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Toscana

L'intervista

L'avvocata di Instagram sospesa dall'Ordine: «Hanno agito per invidia e dei colleghi mi hanno dato della prostituta»

di Tommaso Silvi
L'avvocata di Instagram sospesa dall'Ordine: «Hanno agito per invidia e dei colleghi mi hanno dato della prostituta»

Parla la 34enne di Torino sospesa per le immagini postate sui social. «Dicono che ho violato il decoro per accaparrarmi clienti: farò ricorso»

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«Ho già detto No al Grande Fratello e non farei neppure l’Isola dei Famosi». A Pechino Express ha partecipato solo perché «è l’unico reality intelligente. Non sapevo cosa fosse, ma quando mi è stato chiesto mi sono informata e ho accettato».

Alessandra Demichelis, 34 anni. Avvocato – «avvocata no, perfavore. Altrimenti dovremmo dire anche dentisto?» –, con sulla testa una sospensione dalla professione per 15 mesi maturata dal consiglio distrettuale di disciplina dell’Ordine degli avvocati di Torino, presieduto da Simona Grabbi, per violazione del decoro della professione e accaparramento di clienti. Perché dal gennaio del 2022 – «fino a quel momento non avevo mai utilizzato i social», dice la 34enne del foro di Torino – Alessandra Demichelis, insieme alla collega Federica Cau, ha dato vita alla pagina Dc LegalShow, presente sia su Instagram che su Facebook. E da qui è nata la diatriba con l’Ordine torinese.

Facciamo un passo indietro. Cos’è Dc LegalShow?

«Abbiamo deciso di raccontare la vita di un avvocato. Dal lavoro in ufficio ai pranzi in città, dalla palestra alle cene eleganti. C’è qualcosa di male nel raccontare cosa fa una persona durante il giorno?».

Messa in questi termini no, sembra tutto perfettamente nella norma. Un sacco di gente utilizza i social per esibire la propria quotidianità.

«Ecco. Eppure dopo soli tre giorni che avevamo aperto il profilo Dc LegalShow sono stata convocata dal consiglio dell’Ordine. E la Grabbi mi ha chiesto di chiuderla perché, secondo lei, in qualche modo stonava con l’immagine dell’avvocato in generale».

E lei ha reagito “alzando il tiro” dei contenuti sulla pagina.
Giusto?


«Esatto. Ho pensato che se avessi chiuso la pagina avrei fatto il gioco della Grabbi, e allora ho rilanciato».

Ecco come siamo arrivati alle foto “scoperte” e provocanti.

«Sì, che poi alla fine non sono immagini di nudo. In molte di queste sono in costume. In una sto facendo la sauna. C’è qualcuno che fa la sauna in piumino? Non mi risulta. E se poi ho un bel corpo non è mica colpa mia».

Però diciamo la verità. A lei piace mettersi in mostra.

«Non sono un’esibizionista. Le fotografie in costume sono arrivate proprio come reazione alla convocazione del consiglio dell’Ordine. Non mi è piaciuto il tentativo di censura. Che poi, per dirla tutta, se le mie stesse foto le avesse pubblicate una donna con un corpo diverso, magari con qualche chilo in più, probabilmente non ci sarebbe stato tutto questo clamore. Anzi, ne sono sicura».

Quindi crede che alla base della sospensione che le è stata inflitta ci sia invidia da parte di altre donne, sue colleghe?

«Assolutamente. Addirittura ho già presentato querele nei confronti di colleghe che sui social hanno commentato le mie foto dandomi della prostituta. Mi viene da ridere, perché nonostante siano avvocati non sanno che esiste il reato di diffamazione. Sono scivolate su una buccia di banana. Io non leggo i commenti della gente che mi segue sui social, ma quando si supera il limite querelo. Senza pensarci due volte».

Ma non è che la sua è una grande mossa pubblicitaria?

«Tra le accuse che mi vengono mosse nell’ambito della sospensione dalla professione c’è l’accaparramento di clienti. E io mi chiedo se veramente la gente è invogliata a rivolgersi a un avvocato che mette foto in costume e tacchi a spillo. Anzi, credo sia esattamente il contrario. Se vogliamo, quelle immagini possono suscitare un’immagine frivola della mia persona, non capisco come si possa affermare che rappresentino un modo per accaparrarmi clienti».

E quindi lei in questo momento è disoccupata?

«No. C’è il provvedimento di sospensione, che mi è stato comunicato venerdì, le cui motivazioni arriveranno in 60 giorni. L’Ordine si è preso due mesi di tempo per scriverle, si impegneranno a fondo. Pazzesco. Dopodiché avrò 30 giorni per fare ricorso al Consiglio nazionale forense. E lo farò, perché credo che la sospensione sia del tutto fuori luogo e ingiusta».

Fatto sta che da quando ha aperto le pagine Dc LegalShow lei è diventata una sorta di star. Cercata da tv e radio, ancora di più da quando è arrivata la sospensione.

«Sì, ma non è quello che cercavo. Non sono a caccia di popolarità. Anzi, sono stata contattata per partecipare al Grande fratello e ho detto No. Vorrei avviare un mio format televisivo per dare voce alle persone che hanno bisogno di assistenza legale, portare alla luce i casi in cui la giustizia impiega troppo tempo a dare risposte».

Continuerà con le foto provocanti? A costo magari di togliere la toga?

«Voglio fare l’avvocato da quando sono bambina e continuerò a farlo per sempre. Così come continuerò a pubblicare foto di me in costume. Mi opporrò alla sospensione e vedremo come andrà a finire. Io sarei addirittura per abolire l’Ordine degli avvocati, così come tutti gli altri ordini professionali».

Ma le foto e la sospensione a suo carico non sono le uniche cose che l’hanno portata alla ribalta delle cronache. Lo sa vero?

«Sì, e so già cosa sta per chiedermi».

Vabbè, prego. Vediamo se indovina.

«Quella frase durante Pechino Express».

Ha detto “i poveri dovrebbero bruciare all’inferno”. Non è un’affermazione normale. Anzi, fa venire i brividi.

«Sono perfettamente d’accordo. Se avessi detto davvero quella cosa sarei da bruciare io. E poi le persone bisognose le difendo per lavoro».

Quindi cosa voleva dire? Come le sono uscite dalla bocca quelle parole?

«Sono state decontestualizzate. Ero a cena con un amico durante il programma. Ho visto degli avvocati torinesi nello stesso ristorante con delle escort. Conosco le loro mogli e mi ha fatto infuriare la loro mancanza di rispetto. Così mi sono lasciata andare a quel commento. Poveri inteso come poveri d’animo. Chi si comporta così è povero. E i soldi non c’entrano».


 

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