Proteste
Firenze, la marcia dei “non indifferenti”: in 40mila con la preside-coraggio
Dopo il pestaggio fascista a scuola una straordinaria risposta popolare. Bagno di folla per Schlein: «Non ti fare rovinare». I sindacati: «Giusto essere qui»
FIRENZE. “Io non sono indifferente”. Annalisa Savino, preside del liceo fiorentino “Leonardo da Vinci” porta le parole scritte al collo. Non pensava che la sua circolare – contro gli indifferenti ai pestaggi, attaccata dal ministro Giuseppe Valditara – potesse cambiare tutto. Lei ha scelto di non restare a guardare la violenza, solo perché si è consumata davanti a un altro liceo, il classico Michelangiolo. Lo stesso ieri ha fatto Firenze.
Quarantamila persone secondo gli organizzatori della manifestazione anti-fascista, circa 20mila per la questura. «Siamo quarantamila», gridano i politici dal palco montato in piazza Santa Croce. I big della politica – la neosegretaria del Pd Elly Schlein, il leader M5S Giuseppe Conte, il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, quello dei Verdi Angelo Bonelli – e le persone comuni marciano nella stessa direzione, per un ideale comune. Un Paese intero pare che sfili per le strade del centro di Firenze. Un corteo fiero, dall’anima antifascista. Passa anche davanti al liceo “Miche”, dove tre studenti, attivisti di un collettivo di sinistra, due settimane fa sono stati aggrediti da sei militanti di Azione Studentesca. Sventolano le bandiere, per le strade risuona “Bella ciao”. In piazza D’Azeglio si danno appuntamento gli antagonisti, sorreggono uno striscione: da una parte del lenzuolo bianco c’è scritto «Firenze antifascista», dall’altra «Con Alfredo Cospito contro il 41 bis», l’articolo del carcere duro contro il quale l’anarchico condannato per terrorismo protesta con lo sciopero della fame.
Quando gli antagonisti vedono le bandiere del Pd volano fischi, cori e insulti. L’unico momento teso della manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil.
Il corteo
“Elly, Elly”. Sul lungarno della Zecca, una signora anziana si fa avanti a fatica. Sgomita per raggiungere la neo-segretaria dem: “Io l’ho votata, ma ora non ci deluda. Non si faccia rovinare dai mambrucchi (gente poco affidabile, in fiorentino stretto, ndr)”. Intorno scoppia una risata. Ma il corteo non si ferma, non perde di vista l’obiettivo: «La manifestazione è riuscita molto bene – commenta la preside Savino, mentre gli insegnanti le si stringono intorno, in un cordone protettivo – . È una bella conseguenza nata da qualcosa che non era nelle mie intenzioni suscitare». Nella folla si confondono (e fondono) sindacati e associazioni tra cui Arci e Anpi. Studenti, docenti, pensionati, per difendere la scuola e la Costituzione. Chiamarsi “compagni” non è più tabù.
I big
Tra le decine di migliaia di persone che procedono a passo lento verso piazza Santa Croce, dove è allestito il palco del comizio, ci sono anche i politici. Debora Serracchiani, presidente del gruppo Pd alla Camera, l’onorevole Gianni Cuperlo (Pd) e i colleghi Peppe Provenzano e Alessandro Zan. In piazza anche Italia Viva con, tra gli altri, l’ex ministra Teresa Bellanova, senza però l’alleato Azione. Ci sono poi il sindaco Dario Nardella, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, le assessore regionali Alessandra Nardini e Monia Monni e il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo. «Ci ha sorpreso il fatto che il ministro dell’Istruzione Valditara non abbia trovato qualche minuto per stigmatizzare con fermezza l’aggressione di stampo squadrista del Michelangiolo e invece abbia avuto il tempo per censurare la lettera della preside del liceo da Vinci – commenta Conte – Quella è una lettera che tutti i cittadini che amano la Costituzione devono poter sottoscrivere parola per parola, riga per riga». Debora Serracchiani, invece, sottolinea che «la manifestazione è dalla parte dei ragazzi che sono stati picchiati, della preside che ha scritto una lettera bellissima e di chi dice no al fascismo». Fratoianni aggiunge che si tratta di «una meravigliosa piazza che parla di un altro Paese che vuole liberarsi dalla crisi sociale, dalla crisi climatica e da una crisi morale a cui questa pessima destra vuole condannare».
I sindacati
Si distingue Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, tra la folla. «La democrazia la si difende praticandola – dise – e quando ci sono atti squadristi e fascisti non si può restare a guardare. Bisogna scendere in piazza e difendere i valori della Costituzione».
Il palco in Santa Croce
Quando il corteo arriva in piazza Santa Croce, le voci si avvicendano sul palco. Da lì, un genitore chiede le dimissioni dei ministri Valditara e Piantedosi (Interno). Appartiene a “Priorità alla scuola”, il gruppo promotore della raccolta di firme a sostegno della preside del liceo da Vinci. Come Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale di Anpi: «Oggi c’è chi si scandalizza quando il cantante Blanco prende a calci le fioriere a Sanremo, mentre fa finta di niente quando un gruppo di fascisti prende a calci gli studenti di un liceo. Come se fosse una ragazzata. No, è violenza. Fuori dal gozzo la parola che rifiutate di dire, che è “fascisti”. Dobbiamo capire se c’è il pericolo, dov’è il pericolo. E, soprattutto, come contrastarlo e vincerlo».
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