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Verona, salvezza sul Ngonge: lo Spezia retrocede in B

di Tommaso Silvi
Verona, salvezza sul Ngonge: lo Spezia retrocede in B<br>

Lo spareggio finisce 3-1 per l’Hellas, trascinata dallo straripante fantasista 23enne. I liguri nella ripresa sbagliano un rigore e colpiscono una traversa

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REGGIO EMILIA. Un allenatore sconosciuto che a dicembre ha preso in mano il gruppo con una classifica horror. Poi la rimonta, le vittorie e la delusione nella parte finale di campionato, quando la salvezza diretta era davvero a un passo. Ma Zaffaroni ce l’ha fatta. Il Verona ce l’ha fatta. Spezia battuto 3-1 nello scontro per restare in Serie A e liguri condannati alla retrocessione. In una notte spettacolare per chi ama il calcio.

Quattro gol, tre ammoniti e almeno di un paio di occasioni nitide per entrambe le squadre. Non è il bilancio definitivo, ma solamente i numeri dei primi 38 minuti di partita. Che tra Spezia e Verona è battaglia vera si capisce praticamente subito. La paura della retrocessione in B non blocca, anzi stimola. Al Mapei Stadium – con capienza limitata a 15mila spettatori per il rischio di incidenti tra le due tifoserie –, nella serata di domenica 11 giugno,basta aspettare cinque minuti di gara per il primo boato. È quello dei tifosi del Verona, che esplodono quando Ampadu tocca il diagonale di Faraoni e spedisce il pallone alle spalle di Dragowski. Ritmo forsennato, tifo incessante. Lo spareggio è uno spettacolo. Dopo le lacrime, il sorriso. Al quarto d’ora Ampadu segna nella porta giusta e con un bolide regala il pareggio allo Spezia. Reduce da un solo punto nelle ultime quattro partite, nella notte che vale tutto l’Hellas è indiavolato.

E là davanti ha un giovanotto di 23 anni nato in Belgio che decide di fare il protagonista. Signore e signori, Cyril Ngonge. Al 26’ triangola splendidamente con Djuric e segna il 2-1. Dodici minuti più tardi scatta sul filo del fuorigioco, mette il turbo e segna grazie alla seconda deviazione sfortunata della serata di Ampadu, che mette fuori causa Dragowski . Nel secondo tempo il Verona pensa soprattutto a gestire il doppio vantaggio e condurre in porto la salvezza. Lo Spezia, invece, sa bene che deve tirare fuori tutto quello che ha per sperare nella clamorosa rimonta. Gli uomini di Semplici alzano subito il baricentro e dopo quattro minuti costringono Montipò al miracolo su Zurkowski, che spara di prima intenzione sul cross di Shomurodov. Entra Verde per Wisniewski, con Zaffaroni che risponde togliendo Dawidowicz e Lazovic, rispettivamente per Cabal e Verdi. Non è la serata delle cose scontate. E infatti ecco il colpo di scena: tocco di mano di Faraoni in area, rosso per lui e calcio di rigore per lo Spezia. Dagli undici metri, però, Nzola deve fare i conti con il paratone di Montipò, che ancora una volta salva i gialloblù.

Passano i minuti e da protagonista della partita l’estremo difensore del Verona si cuce sul petto i gradi di “santo”, andando a togliere dall’angolino anche il colpo di testa di Ampadu a dieci minuti dalla fine. L’assalto bianconero perde d’intensità di pari passo con lo scorrere dei secondi. C’è la traversa di Ampadu nei minuti di recupero, ma l’Hellas lotta fino al triplice fischio. Poi la festa. Il Verona resta in Serie A.
 

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