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Toscana

Il caso

Renzi fa appello contro la sentenza che gli fa pagare le spese al Corsera

di Pietro Barghigiani
Renzi fa appello contro la sentenza che gli fa pagare le spese al Corsera

Il leader di Iv era stato accusato di usare querele e giustizia come bancomat

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FIRENZE. Nessun commento. L’unica risposta che arriva dall’entourage di Matteo Renzi è quella formale del ricorso già preparato dalla difesa contro la sentenza che lo condanna pagare le spese di lite al Corriere della Sera citato in giudizio per danni dopo un articolo ritenuto diffamatorio.

Il leader di Italia Viva non replica nel merito alla decisione del Tribunale di Firenze che colpisce, al di là dell’esito favorevole alla testata giornalistica, per l’annotazione a margine con cui viene attribuita al politico fiorentino una sorta di patente di denunciante seriale allo scopo di fare cassa.

«No ai Tribunali bancomat»

La richiesta di 200mila euro a Rcs, al direttore Luciano Fontana e a Fiorenza Sarzanini, autrice del pezzo riferito all’inchiesta sulla Fondazione Open, per il giudice Susanna Zanda «ha una palese e ingiustificata carica deterrente, specie ove collocata nell’alveo delle iniziative, volte ad usare il Tribunale civile come una sorta di bancomat dal quale attingere somme per il proprio sostentamento, anche quando lo si coinvolge senza alcun fondamento». Il giudice accenna anche all’eventualità di un’ulteriore aggravio di spese per quello che viene definito abuso del processo. Una condizione che viene censurata quando «un soggetto agisca o resista in giudizio pur essendo consapevole, con malafede/dolo o quantomeno colpa grave, della infondatezza delle proprie pretese».

Scrive il giudice: «Si tratta di elementi che il Tribunale dovrà valutare» scrive.

I precedenti

Un passaggio che va oltre il contenuto del duello legale e che nella memoria giudiziaria del magistrato mette insieme anche altre cause su cui la toga si è pronunciata nelle scorse settimane. Dallo chef Gianfranco Vissani che accostò Renzi a Hitler al volto dell’ex premier su un rotolo di carta igienica apparso alle spalle di Marco Travaglio in un collegamento tv. Renzi chiedeva i danni a entrambi e il giudice per due volte gli aveva dato torto.

La causa vinta

Ma nella collezione delle sfide lanciate in Tribunale c’è anche una vittoria recente a firma dello stesso giudice a favore del senatore fiorentino.

È il caso in cui il magistrato riconobbe la diffamazione in un tweet scritto, peraltro sotto falso nome, dalla moglie dell’ex ministro Renato Brunetta. Il giudice assegnò a Renzi 20mila euro di risarcimento danni. Le tre cause successive hanno avuto finali opposti. 

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