Sicurezza
Non solo abbracci e sorrisi: in piazza a Firenze nasce il “patto a sinistra”
All’orizzonte un’alleanza giallorossa che non solo appare possibile, ma ormai concreta. Con la Cgil a catalizzare forze sociali e movimenti di massa verso una forza di opposizione che riesca ad interrompere il digiuno di sinistra nelle piazze
FIRENZE. Lei in testa al corteo, lui quasi in coda. Lei non si nasconde, lui glissa ma poi apre. Al confronto, non di più. Elly Schlein, segretaria nazionale del Pd, raggiunge per prima il retro del palco di piazza Santa Croce. Giuseppe Conte si fa attendere. Un messaggio. O forse un doppio messaggio. Marciano separati, ognuno sotto la propria bandiera. E a distanza, perché le differenze sono ancora nette. Schlein attende a lungo, godendosi il bagno di folla, Conte sembra addirittura rallentare, incassando la richiesta di molti manifestanti di ingaggiare una dura battaglia su reddito di cittadinanza e Superbonus.
Non c’è fretta, sembra dire implicitamente il leader del Movimento 5 Stelle. Nessuna telefonata, nessun incontro “preventivo” tra i due. Almeno nelle 24 ore che hanno preceduto la grande manifestazione di Firenze. Che non solo ha detto no ai rigurgiti fascisti, ma ha inaugurato anche la nuova stagione della sinistra allargata. Includendo, forse, anche la sinistra a sinistra del Pd. Perché se l’abbraccio, seguito dalla stretta di mano, dai sorrisi e dalle pose a favore di flash, tra Conte e Schlein, “benedetto” dalla mano del segretario della Cgil Maurizio Landini che ha rotto gli indugi (e forse anche un po’ di imbarazzo) accompagnando la segretaria dem dal leader pentastellato, ha segnato un nuovo inizio, le aperture di Schlein strizzano l’occhio non solo a M5S, ma anche ad altre formazioni. «Sono molto felice che ci siano qui una grande delegazione di Pd, M5S e altre forze civiche e della Sinistra ecologista, credo che sia un bel segnale: su alcune battaglie fondamentali dobbiamo lavorare insieme, sia in parlamento che nel Paese, per organizzare un’opposizione» dice Schlein.
Un messaggio lanciato anche a Nicola Fratoianni, leader di Si, che a distanza auspica «una stagione nuova». Quella che il popolo sceso in piazza a Firenze «chiede di costruire». Ma anche quella che il campo progressista ha iniziato a seminare in piazza Santa Croce. Con il Pd nuovo di zecca in testa che non solo cerca di costruire, ma anche di ricucire. Perché se Conte è ormai lì a condividere faccia a faccia il palco con Schlein, sempre attento a non farsi strappare dalla segretaria i temi cari al M5S, alle spalle c’è il vecchio Pd. L’ala riformista, privata della presenza di Bonaccini, che prova a riannodare i rapporti. Prima l’incontro Schlein-Nardella, sindaco di Firenze e coordinatore nazionale della mozione Bonaccini, poi il dialogo con il presidente della Toscana Eugenio Giani, altro bonacciniano di ferro. La marcia, infine, spalla a spalla nel corteo tra la segretaria dem e Dario Nardella. Ospitalità, certo, dei “padroni” di casa. Ma non solo. Sullo sfondo c’è l’unità del partito.
All’orizzonte un’alleanza giallorossa che non solo appare possibile, ma ormai concreta. O quasi. Con la Cgil a catalizzare forze sociali e movimenti di massa verso quella, in piazza da tutti auspicata, forza di opposizione che riesca ad interrompere il digiuno di sinistra nelle piazze e ai cancelli delle fabbriche. E provi a farsi portavoce in parlamento delle decine di rivendicazioni emerse ieri dal corteo fiorentino. «Dobbiamo lavorare su temi concreti: è il modo migliore per costruire una prospettiva politica che ci possa portare a condividere obiettivi comuni», sottolinea Conte prima del faccia a faccia sul palco con Schlein. Davanti ad oltre trentamila persone nasce l’alleanza di Santa Croce. O almeno, le basi per un prossimo patto. «Siamo colpiti dalla forza e dall’energia della piazza», dicono i due leader di partito. Scuola, sanità pubblica e difesa della Costituzione i temi che saranno al centro della discussione tra Conte e Schlein. Che potrebbe iniziare già nelle prossime ore.
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