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Maltempo: l’approfondimento

Toscana colpita dal meteo estremo: trombe marine, tornado e downburst. Analisi e differenze

di Tommaso Silvi

	A sinistra la supercella in Versilia (foto Fabio Longaron), a destra la tromba marina a Piombino (foto Rete Meteo Amatori)
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A sinistra la supercella in Versilia (foto Fabio Longaron), a destra la tromba marina a Piombino (foto Rete Meteo Amatori)

Da Piombino a Livorno, passando per la Versilia: negli ultimi giorni la regione è stata riguardata da vari fenomeni pericolosi e potenzialmente distruttivi. Ecco spiegazioni, differenze principali e video

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Gli eventi metereologici estremi hanno scelto la Toscana per mettersi in mostra. Il tornado di Livorno, la supercella in Versilia e ora la tromba marina a Piombino. Nella meteorologia saper dare un nome alle cose è fondamentale. Si fa presto a dire “una cosa per un’altra”. E allora vediamo nel dettaglio le differenze tra i fenomeni meteo che si sono affacciati sulla Toscana nella perturbazione del 18-21 ottobre 2023. A cominciare dalla tromba marina del pomeriggio di sabato 21 a Piombino. La tromba d’aria si configura come un vortice di circa 100 metri di diametro in violenta rotazione a contatto con il terreno. Il termine tornado, in origine riferito ai più intensi fenomeni che caratterizzano il continente americano, viene utilizzato come sinonimo di tromba d’aria. Il downburst invece consiste in una colonna di aria fredda in rapida discesa da un temporale che quando arriva in prossimità del suolo si espande orizzontalmente in tutte le direzioni dando luogo a raffiche lineari di forte intensità.

TROMBA D’ARIA O TORNADO

La tromba d’aria, o tornado - i due termini si riferiscono allo stesso fenomeno -, può formarsi sia sulla terraferma sia sulla superficie del mare, in tal caso si parla di tromba marina, solitamente più frequente e meno potente. Quella vista a Piombino nel pomeriggio di sabato 21 ottobre è proprio una tromba marina. Il diametro della tromba d’aria si attesta generalmente sui 100 metri. La velocità del vento può superare i 300 km/h per i tornado su terraferma, e 250 km/h per le trombe marine.

Per classificarli si utilizza la scala Enhanced Fujita, composta da sei livelli (da EF0 a EF5) determinati dagli indicatori di danno utilizzati per ricostruire l’evento vorticoso. Il tornado di Livorno, come spiegato dall’esperto di fisica dell’atmosfera Lorenzo Catania, ha toccato il livello EF1. I tornado si possono generare in zone di convergenza in cui due flussi di vento provenienti da direzioni diverse si incontrano formando dei vortici - le trombe marine di solito hanno questa origine - oppure possono svilupparsi a partire da supercelle temporalesche.

IL DOWNBURST

Il downburst è un fenomeno meteorologico legato ai temporali, si origina alla base di una nube temporalesca e colpisce il suolo perpendicolarmente per poi espandersi a raggiera con una velocità che supera facilmente i 100 km/h. Non esiste una vera e propria traduzione in italiano, ma può essere spiegato come forti raffiche lineari di vento. E’ più frequente e ha una maggiore estensione spaziale rispetto alla tromba d’aria, per questo motivo i danni che provoca possono essere più gravi e soprattutto più diffusi rispetto a quelli causati da un tornado, in particolare nel bacino del Mediterraneo.

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