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Tecnologia al servizio del riciclo: la Ntt pioniera dell’economia circolare
Quartier generale a Prato con due sedi a Monsummano Terme e a Piano di Sorrento. Una ventina di dipendenti fra ingegneri, chimici, fisici ed esperti di marketing e internazionalizzazione
Quando non si butta via niente. Nemmeno i bottoni, quelli che si staccano dagli abiti usati. E che resuscitano nei pannelli, tavoli e piastrelle e manichini che compongono oggi l’allestimento del negozio Benetton di Firenze, in piazza Stazione. «Bottoni ricoperti da una resina ecologica e levigati», come spiega con un pizzico di orgoglio Andrea Falchini, direttore della società di ricerca pratese Next Technology Tecnotessile (Ntt).
Potere del riciclo: vita che genera nuova vita, rifiuto che si azzera e scarto che si trasforma in complemento d’arredo grazie al trasferimento tecnologico targato Ntt, società partecipata al 40 per cento dal Ministero dell’istruzione e ricerca. Quartier generale a Prato con due sedi a Monsummano Terme e a Piano di Sorrento, una ventina di dipendenti fra ingegneri, chimici, fisici ed esperti di marketing e internazionalizzazione, mezzo secolo di storia festeggiato nel 2022 e un portafoglio di 200 aziende che si sono alternate nel corso degli anni. Erano i pionieri dell’economia circolare prima ancora che questo tema finisse al centro delle agende europee, sempre restando un ponte fra ricerca e industria. «Economia circolare e riciclo nel campo della moda - sottolinea Falchini - rappresentano ormai il 60 per cento della nostra attività». Che agli inizi di aprile aprirà una quarta sede, sempre a Prato, trovando casa dentro Prisma, la nuova infrastruttura di trasferimento tecnologico ricavata dagli spazi dell’ex centro di ricerca (Creaf). Qui si trasferirà il ramo specializzato nel settore ferroviario oggi concentrato soprattutto a Monsummano, collegato all’indotto di Hitachi Rail.
Varcando la soglia di Ntt ci si catapulta nell’industria del futuro. Tessile ma non solo. Spuntano prototipi in esposizione nell’ampio salone di rappresentanza mentre nelle varie stanze giovani ricercatori sono alle prese con test di analisi con solventi e sostanze chimiche. Fra i vari esempi di trasferimento tecnologico, pannelli realizzati con scarti di lavorazione tessile, del jeans ad esempio. Forte è la collaborazione con uno zoccolo duro di aziende meccanotessili del distretto: non è un caso che il presidente di Ntt sia Massimo Biancalani della ditta meccanotessile Biancalani.
Poi c’è la sfida dell’hub tessile, finanziato con 3,6 milioni di fondi Pnrr: attualmente in Regione è in corso la procedura autorizzativa ambientale, primo passo per mettere le gambe a una struttura che punta a riciclare oltre 30mila tonnellate di rifiuti tessili l’anno. Tecnotessile ci metterà il suo zampino con la sua squadra di ricercatori che in questo periodo sta studiando le tecnologie più avanzate per il polo del riciclo regionale. Sul mercato sono già disponibili macchinari che, per dirla con il direttore Falchini, richiedono di essere specializzati al contesto produttivo locale, ad esempio sulla lana, con un’automazione tecnologica che permetterà di selezionare le varie fibre. Addio così alle catene lunghe di smaltimento di scarti tessili che oggi arrivano fino al Pakistan o all’India per poi tornare a casa sotto forma di materia prima selezionata da quei paesi.
Trasferimento tecnologico che ha anche un risvolto sociale: in tempo di Covid è stato messo a punto insieme all’azienda Orion di Calenzano un sistema di sanificazione con pannelli di vetroresina con trattamento a base di biossido di titanio in modo da aggredire virus e batteri. Tra le più recenti collaborazioni di Ntt, quella con il distretto orafo di Arezzo, il cartario di Lucca, il settore pelle e cuoio nel Valdarno Inferiore. RIPRODUZIONE RISERVATA
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