Il Tirreno

Toscana

Primo Maggio

Decreto lavoro, Meloni corteggia i sindacati ma lo scontro è ancora totale

di Claudio Maddaloni
Decreto lavoro, Meloni corteggia i sindacati ma lo scontro è ancora totale

Dialogo tra le tensioni a Palazzo Chigi. La premier: «Mi aspettavo un “bravi” per il Decreto lavoro il 1° maggio». Landini (Cgil): «Confermata la mobilitazione»

4 MINUTI DI LETTURA





ROMA. Un Consiglio dei ministri sul Dl lavoro convocato il 1° maggio «non è una mancanza di rispetto, è un segnale e mi sarei aspettata un “bravi”».

La premier, Giorgia Meloni, lo ha sottolineato subito nell’incontro con i leader sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl convocato a Palazzo Chigi ieri sera, al quale si è arrivati tra forti tensioni. «Era un modo – ha sottolineato – per dire “ci siamo e ci siamo tutti”, una mano tesa, un tentativo di dialogare e di lavorare insieme, perché sul taglio del cuneo fiscale credo che siamo d’accordo».

Meloni ha spiegato ai leader sindacali che «il Cdm di domani (oggi per chi legge, ndr) prenderà provvedimenti utili per il mondo del lavoro, che variamo in un giorno simbolico e sui quali riteniamo utile un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali. Non è un appuntamento una tantum ma un ulteriore segnale del fatto che il governo ritiene il confronto con le parti sociali importante. L’incontro di oggi quindi non è esaustivo rispetto al nostro dialogo, anche perché l’iter del provvedimento che approveremo domani sarà abbastanza lungo».

Meloni annuncia di voler coinvolgere i sindacati anche su Pnrr, Repower EU, correzioni su come spendere le risorse, politica salariale e lotta all’inflazione, «riforme che affronteremo nelle prossime settimane».

«La priorità del governo è alleggerire la pressione fiscale sul costo del lavoro. Avevamo già dato un segnale con la legge di bilancio, mantenendo i due punti di taglio già decisi dal precedente governo per i salari sotto i 35.000 euro e aggiungendo un ulteriore punto. Nei provvedimenti di domani arriviamo al 6% del taglio sotto i 35.000 euro e al 7% sotto i 25.000, fino alla fine dell’anno». Ha poi ricordato le norme per la sicurezza sul lavoro e la riforma del Reddito di cittadinanza «per distinguere chi è in grado di lavorare da chi non lo è».

Ma i sindacati non fanno sconti e il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha portato con sé una lavoratrice precaria, perché proprio il tema è al centro delle preoccupazioni dei sindacati: Manuela, 36 anni, precaria da sette, ha detto di essere «molto spaventata perché non ho certezze», «è umiliante sapere che non ho nulla, sono un numero che sta lì e aspetta». Bombardieri, rivolgendosi a Meloni, ha aggiunto: «Per noi questa purtroppo è la vita reale: i problemi primari sono la precarietà e la condizione dei salari nel nostro Paese».

All’incontro si è arrivati in un clima di tensione con Cgil, Cisl e Uil. Nel pomeriggio la premier ha definito «incomprensibili le parole del segretario della Cgil Maurizio Landini sul Consiglio dei ministri convocato il primo maggio per varare provvedimenti sul lavoro. Io credo sia un bel segnale, invece, per chi come noi è un privilegiato, onorare con il nostro impegno, in questo giorno di festa, i lavoratori e le risposte che attendono».

Landini lo aveva definito «un atto di arroganza». E dopo la replica di Meloni, Bombardieri ha chiosato: «È ancora possibile criticare il presidente del Consiglio o dobbiamo fare la valigia?». Arrivando all’incontro, lo stesso Bombardieri ha aggiunto: «Il governo per sei mesi non ha parlato di lavoro e ne parla il primo maggio, ed è chiaro che è un’operazione per controbilanciare il lavoro di Cgil, Cisl e Uil: volete scommettere che domani (oggi per chi legge, ndr) in contemporanea ci sarà la conferenza stampa del governo con i comizi dei segretari generali? ».

Il clima tra governo e sindacati non si è stemperato nemmeno dopo il vertice. «Per quello che ci riguarda – ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini, uscendo dall'incontro a palazzo Chigi – rimangono tutte in campo le iniziative, le ragioni che ci hanno portato a indire le giornate di mobilitazione (il 6 a Bologna per le regioni del centro, il 13 a Milano per le regioni del nord e il 20 a Napoli per le regioni del sud) perché c'è bisogno di un cambiamento vero della politica di questo governo, a partire anche da una vera riforma fiscale e sulla salute e sicurezza».

«Attendiamo di conoscere i testi ufficiali, sono materie importanti e delicate. Sospendiamo il giudizio», ha invece affermato il leader della Cisl Luigi Sbarra.

Il Dl lavoro dovrebbe alcune novità sostanziali. Su tutte il taglio del cuneo fiscale per i redditi medio bassi, l’abolizione del Reddito di cittadinanza e una modifica del decreto dignità che aveva accorciato la durata dei contratti a tempo determinato che ora andranno ad allungarsi fino a 24 mesi, anche senza causale. Proprio su questo punto i sindacati sono più critici. Aumenta infine la soglia per i pagamenti con i voucher, che passa da 10 a 15mila euro in particolare per le aziende del settore fiere, congressi, eventi.l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il lieto fine

Livorno, fratello e sorella di 6 e 4 anni rischiano di annegare: salvati dal bagnino – «Un minuto in più e non ce l’avrebbero fatta»

di Francesco Turchi