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Le segnalazioni

In Toscana anche dieci mesi prima di poter fare una risonanza

In Toscana anche dieci mesi prima di poter fare una risonanza

I racconti dei nostri lettori sulle prenotazioni degli esami nella sanità pubblica

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LIVORNO. C’è chi si è rassegnato ad aspettare anche 10 mesi per andare a fare una risonanza alla schiena nella sanità pubblica. Perché 300 euro per andare dal privato, e fare lo stesso esame pochi giorni dopo, non ce li ha. C’è chi invece, pur di non aspettare, si è rivolto ad una struttura privata e ha “sborsato” 400 euro. Chiedendosi: «Se non li avessi avuti, come avrei fatto?». C’è poi chi ha chiamato il Cup, il sistema centralizzato di prenotazione delle prestazioni sanitarie, anche ogni due, tre giorni nella speranza di trovare un appuntamento con un minore tempo di attesa. E c’è chi ha chiamato ma si è sentito dire che in quel momento non c’era la possibilità di prendere appuntamento in quel momento. Sono le segnalazioni arrivate a Il Tirreno sulle liste d’attesa sul territorio regionale. Colonscopie, holter cardiaci, ecografie. E tempi di attesa che vanno ben oltre i 60 giorni entro cui le prescrizioni andrebbero eseguite, come lamentano i cittadini.

Al marito 71enne di Mila Bruschi, livornese, serve un holter cardiaco. «L’influenza australiana – spiega Bruschi – ha intaccato il cuore di mio marito e per questo il nostro medico ha ritenuto necessario un holter cardiaco, con prescrizione non urgente fatta a metà febbraio». Mila e il marito si sono messi subito a telefonare al Cup. In realtà avevano già dato uno sguardo sul sito Internet, scoprendo che prima di giugno non ci sarebbe stata alcuna disponibilità. «Però ci siamo detti: proviamo a chiamare. Ed è arrivata la conferma – racconta Mila –. Il primo appuntamento disponibile solo il 6 giugno, anche se saremmo andati ovunque in regione». Al nipote, che ha 30 anni, è andata anche peggio. «Per una colonscopia – racconta Mila – ha chiamato a metà febbraio e gliel’hanno fissata per il 6 luglio. Ha bloccato il posto, ma poi ha avuto una colica e allora ha deciso di spendere 400 euro nel privato pur di fare l’esame il prima possibile».


C’è poi l’esperienza che ha vissuto lei in prima persona: «Alla fine dello scorso dicembre – racconta – avevo bisogno di un’ecografia, sempre non urgente, ho telefonato e mi hanno detto che non c’erano appuntamenti in quel momento». La soluzione? «Per fortuna abbiamo potuto fare tutto a pagamento, ma chi non se lo può permettere cosa fa? La sanità non esiste più. Mi sembra che le liste di attesa siano ancora più lunghe rispetto a quello che emerge».

Chi non si può permettere di andare dal privato aspetta. È il caso di una 60enne di Sesto Fiorentino, che chiede di rimanere anonima. E che racconta: «Il medico a gennaio mi aveva prescritto una risonanza alla schiena. Ho chiamato il Cup e me l’hanno fissata a Prato per novembre. Prima non si trova posto, e io 300 euro non ce li ho per farla a pagamento, anche se la schiena ha ricominciato a farmi male. Sto andando avanti con creme e cerotti. E mi reco ogni 2-3 giorni al Cup per vedere se si libera un posto prima. Poi ci domandiamo perché i pronto soccorso sono intasati».

Anche Serenella Lenzi, livornese, si è rivolta al privato. O meglio, per «un controllo ginecologico ho prenotato su Internet al portale del Cup e il primo appuntamento a Pisa era a fine agosto. Un problema simile lo ha avuto mio marito: a dicembre 2022 abbiamo provato a prenotare una colonscopia, non urgente. Siamo andati tre volte al Cup di Livorno: la prima volta mi hanno detto che il primo appuntamento era a Piombino il 31 gennaio. Ma mio marito non se la sentiva di andare fin là. Allora abbiamo disdetto Piombino e l’appuntamento successivo me lo hanno dato più vicino, a Cecina, ma il prossimo 25 maggio». l

S.V.

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