Fi-Pi-Li, un’azione legale contro il pedaggio per i tir
Oltre cento gli autotrasportatori al corteo promosso da Cna Fita. Sarà inviato un dossier al ministro con la richiesta di fermare l’iter
San Miniato Le bandiere sulla carrozzeria per rendere ancora più visibile la protesta. I colpi al clacson per attrarre l’attenzione degli automobilisti. Perché per Fanel Oltian, camionista da 40 anni, dipendente di un’azienda di trasporti livornese, sfilare serve a dare visibilità ad un’opposizione che va avanti da tempo, ma l’obiettivo deve essere soprattutto sensibilizzare i cittadini-consumatori. Quelli cioè su «cui ricadrà» la decisione della Regione Toscana di introdurre un pedaggio per i mezzi pesanti che percorrono la FiPiLi. «Una scelta ingiusta, penalizzante e discriminatoria», accusa la Cna Fita, che ieri ha protesta contro la decisione con un corteo di tir e bus lumaca, ma «soprattutto un precedente pericoloso» per l’intero comparto. Contro cui sarà promossa anche un’azione legale
La protesta
Sterza di continuo Oltian. «Le buche e l’asfalto dissestato sono un pericolo», dice. Ma non solo. «Evitarle serve anche salvaguardare l’integrità fisica e quella del mezzo: il camion è di ultima generazione e ammortizza bene, ma siamo sottoposti a continue sollecitazioni e il corpo ne risente. Il mio segreto? Parto alle 4 per cercare di evitare le code sulla FiPiLi e scansare il più possibile le buche». Il grande parabrezza del camion è una sorta di finestra privilegiata da cui osservare quel viavai che quotidianamente caratterizza la strada di grande comunicazione. Ieri attraversata da un corteo di tir, camion e autobus. Lento, lentissimo. A tratti a passo d’uomo. Un serpentone rumoroso e colorato. Un centinaio di mezzi ha invaso una corsia della strada per corteo che ha attraversato il tratto tra l’interporto di San Miniato e Empoli. Andata e ritorno. Oltre trenta chilometri per ribadire un no a quella scelta che, dopo la costituzione della società Toscana strade Spa, entrerà in vigore il prossimo anno e avrà un impatto stimato di circa 8mila euro anni sulla gestione di ogni camion.
Il pedaggio selettivo
Sarebbe il primo caso di un pedaggio applicato ad una specifica categoria. E «questo spaventa molto non solo gli autotrasportatori toscani», sottolinea Michele Santoni, presidente della Cna Fita Toscana, ma anche di «altre regioni» perché oltre «a colpire tutti» potrebbe rappresentare un «pericoloso precedente». E non a caso agli autotrasportatori toscani si sono uniti nella protesta anche alcuni camionisti liguri ed emiliani. «Una soluzione discriminante verso una categoria, quella dei trasporti, che andrà a ripercuotersi su tutto il tessuto produttivo attivo lungo la superstrada, ma anche sui consumatori finali», accusa Patrizio Ricci, presidente nazionale di Cna Fita, perché «quella che sarà una tassa alla fine sarà “immessa” nel sistema economico pesando sui costi di merci e prodotti».
Le conseguenze
I clacson continuano a risuonare. I motori a rombare. Fermi in qualche piazzola di sosta o in marcia in corsia di sorpasso gli automobilisti salutano con colpi di clacson. E idealmente si uniscono alla protesta. «Questa deve essere una battaglia di tutti», aggiunge Massimo Angioli, presidente della Cna Fita di Livorno. «Sulla FiPiLi passa oltre la metà delle merci che vengono trasportate in Toscana o fuori regione: la FiPiLi è uno snodo fondamentale non per la Toscana, ma per buona parte dell’Italia centrale». E le conseguenze dell’introduzione di un pedaggio saranno immediate «perché per un’azienda potrebbe arrivare ad incidere anche per il 10% su una giornata lavorativa», evidenzia Mirko Portolano, titolare della ditta di trasporti toscana. Effetti «disastrosi» provocherebbe anche l’estensione del provvedimento agli autobus. «Sarebbe un vero accanimento», accusa Riccardo Bolelli, presidente nazionale e regionale Cna Ncc Bus.
L’azione legale
Motori spenti e braccia incrociate. È il palco allestito in un cassone di un tir parcheggiato all’interporto di San Miniato ad ospitare l’assemblea degli autotrasportatori, che indica le prossime tappe dell’opposizione al pedaggio. Un dossier al ministro dei Trasporti e un possibile ricorso. «Percorreremo sicuramente le azioni legali. Attendiamo di leggere gli atti e sicuramente ricorreremo contro le decisioni discriminanti che saranno assunte dalla Regione”, promette Ricci. Perché «gli autotrasportatori non possono essere i finanziatori di un’opera pubblica», aggiunge Santoni.
«La nostra battaglia continuerà soprattutto perché l’introduzione di un pedaggio selettivo sarebbe un precedente pericoloso a cui potrebbero accodarsi altre rRegioni – accusa Ricci –. Un principio che, se passasse, potrebbe sancire una sorta di ritorno al feudalismo dove ogni governatore potrebbe introdurre tasse e imposte a proprio piacimento». l
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