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Marina di Carrara, il porto resiste bene dopo il record 2022

di Massimo Braglia
Marina di Carrara, il porto resiste bene dopo il record 2022

Leggero calo legato alla congiuntura nel Nord ma si superano i 5 milioni di tonnellate di merci

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Il traffico del porto di Marina di Carrara, secondo le previsioni e le proiezioni, a fine 2023 sarà inferiore di circa il 4-5% rispetto all’anno scorso, ma il 2022 era stato speciale, visto che era stato raggiunto il record storico di 5,5 milioni di tonnellate movimentate.
Il calo, tutto sommato contenuto, come spiega il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Orientale, Mario Sommariva (l’authority gestisce anche lo scalo della Spezia), è legato soprattutto a una riduzione del ciclo economico nel Nord Italia, area connessa alla Germania che vive un periodo di difficoltà. In ogni caso, superare anche quest’anno i cinque milioni di tonnellate, per un porto che storicamente nei suoi momenti migliori toccava i tre milioni, è pur sempre un risultato molto significativo.
Ma in questo 2023 l’argomento clou non è il totale della movimentazione delle merci. I riflettori sono tutti puntati sull’avvio del procedimento del nuovo Piano regolatore portuale: attualmente è ancora in vigore quello dell’81, adesso è stato avviato l’iter per il nuovo Prp.
Approvato dal Comitato di gestione dell’ente lo scorso 2 agosto, a breve sarà inviato al Comune, alla Regione, al Consiglio superiore dei lavori pubblici e al ministero delle Infrastrutture per i pareri di competenza. La documentazione a ottobre sarà pubblicata sul sito del ministero dell’Ambiente per avviare la procedura di Vas, la Valutazione ambientale strategica.
Come ha detto il presidente Sommariva in sede di illustrazione, il nodo è che «il porto attuale non è più adeguato alle nuove esigenze del territorio»; quindi si punta a «sviluppo turistico e della cantieristica diffusa mediante il travel lift, riorganizzazione delle aree commerciali e spazi stabili per i grandi cantieri e per la diportistica. In altri termini uno sviluppo armonico equilibrato e sostenibile. Il porto non si contrappone allo sviluppo dell'economia basata sugli stabilimenti balneari ma sarà, grazie all'utilizzo per il ripascimento delle sabbie di dragaggio, un alleato serio ed affidabile per rafforzare, nel suo insieme, il turismo balneare ed il traffico commerciale». Sommariva specifica: «Il travel lift è indispensabile per la messa in mare e recupero degli yachts prodotti nei cantieri che tra Carrara e Massa rappresentano i più prestigiosi marchi conosciuti nel mondo. La riorganizzazione delle aree commerciali», inoltre, «darà anche stabilità e sviluppo per maggiori accosti delle navi da crociera».
I tempi? Se le scadenze saranno rispettate, come ha osservato il presidente provinciale di Cna Paolo Bedini in occasione di una recente presentazione del Piano, «la speranza è che l’iter dell’adozione definitiva sia nel rispetto dei tempi previsti», cioè i primi mesi del 2024.
L’area portuale da mesi è anche al centro dei lavori del waterfront, l’interfaccia tra lo scalo e la città; i lavori per la nuova passeggiata (lotto 4) stanno procedendo a buon ritmo, a ottobre partiranno quelli dei lotti 1 e 2 che rivoluzioneranno il traffico in entrata, separando il traffico portuale da quello cittadino, con la costruzione di un nuovo ponte sul Carrione.
Insomma, grande dinamismo per un porto sempre più centrale nell’economia, anche perché è la base di partenza per i giganteschi moduli di Nuovo Pignone-Baker Hughes. I tre operatori attuali, Fhp, Grendi e Perioli Mdc, lavorano in armonia.
Michele Giromini, amministratore delegato del Gruppo Dario Perioli e presidente della società che gestisce il terminal Mdc, informa che il traffico tradizionale è in linea con le previsioni, ma c’è una novità: «Dal prossimo mese di ottobre partirà il traffico di tout-venant destinato alla diga del porto di Genova; è una commessa importante che ci impegnerà per i prossimi 2/3 anni». Una commessa che vale circa 2,5 milioni di tonnellate. Il tout-venant è uno dei materiali di risulta dell’escavazione delle cave.
Altro elemento in crescita, il raccordo ferroviario: come sottolinea il Gruppo Grendi, sono stati realizzati due nuovi collegamenti intermodali ferroviari da Carrara per traffici destinati all’Emilia Romagna in uscita dalla Sardegna per il comparto delle piastrelle con 110 camion alla settimana rimossi dalla strada. Più in dettaglio - spiega Antonio Musso, ad di Grendi Trasporti Marittimi - da luglio 2022 a giugno 2023 sono stati effettuati via nave-treno 130 viaggi round trip e sono state trasportate 115.000 tonnellate (pari a 7,5% del totale Gruppo) e 3.450 container (solo pieni in salita).
Buoni segnali anche per Fhp, grazie alla piena attivazione dell’area retroportuale ex Imerys e alle conferme fino al 2025 delle commesse per i grandi moduli. I nuovi spazi coperti consentono poi di movimentare i coils zincati. 
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