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Boutique aperte per Pasqua: debutta Firenze, ma non Siena
In Versilia e all’Argentario shopping e mare per il weekend. Anche a Lucca e Pisa i negozi accolgono i turisti: c’è chi sperimenta pure il turno dalla mattina
L’autorizzazione è arrivata da Milano. «Quest’anno, per la prima volta, a Pasqua, la boutique Prada resterà aperta a Firenze». Per tutto il giorno. E così sarà anche in tutte le altre città nelle quali è presente il marchio, simbolo del lusso italiano nel mondo. Ma Prada non sarà sola. Si porta dietro le altre griffe. E così Firenze, per la prima volta, rompe un tabù del commercio: i negozi, anche quelli di marca, non solo le catene, si fanno trovare con le porte aperte dai turisti. Malgrado i mugugni dei sindacati, quelli che ancora tutelano i lavoratori del commercio e del turismo.
Nel 2023, però, è stato trovato un compromesso. Forse perché c’è bisogno di dare una sferzata all’economia nazionale. Forse perché c’è bisogno di adeguarsi al passo internazionale: difficile, oggi, trovare capitali europee (o metropoli, anche extraeuropee) che in concomitanza con i ponti , le vacanze, le festività comandate si facciano trovare sbarrate. Hanno cominciato a stare aperti bar e ristoranti, poi sono arrivati i musei e ora, appunto, tocca alle boutique. Ma senza obbligo di lavoro per i dipendenti.
Diciamo che in Toscana funziona così: esclusi i pubblici esercizi (che hanno regole a parte), possono restare aperti, ma se commessi o commesse non si presentano al lavoro domani, per Pasqua, dal punto di vista sindacale e lavorativo sono coperti dallo sciopero indetto dai sindacati del terziario. Anche se pare che saranno in pochi ad aderire. A Firenze, saranno aperti domani Louis Vuitton, Gucci, Dolce&Gabbana e altre boutique di via Tornabuoni, via Roma e in piazza degli Strozzi; H&M non riconosce né Pasqua né Pasquetta come festività: perciò – è l’indicazione dei sindacati – possono stare a casa, coperti, appunto, dallo sciopero. Oppure – ribadisce l’azienda – possono presentarsi in negozio in base al “principio di volontarietà”, recuperando il riposo in un altro giorno della settimana.
A Lucca, altra città d’arte molto gettonata per questo ponte festivo, domani molte catene di abbigliamento saranno aperte, anche se limitatamente alle vie più centrali, a cominciare da via Fillungo. Il trend va avanti già da tempo, ma quest’anno alcuni negozi potrebbero aprire già dalla mattina: è il caso di Bata. Anche qui Cgil e Uil ricordano di aver indetto a livello regionale lo sciopero per fornire di un “paracadute” chi decidesse (i dipendenti, ndr) di non voler lavorare. Situazione analoga a Pisa, con le griffe e le cate che per Pasqua sono aperte come già da alcuni anni: del resto questa è una città abituata ai turisti. Al contrario, Siena “resiste”: la città per Pasqua si può visitare, ma i negozi restano chiusi (non bar e ristoranti). Come sempre, invece, all’Argentario e in Versilia (a Viareggio e Forte dei Marmi) servizio completo ai turisti sia per Pasqua che per Pasquetta: ristoranti e bar aperti (molti anche sul mare) e boutique a disposizione dei clienti.
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