Il Tirreno

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Chimica

Cptm Magona punta sull’economia green e si candida a creare un hub per l’idrogeno

di Maria Meini
L’incontro al Cptm con Unipi: da sinistra Chiara Galletti, delegata alle relazioni industriali; il prorettore  vicario Giuseppe Iannaccone; Corrado Priami, delegato alla ricerca; il professor Leonardo Tognotti
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L’incontro al Cptm con Unipi: da sinistra Chiara Galletti, delegata alle relazioni industriali; il prorettore vicario Giuseppe Iannaccone; Corrado Priami, delegato alla ricerca; il professor Leonardo Tognotti

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Era l’agosto del 2022 quando Peter Werth, il guru europeo dell’idrogeno green, ha fatto tappa al Consorzio Polo tecnologico Magona (Cptm) di Cecina, cittadella della ricerca chimica applicata. Werth, 49 anni, viennese ma cresciuto a Bolzano, è un nome per gli addetti ai lavori. A Bolzano ha fondato la Wolftank Hydrogen, che si occupa di trovare soluzioni tecnologiche innovative per produrre idrogeno verde in Italia. La sua previsione è che la domanda di H2 crescerà del 3000 per cento entro il 2025. E se è vero che il futuro dell’energia passa dall’idrogeno verde, non è un caso che Werth si sia fermato a Cecina, nei laboratori del Cptm accompagnato dall’ingegner Luciano Dell’Omo, ex ad di Petroltecnica e membro del comitato scientifico del Consorzio. Un’eccellenza nella ricerca e sperimentazione applicata della chimica, il Cptm ha appena compiuto 25 anni, e si è candidato a ospitare un laboratorio di idrogeno, uno dei sette progetti pilota previsti in Italia. In cui studiare soluzioni tecniche d’avanguardia per la gestione e commercializzazione dell’idrogeno verde. Werth dovrà valutare un’ipotesi di partnership con il Polo. Intanto, l’Università di Pisa sta per aprire un laboratorio idrogeno nei locali del Consorzio, che punta a diventare un hub nel settore dell’energia green e rinnovabile. Passando da un nuovo, più stretto rapporto di collaborazine proprio con l’università. «È un progetto molto importante per il Consorzio, ma anche per il territorio — dice il presidente del Cptm, Vincenzo Argentieri — che arriva in un momento di crescita del Polo tecnologico. Cecina è baricentrica tra i maggiori siti industriali chimici della costa, da Scarlino a Piombino, fino a Rosignano e Livorno, e rispetto all’Alta Val di Cecina con Larderello e l’Enel Green Power». Le condizioni di base ci sono, dalle superfici alle competenze. E c’è allo studio un’area di espansione di circa 5mila metri di terreno adiacenti alle strutture esistenti su cui estendere le nuove attività.

Ci sono i soldi pubblici (dall’Europa e dal Pnrr) per incentivare l’energia pulita e in particolare per l’idrogeno verde (prodotto da fonti pulite come eolico, idroelettrico, solare, geotermico). Ma l’idrogeno verde è molto costoso, quindi servono tecnologie che ne abbattano i costi. Ed è proprio questa la vocazione del Polo tecnologico Magona, che ha le competenze scientifiche: laboratori chimici e industriali, sinergie con oltre 20 aziende socie, l’Università di Pisa. Il direttore del Cptm Cristiano Nicolella è professore del Dici, Dipartimento di Ingegneria civile e industriale, di cui il coordinatore Leonardo Tognotti è nel cda del Polo.

E nei giorni scorsi c’è stato un incontro con la nuova dirigenza dell’Unipi: il prorettore vicario Giuseppe Iannaccone, professore di elettronica; Chiara Galletti, delegata alle relazioni industriali; Corrado Priami, delegato alla ricerca e alle nuove iniziative.

 

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