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Il delitto

Omicidio a Vada, la moglie del sospettato principale rompe il silenzio

di Gabriele Buffoni
A sinistra il podere dove è avvenuto il delitto e di fianco Rosalba Fedele insieme alla figlia Alessandra (foto Falorni/Silvi)
A sinistra il podere dove è avvenuto il delitto e di fianco Rosalba Fedele insieme alla figlia Alessandra (foto Falorni/Silvi)

La donna di nuovo convocata dai carabinieri nel podere dell’omicidio. Ma è molto cauta nelle parole

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VADA. «Dove sia Antonino? Non lo so. Non sappiamo niente, stiamo aspettando che ci dicano qualcosa i carabinieri». La rabbia, forse dettata dalla disperazione dei momenti immediatamente successivi all’omicidio avvenuto nel podere del marito a Vada, ieri ha lasciato il posto alla preoccupazione. E anche a una comprensibile cautela.

Rosalba, moglie di Antonino Fedele, principale indiziato per l’omicidio dell’ex genero Massimiliano Moneta, stavolta non inveisce contro la stampa né chiede a gran voce che i fotografi si allontanino come avvenuto martedì pomeriggio, quando gli occhi di tutti erano puntati sui cancelli di quella proprietà agricola di famiglia invasa dai carabinieri e dagli uomini della scientifica. Intenti a setacciare ogni lembo di terreno di quello che è il teatro del delitto per ricavarne indizi utili alla caccia all’uomo che si è scatenata per ritrovare l’80enne, al momento unico sospettato del crimine. E di cui ancora non si ha traccia.

A quasi ventiquattr’ore dal fatto di sangue che ha sconvolto le comunità di Vada e Rosignano, Rosalba scende invece le scale della sua abitazione con tranquillità. Anche se subito, appena intuisce che ha di fronte dei giornalisti, scuote il capo e fa cenno di no con le braccia. Ma con cortesia, senza veemenza né riottosità. «Non è il caso, veramente, non voglio dire nulla – ribadisce la moglie di Antonino Fedele – tanto più che non sappiamo niente nemmeno noi familiari. Non saprei neppure cosa dirle, in verità: al momento c’è solo quello che avete visto e raccontato ieri (martedì, ndr), per il resto non c’è niente di più. Stiamo aspettando come tutti che i carabinieri ci informino se ci sono novità sul caso. Più tardi dobbiamo tornare là (al podere di Vada, ndr). Finché non sappiamo niente, preferiamo non parlare». E quando le viene chiesto da chi è stata avvertita dell’omicidio, scuote il capo: «Ci hanno detto di non parlare in attesa di novità: non è il caso». 

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