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La potenza del rispetto (nascosta in piccoli gesti): l’intervista a due studenti
Il confronto con chi la pensa in modo diverso da noi non deve farci cadere nella trappola della paura
Cari lettori e lettrici, eccoci pronte per un nuovo appuntamento della nostra amata rubrica “Pillole di felicità”. Oggi abbiamo deciso di parlare di rispetto, intervistando due ragazzi: Victor Ramos, 23 anni, operaio della Piaggio, estremamente solare e riflessivo, e Nicoleta Boran, 20 anni, studentessa, dal carattere “materno” e altruista. A loro abbiamo chiesto: che cosa pensi che sia il rispetto? Come pensi possa essere guadagnato? Il rispetto può essere unilaterale o deve essere reciproco? Ti è mai capitato che le azioni di una persona abbiano influenzato il tuo rispetto? Se sì, in modo positivo o negativo?
Cos’è il rispetto?
«Penso che il rispetto sia il riconoscimento del valore che una persona ha – dice Victor Ramos –. Ovviamente quando si parla di rispetto non per forza ci riferiamo ad un’altra persona ma esiste anche il rispetto per un oggetto, un luogo o pensiero. In ogni caso penso che questo debba essere esercitato indipendente dal rapporto con l’altro o da un’ideologia che l’altro individuo ha, la quale però non deve per forza essere condivisa».
«Credo che il rispetto debba essere il primo atteggiamento che dobbiamo avere verso qualcuno – dice Nicoleta Boran – che sia più giovane o più anziano rispetto a noi. Il rispetto è accettare qualcuno e le sue idee, senza criticarle o giudicarle; accettare il fatto che siamo diversi gli uni dagli altri e che abbiamo opinioni diverse è già una forma di rispetto. Anche ascoltare è una forma di rispetto: fare attenzione alle parole di qualcuno mentre ci parla è diverso dal semplice sentirle. Io posso avere rispetto per te e accettare quel che dici anche se non sono d’accordo».
Guadagnarsi il rispetto
«Penso che il rispetto possa essere guadagnato tramite piccoli gesti quotidiani – dice Victor Ramos – legati talvolta anche ad altri valori che ritengo fondamentali per instaurare una relazione sana con qualcun altro, come ad esempio la gentilezza e l’educazione. Penso che, volendo guadagnare il rispetto di qualcuno, se mettiamo in pratica questi “semplici” ma importanti valori, ad un certo punto potremmo renderci conto che ormai ci viene naturale farlo ed abbiamo il rispetto di chi ci circonda».
«Penso che in quanto essere umani dovremmo tutti avere rispetto gli uni per gli altri – spiega Nicoleta Boran – ma ovviamente se qualcuno è sgarbato o irrispettoso nei nostri confronti ci viene più difficile. Quindi si può perdere il rispetto per qualcuno, anche quando fa o dice qualcosa che va contro ciò che crediamo o contro i nostri ideali, e questo di conseguenza può causare giudizi negativi, ma dobbiamo sempre ricordarci che la persona che abbiamo di fronte è diversa da noi e ha opinioni diverse».
Unilaterale o reciproco?
Dice Victor: «Penso che se ognuno di noi cercasse di essere rispettosi per se stessi e per gli altri, a prescindere da ciò che le altre persone fanno o dicono, sarebbe molto più facile costruire una società civile. Credo che il rispetto, così difficile da guadagnare ed esercitare, sia contagioso e in caso contrario ci aiuta a vivere bene e in pace con gli altri».
E così la pensa Nicoleta: «Si sente spesso dire “se qualcuno non mi rispetta, allora non lo rispetto nemmeno io”, ma credo che questa mentalità sia sbagliata, perché se tutti pensassimo così nessuno si rispetterebbe più, da qualcuno deve partire insomma. Credo che dovremmo essere rispettosi sempre, anche quando magari la persona che abbiamo davanti non se lo merita, sono convinta che una persona dal cuore buono si riconosca prima di tutto appunto dal rispetto che ha verso gli altri».
Cosa genera il rispetto
«Mi capita a volte – dice Victor – di lasciare che le azioni di qualcuno influenzino il rispetto che nutro per loro. A volte succede in senso positivo, quando qualcuno di inaspettato fa un gesto gentile altrettanto inaspettato; a volte in senso negativo, quando qualcuno magari dice parole maliziose che non avrei mai creduto di sentir dire da essi».
Spiega Nicoleta: «Purtroppo in passato mi sono fatta influenzare in modo negativo, ero una persona rancorosa ma ora non lo sono più perché ho capito che le persone commettono errori e, anche se qualcuno dovesse mancarmi di rispetto volontariamente, sarebbe comunque una loro scelta. Avere rispetto parte sempre da se stessi».
*Studentesse del liceo Enriques di Livorno
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