Sicurezza
È morto l’attore toscano Francesco Nuti, aveva 68 anni
Era malato da tempo. Dopo l’inizio con i Giancattivi, indimenticabili i suoi “Caruso Pascoski (di padre polacco)” e “Madonna che silenzio c’è stasera”
ROMA. È morto stamani a Roma, lunedì 12 giugno, l'attore Francesco Nuti. Aveva 68 anni ed era malato da tempo. Lo ha reso noto la figlia Ginevra assieme ai familiari che ringraziano di cuore il personale sanitario e tutti coloro che hanno avuto in cura l'attore nel lungo periodo della malattia, in particolare il personale di Villa Verde di Roma. Dal 3 settembre 2006 era costretto su una sedia a rotelle in seguito a un incidente domestico avvenuto nella sua casa di Roma.
«Oggi è una brutta giornata per me. Ciao Francesco. Amico di un tempo lontano. Spero tu abbia trovato finalmente una giusta, meritata pace», così scrive l’ex compagno di lavoro, il comico Alessandro Benvenuti sui propri social alla notizia della scomparsa di Nuti.
LA CARRIERA
Nato a Firenze il 17 maggio 1955, Nuti si era ben presto trasferito a Prato dove il padre Renzo aveva trovato lavoro. Lui stesso lavorò come operaio in una fabbrica tessile prima di entrare a far parte del trio comico dei Giancattivi, insieme ad Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, e poi spiccare il volo per la sua lunga carriera di attore e regista. Negli anni settanta i Giancattivi partecipano a trasmissioni di grande successo, come la radiofonica Black Out e la televisiva Non stop. Il trio, dietro la regia dello stesso Benvenuti, compie poi il suo esordio cinematografico nel 1981, con il film Ad ovest di Paperino, che ripropone parte del repertorio storico del gruppo.
Nel 1982, abbandona il trio, che di lì a tre anni si scioglierà definitivamente, ed inizia una carriera cinematografica "solista", prendendo parte, in veste di sceneggiatore ed interprete protagonista, ad alcuni film diretti da Maurizio Ponzi: Madonna che silenzio c'è stasera (1982), Io, Chiara e lo Scuro (1983) e Son contento (1983), che gli conferiscono una certa notorietà, in particolar modo il ruolo di Francesco Piccioli, presente nella seconda delle tre pellicole, con cui si aggiudica il David di Donatello ed il Nastro d'argento come migliore attore protagonista.
La carriera prosegue come regista e firma Casablanca, Casablanca (1985), Tutta colpa del paradiso (1985), Stregati (1986), Caruso Pascoski (di padre polacco) (1988), Willy Signori e vengo da lontano (1989) e Donne con le gonne (1991). Nello stesso periodo si dedica anche alla musica. Nel 1988 partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Sarà per te, in seguito incisa anche da Mina, e, duettando con Mietta, col brano Lasciamoci respirare, composto dal cantautore Biagio Antonacci ed inciso poi nel 1992. OcchioPinocchio, Il signor Quindicipalle (1998), Io amo Andrea (2000) e Caruso, zero in condotta (2001) ottengono tiepidi consensi ai botteghini, non paragonabili ai successi degli anni precedenti.
I PROBLEMI DI SALUTE
Negli anni successivi comincia a soffrire di depressione, ha gravi problemi di alcolismo e tenta persino il suicidio. Il 3 settembre 2006, entra in coma a causa di un ematoma cranico dovuto ad un incidente domestico, venendo ricoverato ed operato d'urgenza alla testa presso il Policlinico Umberto I di Roma. Nel 2009 il ritorno a casa. Il 29 novembre 2010 torna ad apparire in TV, dopo quattro anni di assenza, ospite della trasmissione di Rai 2 I fatti vostri, dove appaiono evidenti i danni neurologici conseguenti all'incidente, tra cui l'incapacità di parlare e di muoversi. Il 7 dicembre 2019 ha ricevuto il Premio Internazionale Vincenzo Crocitti 2019 "Alla carriera", ritirato dalla figlia Ginevra in occasione della serata evento, che risulta così essere il primo riconoscimento alla carriera assegnatogli nella sua storia cinematografica e artistica.
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