Italia
Rete elettrica più sicura e potente Elba-Piombino unite sotto il mare
In funzione l’impianto di Terna (da 90 milioni) con un cavo immerso per 37 km. Linee di connessione raddoppiate: «Progetto importante di transizione energetica»
Trentasette chilometri di cavo, di cui tre completamente interrato e 34 che si snodano sotto il livello del mare, nel braccio di Tirreno che separa l’isola d’Elba e Piombino. Un’opera fondamentale per l’approvvigionamento energetico.
Soprattutto dell’isola d’Elba, perla del turismo toscano, che trarrà beneficio dalla nuova infrastruttura in termini di sicurezza e affidabilità del servizio. È entrato in funzione in queste ore il collegamento elettrico in cavo sottomarino a 132 kV di Terna, tra Portoferraio e Piombino. Un momento particolarmente atteso dalla comunità elbana che potrà finalmente fruire di un’infrastruttura all’avanguardia, completamente interrata nella sua parte “terrestre”e realizzata con tecnologie a basso impatto ambientale nel mare del canale di Piombino, un tesoro da tutelare.
La maxi opera
La realizzazione del nuovo elettrodotto Elba-Piombino è, infatti, un intervento che rientra nel quadro degli investimenti previsti dal piano industriale 2021-2025 per lo sviluppo della rete nazionale, ed è costato 90 milioni di euro.
Il nuovo impianto è previsto per rafforzare l’efficienza, la sostenibilità e la qualità del sistema elettrico dell’Isola d’Elba e per l’area di Piombino. Collega le cabine primarie di Colmata, alla periferia del comune di Piombino, con Portoferraio. «È un’opera di fondamentale rilevanza – commentano dalla società che gestisce la rete elettrica nazionale – che conferma il ruolo strategico che la società guidata da Giuseppina Di Foggia ricopre nel processo di transizione energetica del Paese».
Più sicurezza
Bisogna fare un salto all’indietro nel tempo per capire l’importanza di questo progetto. Fino al 15 aprile 2019. Quando il cavo sottomarino di Terna viene tranciato per errore su una spiaggia di Piombino. L’Elba resta al buio per quasi due ore, prima che il guasto venga riparato. Tanto basta per rendere l’idea dell’importanza strategica dell’infrastruttura, in un’isola che specialmente durante l’estate moltiplica i consumi per l’arrivo di tanti turisti.
Il nuovo elettrodotto porta a raddoppiare le linee di connessione tra il sistema elettrico nazionale e la rete dell’isola «garantendo – ribadiscono da Terna – importanti benefici in termini di sicurezza, affidabilità e sostenibilità per tutta l’isola, che ha elevati consumi elettrici in estate».
Sostenibilità
Il progetto è stato realizzato seguendo i più elevati standard di sostenibilità. «Il collegamento è infatti invisibile e per la sua posa sono state utilizzate avanzate tecnologie in grado di tutelare l’importante biodiversità marina del territorio», ha commentato Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna. Il cavo sottomarino è stato posato dalla nave Leonardo Da Vinci di Prysmian a una profondità massima di circa 70 metri sotto il livello del mare, partendo dall’approdo isolano di Portoferraio e procedendo verso la costa continentale di Piombino. I lavori di posa del cavo, compiuti con rapidità e professionalità nel canale di Piombino, si sono conclusi a marzo. L’azienda che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale ha tutelato l’habitat marino presente nell’area durante tutte le fasi dell’intervento (l’Elba è inserita anche nel Santuario dei cetacei). Gli approdi del cavo, inoltre, sono stati realizzati tramite la tecnica della trivellazione orizzontale controllata (Toc), che permette, da un lato, di installare la tubazione limitando l’interferenza con le piante acquatiche annullando l’impatto dei lavori sul litorale e, dall’altro, di garantire la necessaria protezione meccanica del collegamento elettrico.
Nel corso della progettazione, come comunicato due anni fa al momento della firma del ministero per dare il via all’intervento, Terna ha svolto rilievi approfonditi, lavorando in sinergia con il ministero dell’Ambiente e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
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