Il presidio
Giani aggiusta la rotta dopo la vittoria di Schlein: «Confronto col Pd ma io rispondo a ventidue sigle»
Il presidente della Regione alla vigilia del confronto col nuovo Pd di Schlein: «Faremo la pista di Firenze e l’alta velocità ferroviaria»
Il Centro di rimpatrio per i migranti è già cancellato dall’agenda. Tanto è un problema che riguarda il ministero dell’Interno. Eugenio Giani, presidente della Regione, non si mette certo a imbastire questa battaglia.
Per una struttura che porta solo rogne, quando, poi, si ritrova in minoranza nel suo stesso partito. Non aveva considerato che Stefano Bonaccini potesse perdere le primarie del Pd. Ma così è andata. Piuttosto aggiusta (verso sinistra) il programma di mandato: più scuola pubblica, più sanità pubblica, più Toscana della costa (e meno di Firenze). I temi cari a chi ha la maggioranza nel Pd. Ma questo – precisa il presidente – non significa che il Pd possa decidere tutto quello che deve fare: «Terrò in grande considerazione le proposte del partito e del nuovo segretario regionale, Emiliano Fossi, con cui ho iniziato a confrontarmi. Ma io rappresento 22 sigle, fra partiti e associazioni. E soprattutto devo realizzare quello che ho promesso agli elettori». Compresa la nuova pista dell’aeroporto di Firenze.
Presidente Giani, Firenze è diventata la capitale della non violenza nel giorno in cui gli anarchici hanno messo a ferro e fuoco Torino e alcuni studenti hanno proposto striscioni con la premier appesa a tesa in giù.
«Sulla violenza ho un’intransigenza assoluta, da qualunque parte venga. Mai usare la violenza come forma di dialettica politica. Però sono contrario a eliminare l’articolo 41bis sul carcere duro dal codice penitenziario perché è una norme che è stata essenziale nella lotta alla mafia e criminalità organizzata. E comunque la piazza di Firenze è da dividere da quella di 500-600 facinorosi di Torino».
La piazza di Firenze, oltre che un esempio di democrazia, è stata un’occasione di riunione per le due mozioni del Pd e le tante anime della sinistra. Durerà l’unione?
«Sono convinto che le difficoltà del Pd siano causate molto da soggetti esterni. Il Pd è l’unico partito che fa della democrazia la propria guida. Le primarie ne sono un esempio. Bonaccini, ha vinto con il 18% di vantaggio il 12 febbraio alle primarie degli iscritti, ma con grande rispetto ha lasciato che a guidare il partito sia Elly Schlein che ha vinto con il 53% fra gli elettori. Questo perché siamo un partito autenticamente democratico».
Lei ha evidenziato che Elly Schlein è segretaria grazie ai voti degli elettori, diversi da quelli degli iscritti al Pd. Quando, secondo lei, il Pd ha smesso di ascoltare la gente?
«Il Pd almeno in Toscana non ha mai smesso di ascoltare i propri elettori. Il Pd ha cercato di interpretare i bisogni della gente, tanto che qui noi ancora governiamo con il centrosinistra la Regione e le città più popolose: Firenze, Prato e Livorno. Questa necessità di ascoltare la gente è sempre importante perché in qualche modo previene le sconfitte. Probabilmente il segnale che noi dobbiamo raccogliere dalle primarie è sui contenuti sui quali sabato la piazza ci ha dato indicazioni molto forti».
Quali?
«Libertà, antifascismo, uguaglianza. Basta ai comportamenti di supponenza e arroganza che la storia del centrodestra ha indotto. Pensiamo alle frasi del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi ,sui migranti che annegano a pochi metri dalla spiaggia, senza che vengano soccorsi; pensiamo alle frasi del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, sulla scuola e la preside che invita a non essere indifferente alla violenza. La piazza di sabato mi insegna che bisogna lavorare per rendere più efficiente e forte il sistema di scuola pubblica, di sanità pubblica e di politiche attive sul lavoro».
Presidente ma in molti, sia a sinistra che in M5s (oltre che nel centrodestra) accusano il Pd di aver “distrutto” la sanità in Toscana.
«Basta che facciano comparazione fra sistemi sanitari per vedere che la sanità toscana è una delle migliori in Italia. Secondo i recenti dati del ministero, siamo secondi (dopo l’Emilia) per i dati Lea, i livelli essenziali di assistenza. Vogliono dire che siamo i meno peggio, invece che i migliori? Facciano pure. Ma dopo la pandemia, la sanità sconta una domanda di servizi rimasti arretrati a causa del Covid oltretutto da parte di una popolazione che anno dopo anno diventa più anziana, a fronte di fondi statali ridotti».
