Il presidio
Piombino prova ad andare oltre l’acciaio, lo scalo a caccia di nuovi mercati
Non soltanto acciaio nel futuro del porto. Il traffico passeggeri segna una crescita
Un’anima industriale da recuperare attraverso la ripresa delle attività del polo siderurgico piombinese. Non l’unica anima, per la verità. Tra le banchine del porto di Piombino il traffico passeggeri ha numeri rilevanti. Lo scalo – anno dopo anno – si sta aprendo verso altri mercati, a partire da quello commerciale fino a quello della crocieristica. Insomma, Piombino è una realtà in trasformazione, come dimostrano gli importanti interventi di ampliamento completati negli ultimi anni, su tutti la realizzazione della darsena nord destinata a una progressiva diversificazione delle attività.
Lo ha spiegato bene Luciano Guerrieri, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, nel corso della presentazione pubblica del progetto da 30 milioni di euro per la realizzazione del nuovo waterfront di Piombino che, tra i vari interventi, prevede la riqualificazione della stazione marittima e la costruzione della nuova torre dei piloti: «Piombino con Livorno e Carrara sarà uno dei porti più importanti e strategici a livello nazionale».
I numeri, relativi ai traffico nel primo semestre del 2023, rendono bene l’idea di come l’infrastruttura piombinese non viva di luce riflessa. In uno scenario in cui i numeri fotografano un lieve calo dei traffici nel porto di Livorno, Piombino è in crescita, così come sono in aumento i movimenti negli scali dell’isola d’Elba (Portoferraio, Rio Marina e Cavo). Nei primi sei mesi del 2023, infatti, lo scalo livornese ha risentito della situazione congiunturale negativa caratterizzata dalla frenata dell'economia europea e dalle incertezze legate all'aumento del costo del denaro, facendo registrare una flessione del 3,2% sulla movimentazione complessiva dei traffici movimentati, che si sono attestati a 15.410.621 tonnellate di merce.
Il porto di Piombino, sia pur con traffici complessivi più contenuti rispetto a quelli di Livorno, ha fatto registrare al contrario dati in controtendenza. Nel periodo preso in esame, da gennaio fino a giugno, i traffici sono aumentati del 4,3%, a 2.045.509 milioni di tonnellate. «A sostenere i numeri del porto – spiegano dall’Autorità di sistema portuale – la crescita, del 790%, del traffico delle rinfuse liquide, passato a 179.079 tonnellate a seguito dell'entrata in funzione del rigassificatore e del conseguente trasbordo di oltre 168mila metri cubi di gas naturale sulla Golar Tundra».
Numeri destinati a salire, dal momento che a partire da ottobre i rifornimenti per la Golar Tundra, il terminal gas attivato da Snam sulla banchina est della darsena nord del porto, saranno molto più frequenti.
E se le attività legate alle attività siderurgica, con particolare riferimento ai rifornimenti dei semiprodotti per lo stabilimento Jsw, sono inferiori rispetto al passato, in attesa di un piano industriale che dovrebbe in qualche modo rilanciare il sito, sono positivi i numeri relativi al traffico dei passeggeri (traghetti e crociere), con un totale di 1.213.185 transiti (+9,5%).
Piombino è la porta di accesso all’isola d’Elba e garantisce corse anche per la Corsica e la Sardegna. Nei primi sei mesi dell’anno sono aumentati sia i passeggeri dei traghetti (+9,4%, 1.207.794 unità) che quelli del traffico crocieristico (+27,3%, passati a 5.391 unità). In diminuzione invece il traffico rotabile (del 7,3%), con un totale di 41.564 mezzi transitati dal porto. Una fotografia che, tuttavia, attende di essere aggiornata con i numeri dell’estate, vero termometro del traffico passeggeri.
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