Il Tirreno

Toscana

La testimonianza

Sos medici di base, il dottor Santini: «Vi racconto la mia vita tra 8 ambulatori e 1.800 assistiti»

di Giuseppe Boi
Guido Santini medico di medicina generale di 31 anni
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Guido Santini medico di medicina generale di 31 anni

Guido Santini, 31 anni specializzato in medicina generale, lavora nel Casentino: «Viaggio tanto e mi organizzo. È una fatica enorme, ma qui sono cresciuto e ho deciso di lavorare»

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Otto diversi ambulatori in quattro paesi nell’alto Casentino, in provincia di Arezzo. Quello principale è a Rassina ma Guido Santini, medico di medicina generale di 31 anni, lavora anche a Chitignano, a Chiusi della Verna e a Talla. E poi ci sono le frazioni e le visite domiciliari nelle case isolate. Il risultato? Oltre cento chilometri al giorno e una «fatica enorme» per assistere 1.800 pazienti, il massimo consentito a un singolo dottore.

Come riesce a farlo?

«Mi organizzo. Per riuscirci devo fare ogni giorno un piano di lavoro ben preciso assistito dalla segreteria. Dovrei lavorare 7 ore e mezzo, ma trascorro ore e ore in macchina per spostarmi da un paese all’altro».

Quanto influisce tutto questo sulle prestazioni mediche?

«I pazienti sono contenti perché hanno un medico nel loro paese. Certo, affrontiamo ogni giorno delle criticità, ma sia io sia loro dobbiamo accettare la realtà in cui lavoriamo e viviamo. Fa piacere, però, capire che il mio lavoro è apprezzato».


Se fosse ministro o assessore alla sanità, cosa cambierebbe?

«In realtà come quella in cui lavoro, il medico andrebbe “aiutato” con servizi diversi. Penso alla telemedicina o a trasporti che consentano al paziente di spostarsi. Il medico, da solo, non può coprire tutto».

Ridurrebbe il numero dei pazienti per ogni medico?

«Sì, ma per una persona come me, avere il massimo dei pazienti, è l’unico modo per coprire i costi. Spostarsi da un ambulatorio all’altro comporta tanto un impegno orario maggiore, quanto spese per il carburante. A noi non vengono dati dei rimborsi per gli spostamenti».

Cosa consiglierebbe a chi oggi, neolaureato in medicina, sceglie la sua stessa specializzazione?

«Il consiglio è quello di avere ben chiaro quello che si va a fare. Occorre seguire e mettere in pratica le lezioni imparate durante il corso di specializzazione. E, perché no, seguire i consigli dei medici più anziani. Altrimenti si rischiano fregature e rimpianti».

E lei, ne ha qualcuno?

«Ho avuto la possibilità di andare in città, ma ho scelto di lavorare qui. Sono nato e cresciuto nel Casentino. In tanti mi conoscono, apprezzano e posso coltivare un rapporto con i pazienti che va oltre il rapporto medico-paziente».

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