare. Prendo tutti gli appuntamenti e se arrivassero le video-visite sono pronto. Stamani, per esempio, ho chiamato il dottore ma non mi ha risposto subito: quindi mi sono informato e ho preparato tutto quello che mi serve per rinnovare la patente». Dalla fine del mese a Marliana non ci sarà più neppure il medico provvisorio, lancia intanto l’allarme il sindaco Federico Bruschi. I pazienti dovranno spostarsi nei comuni vicini. Siamo in una zona di collina in Valdinievole, provincia di Pistoia, e fare su e giù non è agevole. «Il medico che ci avevano assegnato era un giovane, alla prima esperienza – racconta il sindaco – e aveva sostituito la precedente che era andata in pensione. Ma adesso farà una specializzazione e ci lascia. Sarà un problema».

«Gli altri anziani – commenta Chesi – sono preoccupati. Devono farsi aiutare da figli e nipoti, molti non guidano più. E proprio non sanno di cosa si parla se dico App o digitale. Io sono pronto, me la cavo, ma se ci fosse un medico in presenza sarebbe meglio per tutti. Diciamocelo, la telemedicina deve essere un aiuto ma non la sostituzione di una persona. Il medico dovrebbe tornare nei paesi, come una volta. E, detto tra noi, anche le botteghe dovrebbero essere incentivate a riaprire. Anche se io, sono sincero, compro su Amazon. Lì c’è davvero di tutto».
 

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