Sos lavoratori nel turismo, Santanchè: «Salari più alti e nuovo status, ridaremo dignità al lavoro»
La ministra del Lavoro: «Un tavolo per risolvere i problemi occupazionali»
«Nelle prossime settimane sarò ben felice di ascoltare le associazioni di categoria per affrontare l’annosa questione del problema della mancanza di personale nel settore del turismo. Lavoreremo insieme alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone per affrontare la questione e trovare soluzioni adeguate». Un tavolo congiunto che per la ministra del Turismo Daniela Santanchè servirà a mettere in campo misure d’urgenza, ma non a superare quella che è ormai una criticità cronica. «Dobbiamo rivolgerci alle nuove generazioni raccontando loro quanto sia stimolante lavorare in un comparto così variegato e trasversale. E su questo, oltre a mettere in campo attività legate alla formazione, faremo una specifica campagna di comunicazione», promette.
Ministra, Assoturismo lancia un nuovo allarme: mancano lavoratori e il settore del turismo rischia di andare incontro ad una nuova crisi. Come avete intenzione di muovervi?
«Parlerò con la mia collega, la ministra del lavoro, per capire cosa possiamo fare insieme. Porteremo questo problema in un tavolo congiunto per capire quali strumenti possiamo adottare per superare o, almeno, per cercare di rendere meno impattante questa criticità che purtroppo non è nuova. Già lo scorso anno, in questo periodo, è emerso il problema. Organizzeremo il tavolo per cercare di capire cosa e come muoverci».
Una contraddizione: c’è un settore che ha fame di lavoratori, ma non riesce a reclutare il personale. Qual è l’origine di questo paradosso?
«È scoppiato soprattutto con la pandemia e con il post pandemia, quando molte persone si sono convertite ad altri lavori. Quando il settore è ripartito, soprattutto nell’ultimo anno, quelle persone non sono tornate più indietro. Ma quello emerso nel post pandemia è solo l’ultimo dei fattori di una serie di criticità che si registrano».
Quali sono le altre?
«C’è un tema importante che riguarda i salari. Non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma ci sono lavoratori impiegati con paghe che non sono assolutamente all’altezza del lavoro richiesto. Quelli nel settore del turismo sono quasi tutti lavori di sacrificio e devono essere retribuiti adeguatamente, ma spesso assistiamo a salari troppo bassi e quindi non adeguati per attrarre o mantenere i lavoratori».
Lavori di sacrificio e spesso con salari non adeguati. È solo un problema di lavoratori “svogliati” o è il settore a non riuscire più a calamitare l’attenzione dei tanti che vanno a caccia di un impiego, ma con le adeguate garanzie?
«Un altro problema che ha investito il settore riguarda lo “status” del lavoro. Gli impieghi nel comparto sono considerati minori. Non è invece così. Chi è impiegato nel turismo deve conoscere le lingue e le nuove tecnologie. Occorre preparazione e, spesso, anni di studio. Occorre avviare un percorso per ridare un certo status a questo lavoro. Il turismo ha bisogno di donne e uomini, che non possono essere sostituiti da macchine e robot: bisogna lavorare molto su questo».
Come?
«Faremo tutto il necessario per aiutare il comparto, perché è uno dei principali per far crescere l’economia italiana».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