I problemi di affollamento nei pronto soccorso, però, ci sono. Le liste di attesa anche.
«Non si può identificare la Toscana con Italia. I problemi dei pronto soccorso sono nazionali. Li può risolvere solo una legge dello Stato che preveda stipendi più rafforzati perché è un lavoro più massacrante».
Da governatore della Toscana, può, però, rivedere il programma di mandato. Probabilmente è quello che le verrà sollecitato dal nuovo segretario regionale del Pd.
«Con Emiliano Fossi ci sarà un confronto sui temi di politica regionale, ma non saranno vincolanti. Io sono espressione di una coalizione di 22 sigle fra partiti e associazioni. Devo, prima di tutto, garantire e mantenere quello che ho promesso agli elettori. Terrò molto il considerazione quello che può essere il dibattito interno al Pd e il dibattito di cui si fa portatore Fossi. Però in una logica di concertazione e considerazione di quello che è il programma che mi sono impegnato a realizzare di fronte agli elettori. Ma non vedo grandi differenze con Fossi».
Neppure su un tema sensibile come la nuova pista dell’aeroporto di Firenze? Fossi da sindaco di Campi Bisenzio l’ha osteggiata.
«Sulla pista declinata di 2200 metri è in corso un iter ed essendo prevista nel mio patto con gli elettori ritengo che andrà avanti con tutti gli interventi di temperamento necessari. Infatti avremo un Parco della Piana, per il quale è in corso uno studio di fattibilità (il primo) che proprio la Regione da me guidata ha affidato al settore urbanistica. Contemporaneamente a Sesto Fiorentino daremo i 110 milioni del Fondo europeo di sviluppo regionale per la tramvia; a Campi Bisenzio i 300 milioni dei due lotti, quello fino alle Piagge e quello fino a territorio di casi che confina con l’autostrada del Sole (oggetto del Pnrr). Progetteremo e cercheremo i fondi per il trasporto pubblico di Pecci-Peretola, i 12 chilometri dall’aeroporto alle porte di Prato».
Alla manifestazione ha parlato anche con il presidente Giuseppe Conte. Che cosa vi siete detti con il leader di M5S?
«Che ora abbiamo un obiettivo per tutti: far bene figurare l’alleanza di centrosinistra alle prossime elezioni in Toscana in tre comuni fondamentali: Siena, Pisa, Massa. Gli ho suggerito di organizzare un incontro per trovare una collaborazione, anche per sfruttare le difficoltà evidenti del centrodestra che sta vivendo una vera e propria guerra di potere. Come vediamo a Siena e Massa, Fratelli d’Italia, vuole il proprio sindaco e calpesta, in qualche modo, le logiche di alleanza: a Siena ha indotto in qualche modo il sindaco uscente De Mossi a non ripresentarsi; a Massa ha fatto sfiduciare il sindaco Persiani. Non facciamo - gli ho detto - l’errore commesso alle politiche di settembre, quando siamo andati in ordine sparso. Da parte del Pd c’è disponibilità: cerchiamo candidature che possano trovare sostegno di tutto il centrosinistra».
Cosa ha risposto?
«L’ho visto interessato. Non mi ha dato una vera e propria risposta definitiva, però l’ho visto molto interessato al ragionamento».
Eppure anche con M5S ci sono programmi che vi dividono. Anche l’Alta velocità su Firenze, ad esempio.
«Spero che oggi possa esserci la consapevolezza, alla luce dell’esperienza, che opere come queste sono necessarie. Io e il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ci stiamo impegnando per farle. Basta vedere i vantaggi che il tunnel sotterraneo sta arrecando a Bologna per capire che è necessaria. A Firenze diventa necessaria per valorizzare il trasporto pubblico: libera i binari di superficie per i pendolari e i treni regionali».
Solo opere per Firenze? Ma il “nuovo Pd” non le sollecita anche più attenzione alla costa?
«Io sono il governatore che si sta caratterizzando per dare attenzione alla costa, con il piano di “Toscana diffusa”. Molti progetti sono già avviati. La settimana scorsa, ad esempio, dei 550 milioni di fondi europei ne garantiamo il 30% per le aree interne e il resto alle 5 province della Costa».
Il “campo largo” con M5s potrebbe andare oltre le amministrative di maggio? Magari fino a un Giani bis?
«È presto per dirlo. Noi avremo due anni in cui il laboratorio sono le amministrative. Ora votiamo per i sindaci di Pisa, Massa e Siena; il prossimo anno per Firenze, Prato, Livorno. Noi dobbiamo misurare questa capacità di relazione, di rapporto nelle amministrative, poi più in là vedremo. Le regionali ci sono fra due anni e mezzo. Ancora non siamo neppure a metà mandato».l
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