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Raid al Michelangiolo, la preside: «Vili gli studenti che hanno costretto la sorella di un indagato a cambiare scuola»

di Antonio Passanese
Raid al Michelangiolo, la preside: «Vili gli studenti che hanno costretto la sorella di un indagato a cambiare scuola»

Firenze, ha 16 anni e non è attiva in politica. Lo ha deciso la famiglia per motivi di sicurezza temendo per l’incolumità personale della ragazza

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FIRENZE. La sorella di uno dei giovani squadristi indagati per i tafferugli davanti al liceo classico Michelangiolo di Firenze del 18 febbraio scorso ha dovuto cambiare scuola a causa di minacce, insulti, scritte e frasi offensive subite nella scuola tra cui l’epiteto “Fascista! ”. 

Già il fratello della ragazza, indagato per lesioni durante il volantinaggio davanti al Michelangiolo, nelle settimane scorse aveva dovuto lasciare il suo liceo, lo scientifico Castelnuovo, dove frequentava l’ultimo anno, per trasferirsi in un altro istituto.

La sorella, 16enne, frequenta invece proprio il classico Michelangelo e da qualche giorno ha dovuto cambiare istituto. Lo ha deciso la famiglia per motivi di sicurezza temendo per l’incolumità personale della ragazza. Diversamente dal fratello, non è impegnata politicamente ma, nonostante ciò, oltre al clima ostile che parte degli studenti le avrebbero riservato, sono state trovate delle scritte. Tra queste, su una porta, la minaccia «Occhio! » tracciata a pennarello rosso su una porta indicando nome, falce e martello e il simbolo di un centro sociale.

«L’aspetto più grave di questa vicenda – spiega al Tirreno la preside del Michelangiolo Rita Gaeta – è che i compagni di classe della ragazza l’avrebbero insultata e minacciata quando nell’aula non c’erano professori. Chi ha fatto una cosa del genere non è altro che un vile».

La dirigente scolastica, che ha incontrato sia la studentessa che i genitori, avrebbe provato a dissuaderli e a convincere la 16enne a non trasferirsi, ma lei, in lacrime, traumatizzata e choccata, avrebbe preferito scegliere un altro liceo.

«Non capisco perché questa ragazza debba pagare quello che ha fatto il fratello – continua Gaeta – L’accaduto è una sconfitta per tutta la comunità scolastica. La ragazza mi ha spiegato che ha deciso di cambiare scuola perché non riesce a sostenere il peso psicologico della situazione, fatto di minacce, insulti e frasi ingiuriose. Trovo gravissimo che di questa questione non se ne stia occupando nessuno mentre altre notizie vengono strumentalizzate».

Infine la preside del liceo di via della Colonna è convinta che l’aggressione squadrista del 18 febbraio, che definisce «evento», sia stata letta «in modo unilaterale. Bisogna sempre condannare la violenza sia essa fisica o psicologica».

Difficile dire ora se nei prossimi giorni possano scattare dei provvedimenti nei confronti di coloro che hanno bullizzato la 16enne costringendola al trasferimento: «Non ho ricevuto alcuna denuncia formale né da parte della ragazza né dai sui parenti e dunque non ho il potere di avviare verifiche».

L’avvocata Sonia Michelacci, legale del fratello della 16enne, afferma che la ragazza sarebbe stata «isolata» ma «stiamo valutando cosa fare perché si tratta di una questione molto delicata anche perché parliamo di minorenni. Parlerò con la studentessa quando la situazione si sarà calmata e quando lei se la sentirà. Quello che posso dire – conclude l’avvocato – è che in classe le hanno reso la vita difficile, le hanno fatto ostruzionismo. In questo momento l’unica cosa che vuole la sua famiglia e renderle la vita migliore, per questo hanno deciso di comune accordo di cambiare istituto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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