Sicurezza
Comunali, in Toscana sei ballottaggi ma c’è più destra che sinistra: l’analisi del voto
L’effetto Schlein c’è, ma non si vede: il Pd è (quasi) ovunque il partito che ottiene più voti ma è ancora il vento del centrodestra a soffiare sulla regione. Bene FdI, l’M5S si eclissa
FIRENZE. L’effetto Schlein c’è, ma non si vede. Perché se il Pd è (quasi) ovunque il partito che ottiene più voti, incrementandoli rispetto alle amministrative di cinque anni fa, è ancora il vento del centrodestra a soffiare sulla Toscana. O almeno, su una parte della regione. Dove non solo il centrodestra, con l’allora partito-locomotiva della Lega, cinque anni fa ha spalancato la stagione dei successi del sovranismo, ma dove adesso, trainato da Fratelli d’Italia, incrina anche il rinnovato entusiasmo nel Pd e nel centrosinistra. Perché se a Massa e Siena Pd e alleati strappano agevolmente il pass di accesso al secondo turno delle amministrative, a Pisa il ballottaggio per una manciata di voti mette a rischio anche quel laboratorio del fronte progressista che Pd, Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana, hanno trasformato in un cantiere nazionale, ma dove il mix di sovranismo e civismo di destra hanno contraddistinto la corsa del sindaco uscente, in quota Lega, Michele Conti.
Un voto che cambia anche la geografia politica e i rapporti di forza all’interno delle coalizioni. Perché se a Pisa, lo storico successo di cinque anni fa era stato targato Lega, con oltre il 24%, adesso è Fratelli d’Italia a trainare la coalizione quadruplicando i consensi e arrivando a sfondare quota 16%. Oltre il 14% risucchiato alla Lega (passata dal 24 al 10%), mentre resta stabile Forza Italia attorno al 3%. Ma è il M5S ad eclissarsi, o quasi. Perché dal 9,8% di cinque anni fa passa a poco più del 3%, non portando quella spinta all’interno del centrosinistra in cui il Pd resta stabile poco sotto il 24%. Voti quadruplicati a Pisa, voti quadruplicati a Siena, dove FdI supera il 14%, oltre 10 punti percentuali in più rispetto a cinque anni fa, “divorando” il 6% alla Lega (che supera di poco il 3%). Stabile, attorno al 3% Fi, mentre cresce il Pd, che guadagna quasi il 3%. Se FdI sfonda a Pisa e a Siena, lievita i consensi anche a Massa, passando dal 4 al 10%, ma non riuscendo ad imporsi sul vecchio alleato, il sindaco uscente Francesco Persiani che arriva al ballottaggio grazie all’apporto della Lega, che cresce del’1% arrivando all’11%, ma soprattutto della sua lista civica (oltre il 13%). Quello che, in una sorta di primarie giocate direttamente alle urne, FdI voleva battere si è trasformato in un boomerang. Niente ballottaggio per il partito di Meloni, che lascia spazio invece al centrosinistra con il Pd che conferma il risultato di cinque anni fa sfiorando il 17%. Sinistra che si presenta invece spaccata al secondo turno a Campi Bisenzio, dove i dem, nella patria del segretario toscano Emiliano Fossi, guadagnano il 2%, ma vedranno contendersi il Comune anche dal M5S che, sfiorando il 5%, ottiene il miglior risultato regionale.
«Bene Siena e Massa, Pisa è un segnale positivo aver combattuto il risultato fino all’ultimo e bene anche Campi Bisenzio, dove la destra esce con le ossa rotte», commenta Fossi. Meno entusiasta invece Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, secondo il quale non basta solo costruire larghe intese. «C’è un vento molto forte che spira a destra e questo succede in Toscana e in tutta Italia. I dati toscani confermano una solidità del centrodestra a cui è necessario contrapporre non solo alleanze larghe e coese, ma anche un progetto in grado di ricostruire una presenza sul territorio capace di esprime continuità e progetti credibili».
E se le larghe intese, almeno nella sperimentazione pisana, per il centrosinistra si sono rivelate piene di ostacoli, al contrario la frammentazione nel centrodestra si è svelata fallimentare. A Massa, ma anche a Pietrasanta, dove il candidato di Lega e Forza Italia Alberto Giovannetti sfiderà al secondo turno il candidato del centrosinistra Lorenzo Borzonasca. Ma in ogni caso, il nuovo exploit di Fratelli d’Italia per il centrodestra spiana la strada alle amministrative del prossimo anno, che vedranno al voto città come Firenze e Prato, e soprattutto traccia il percorso verso le regionali del 2025. «Anche nei comuni non capoluogo si profila un'importante crescita del centrodestra, con FdI che conferma la crescita esponenziale rispetto alle scorse amministrative già emersa con le ultime elezioni politiche», esulta il deputato e responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli. «Il centrodestra unito sa fare grandi numeri», aggiunge Fabrizio Rossi, deputato e coordinatore regionale di FdI che conferma la forza del partito divora-voti nel centrodestra. «In Toscana – aggiunge – non ci sono più realtà e non ci sono più città-enclave della sinistra». Perché sì, adesso quelli (Firenze e Regione) non sono più solo obiettivi auspicabili, ma “concretizzabili” per il centrodestra. E se per Marco Stella, coordinatore regionale di Forza Italia, «la Toscana si tinge sempre più di azzurro» e questo «è un ottimo segnale in vista della prossima tornata elettorale e anche delle regionali del 2025», per Luca Baroncini, coordinatore regionale della Lega, resta il «rammarico» delle divisioni in alcuni comuni. «Sono risultati che spalancano le porte al centrodestra unito che può continuare a vincere e a puntare alla Regione».
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