Carta docenti: da Arezzo a Pisa centinaia di precari ottengono il bonus
Oltre mille i ricorsi in Toscana contro il riconoscimento ai soli insegnanti di ruolo. Il ministero “condannato” a concedere l’indennità e a pagare gli anni di arretrati
FIRENZE. Alle stesse mansioni devono corrispondere stessi diritti. E stessi bonus. O meglio, stessi riconoscimenti, anche economici. Perché, se è vero che il contratto divide, è il lavoro ad unire le diverse posizioni. Quelle precarie e quelle a tempo indeterminato. La carta docenti è un “diritto” non solo degli insegnanti di ruolo, ma anche di quelli a tempo. A stabilirlo sono decine di pronunciamenti dei giudici del lavoro toscani che estendono il “bonus” annuo da 500 euro introdotto con la riforma della “Buona scuola” anche al personale in servizio per un solo anno. Da Pisa a Livorno, da Arezzo a Lucca. Una valanga di ricorsi ha abbattuto quella che le organizzazioni sindacali definiscono una «discriminazione». Centinaia, per il momento, i pronunciamenti dei tribunali toscani che non solo hanno accolto i ricorsi, ma obbligato anche il ministero dell’Istruzione a rimediare riconoscendo l’indennità, prevista solo per i docenti di ruolo, anche ai precari reclutati con contratto annuale. Con tanto di arretrati. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato il braccio di ferro giudiziario avviato da un docente a tempo di Pisa che ha ottenuto il riconoscimento della “carta” dalla sua istituzione e cioè per gli anni scolastici dal 2016-2017 (anno di introduzione) a quello appena concluso: 3.500 euro.
La carta
I giudici hanno riconosciuto la legittimità della richiesta e cioè quella di estendere anche al personale precario che siede dietro ad una cattedra l’attribuzione della carta, “istituita” dal governo Renzi con la riforma della Buona scuola come strumento di formazione e di aggiornamento dell’attività lavorativa. Un importo da 500 euro annui per favorire l’acquisto di libri, testi e riviste, computer e strumenti informatici e permettere l’iscrizione a corsi o attività di aggiornamento e di qualificazione professionale. Riconoscimento però «assegnato» solo «ai docenti di ruolo a tempo indeterminato».
I ricorsi
Una «discriminazione» secondo la Flc-Cgil della Toscana nei confronti dell’esercito di precari, oltre 30mila solo in regione, annualmente reclutato per occupare tutte le cattedre vacanti. Il sindacato, dallo scorso anno ha iniziato a promuovere decine di ricorsi. Che nel giro di qualche mese si sono moltiplicati e si sono estesi anche a livello nazionale. La “carta” è stata riconosciuta come «indennità concessa al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali» e quindi da estendere a tutti coloro che svolgono l’attività. O meglio, a tutti coloro che hanno firmato almeno un contratto annuale. «Si tratta di un passaggio importante, fondamentale per riconoscere il ruolo svolto dai docenti precari – commenta Pasquale Cuomo, segretario generale della Flc-Cgil Toscana – Ora, il nostro obiettivo è l’attribuzione dei tre giorni di permesso retribuito anche al personale docente precario, il riconoscimento della retribuzione professionale docenti anche a chi svolge supplenze brevi e saltuarie e del compenso individuale accessorio per il personale Ata precario». Componenti della retribuzione, quest’ultimi, ma riconosciuti solo al personale assunto a tempo indeterminato.
Il ministero
Mentre i precari “collezionano” vittorie, il ministero corre ai ripari. Il dicastero ha pubblicato un avviso sul sito internet della Carta del docente spiegando come richiedere le cifre spettanti a seguito di una sentenza favorevole del giudice del lavoro. “Rimborsi”, ma non solo. Perché il ministero è stato chiamato ad adeguarsi anche ad un’ordinanza della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha chiesto di allargare ai docenti con contratto di supplenza annuale la platea dei beneficiari della Carta. Con il decreto legge salva infrazioni approvato pochi giorni fa dal Consiglio dei ministri, il governo ha previsto uno stanziamento aggiuntivo di 10,8 milioni di euro (portandolo complessivamente a quasi 400 milioni di euro) per “coprire” la nuova platea di beneficiari che, a seguito dei pronunciamenti dei giudici del lavoro, risulta incrementata a livello nazionale di 83.967 unità, per un totale di 793.351 docenti che hanno diritto alla Carta. l
Danilo Renzullo
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