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Fi-Pi-Li, rivolta contro il pedaggio: «La tassa sui Tir non paga i lavori»
Contrari i partiti in Regione. Il Pd: «Aspettiamo di vedere la documentazione». Assotir chiede di avviare un confronto con le associazioni di categoria. Cna Fita segnala l’operazione all’Antritrust
FIRENZE. Contrari. Tutti, o quasi. Perché chi non si schiera contro il pedaggio per i mezzi pesanti sulla FiPiLi, nutre comunque «perplessità» per il progetto della Regione di introdurre dal prossimo anno un “ticket” selettivo per la percorrenza della superstrada. E se le opposizioni restano compatte sul fronte del no, il Pd la definisce una «questione da approfondire» in vista dell’arrivo in consiglio regionale della delibera per l’istituzione di Toscana Strade spa, la nascente società della Regione che si occuperà della gestione e della manutenzione della strada.
«L’esito del pedaggio è tutt’altro che scontato», sottolinea Assotir. «Non solo perché quella del pagamento di una tariffa per i soli mezzi pesanti è un’ingiustizia, ma perché i ricavi non sarebbero necessari nemmeno per la sola manutenzione ordinaria e sarà quindi impossibile materializzare la missione di Toscana Strade e cioè di realizzare le corsie di emergenza e, dove possibile, la terza corsia di marcia» aggiunge l’associazione degli autotrasportatori che ha incontrato tutti i gruppi del consiglio regionale per sottoporre proposte alternative al pedaggio. «Tutti i gruppi si sono detti contrari o perplessi sull’introduzione di una forma di pagamento per i mezzi pesanti» sottolinea Assotir. Così infuria la polemica, mentre Cna si rivolge all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust), che con la Corte dei Conti deve esprimere un parere sulla nascita della società e sull’introduzione del pedaggio.
Lo scontro politico
Le opposizioni puntano il dito contro il progetto Toscana Strade e il Pd attende l’arrivo dei documenti per «approfondire la questione». «Non è tassando il mondo del trasporto merci che si risolvono i problemi di una strada regionale per la quale sono stati spesi 43 milioni in 3 anni, senza che disagi e code siano diminuiti. Gli enti locali non possono trattare gli autotrasportatori come un bancomat per tappare le buche e finanziare la nascita di Toscana Strade, ennesimo carrozzone pubblico», accusa il capogruppo di FI in consiglio regionale Marco Stella. «Fare cassa, tartassando chi lavora duramente è da stigmatizzare – aggiunge Elena Meini, capogruppo in consiglio regionale della Lega – e quindi osteggeremo ogni iniziativa in tal senso nell’ambito della costituzione di Toscana Strade». E mentre il M5s ha presentato un emendamento al Programma regionale di sviluppo, «non per bloccare Toscana Strade – spiega la presidente del gruppo consiliare Irene Galletti – ma per aprire un tavolo di confronto per approfondire il progetto della partecipata e valutare i reali benefici e le criticità, coinvolgendo le categorie interessate e le parti sociali», il Pd non ha ancora assunto una posizione netta.
«Non possiamo dire a prescindere sì o no al pedaggio perché questo è all’interno di un progetto molto più ampio, quello della costituzione di Toscana Strade – sottolinea Vincenzo Ceccarelli, capogruppo dem in consiglio regionale – Abbiamo bisogno di approfondire la proposta, ma non sono ancora arrivati atti o documenti». Lavori in ogni caso necessari. Perché «solo chi non usa la FiPiLi può sostenere che quell’arteria non necessita di interventi che ne migliorino la viabilità e la sicurezza», evidenzia Francesco Gazzetti, consigliere regionale e responsabile infrastrutture del Pd toscano. «Non è possibile attendere oltre – aggiunge – Non è possibile immaginare che passino altri anni prima di mettere in campo un approccio che sia risolutivo. Le polemiche sul pedaggio non aiuteranno a evitare le code e a completare i cantieri. Serve entrare nel merito, carte alla mano e lo faremo direttamente con il presidente Giani che ha il merito di aver rilanciato un tema che merita tutta l’attenzione possibile».
Pausa di riflessione
Un rinvio dell’iter e un «supplemento di indagine e riflessione» è la richiesta di Assotir. «Perché le risorse derivanti dal pedaggio selettivo sarebbero sufficienti solo alla manutenzione ordinaria rischiando però di appesantire tutto il sistema economico toscano» sottolinea Maurizio Bandecchi, coordinatore regionale dell’associazione che promette battaglia «in tutte le sedi» contro la «pretesa di un pagamento prima di avere un servizio di carattere autostradale». «Un’ingiustizia – accusa Claudio Donati, segretario nazionale di Assotir –. Uno schiaffo per un intero settore».
La segnalazione
Cna Fita ha, invece, inviato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato una segnalazione evidenziando «le criticità del progetto di introdurre il pedaggio per i veicoli pesanti» perché la scelta della Regione Toscana «senza apportare benefici alla viabilità rischia di destabilizzare non solo l’autotrasporto di merci e persone, ma l’intera economia della zona produttiva interessata».
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