Gioco
Toscana, mancano i medici nei paesi più isolati. La soluzione della Regione: visite in diretta video, Cup e ambulatori virtuali
È uno dei nuovi progetti regionali per dare servizi e rispondere alle forti carenze di personale sanitario
FIRENZE. Ambulatori e Cup virtuali con cui parlare con il proprio medico di famiglia, che si collega da altre città, o con personale amministrativo che non potrà più essere presente in tutti i paesi, in particolar modo quelli più isolati.
Stanze sicure, apposititamente adibite per collegarsi con una videochiamata. All’interno una telecamera con cui si vede e si parla con il medico o l’operatore, una stampante per le ricette, uno scanner per inviare relazioni o qualsiasi informazione da trasferire al proprio medico di medicina generale. In alternativa la ricetta per prendere l’appuntamento con lo specialista se remoto è il Cup. Una tavoletta per firmare, tipo le penne elettroniche che già usano le banche. E l’ambulatorio è fatto. Certo, non si potranno fare visite vere e proprie per cui il rapporto sarà diretto ma si potranno evitare tanti spostamenti quando medici e personale amministrativo non potrà essere presente in modo capillare.
È una delle soluzioni che la Regione Toscana, su iniziativa dell’assessore regionale Simone Bezzini e del direttore generale del dipartimento sanità Federico Gelli, sta mettendo a punto per risolvere il problema dei medici di medicina generale che non ci sono (all’ultimo bando hanno risposto in 52 su 250 posti disponibili) e l’impossibilità di coprire tutti i piccoli Comuni con personale amministrativo. Una necessità che nasce dall’esigenza di continuare a garantire servizi anche nei luoghi più distanti dalle città, con la penuria di personale medico e infermieristico e una sanità che fatica ad avere le risorse per tutto.
Un passo avanti della telemedicina che in Toscana ormai esiste da 20 anni e che grazie agli stanziamenti del Pnrr, 29 milioni in Toscana, consente di investire in innovazione e rispondere alle esigenze di 200mila persone in due anni.
«Quando oltre al medico di base mi manca anche la struttura amministrativa – dice Andrea Belardinelli, direttore del settore Sanità digitale e Innovazione della Regione – posso replicare in digitale la postazione con il paziente che potrà vedere direttamente l’operatore grazie a una telecamera ad alta definizione in modo che si ricrei il più possibile l’incontro fisico. Cominciamo con i Cup e partiremo con 9 postazioni, 3 per ogni Asl a cui spetterà la scelta dei territori da cui cominciare. A fine novembre arriveranno i dispositivi e saranno sistemati in locali dell’Asl o dei Comuni. È un’anteprima assoluta. Fare scelte così innovative può destabilizzare ma abbiamo imparato che dobbiamo essere pronti».
Contemporaneamente, entro il 15 dicembre, sarà potenziato il servizio “zero code. «Attualmente possiamo prendere l’appuntamento per il prelievo di sangue o per alcune visite. Questo metodo ormai ha fatto 3 milioni di prenotazioni e sarà attivato anche ad Arezzo, unica zona finora scoperta. Entro poco quindi tutta la regione Toscana sarà coperta. Ci caricheremo ulteriori servizi: “cerca il giorno e vieni quando ti pare” diventerà possibile anche per i servizi legati alla tessera sanitaria, all’anagrafe sanitaria, per il cambio del medico o per ritiro i pannoloni. Tutto ciò che oggi si trova entrando in un distretto lo potremo fare da casa anche se, ovviamente, rimarrà il doppio canale».
Non solo. Saranno uniformate le piattaforme a livello nazionale (le regioni e le Asl potranno dialogare tra loro) e potenziati i servizi di telemedicina specialistici per curare le persone con il diabete, le malattie respiratorie, cardiologiche, neurologiche e oncologiche.
Un percorso che non potrà avere successo però se dall’altra parte non ci saranno persone in grado di utilizzare la strumentazione tecnologiche e qui si inserisce tutto il tema della formazione portato avanti con il progetto “Connessi in buona compagnia”. “Un piano che piace particolarmente al presidente Giani – aggiunge Belardinelli – perché ha l’obiettivo di alzare il livello delle conoscenze tra gli over 65 dei piccoli paesi toscani. E nel giro di poche settimane saranno organizzati nuovi corsi, ovunque».
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