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L’intervista

California, il mio sogno diventato favolosa realtà

di Martina Paolini*
California, il mio sogno diventato favolosa realtà

Aleksandra Jastrzebska si racconta su TikTok

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E intanto, sulla costa opposta degli Stati Uniti, Aleksandra Jastrzebska, una ragazza di quasi 25 anni, da undici mesi sta facendo la stessa esperienza di Matilde, in una città a circa un’ora da Los Angeles. Nei suoi video su TikTok (@p.olishh), racconta anche lei la vita da babysitter di 4 bambini in un paese molto diverso dal nostro.

Aleksandra, come hai conosciuto il programma au-pair di Cultural Care?

«Una mia compagna dell’università ha deciso di farlo dopo la laurea e me ne ha parlato. Sapevo in cosa consistesse ma, dopo l’ansia da sessione pre-laurea e l’indecisione sul continuo della mia carriera universitaria, sono voluta partire anch’io. Ho scelto l’America semplicemente perché volevo lasciare l’Europa e l’agenzia che ho scelto gestisce solo questo Paese».

La famiglia che hai scelto com’è?

«Allora, partiamo dal presupposto che ogni 2 anni loro si spostano poiché il mio host-dad (il padre ospitante) è un pilota nella Navy (la Marina militare statunitense). Quando li ho incontrati online, vivevano nel Maryland, ma mi hanno subito detto che si sarebbero ben presto trasferiti in California. La vita in questo stato sarebbe stata un’esperienza nuova per entrambi quindi. E sono stata molto fortunata perché la California, con il suo clima e il suo sole, è sempre stata il mio sogno. Ho però subito capito, indipendente dal posto, che quella era la famiglia giusta per me: ho sentito la connessione quando ci siamo parlati per la prima volta. La famiglia dei sogni nel posto dei sogni».

Come lavori con i bambini?

«I bambini, Grant (3 anni), Ellie (5), Kate (7) e Calvin (8), la mattina vanno a scuola e nel pomeriggio, dipende, poiché hanno diverse attività da fare. A volte stiamo a casa a fare i compiti, altre andiamo al parco insieme. In generale però, nonostante la differenza di età e di attività, riusciamo a fare cose semplici e che coinvolgono tutti. Il bimbo più piccolo il martedì e il giovedì non va a scuola, allora stiamo insieme e ultimamente andiamo in piscina. Sono riuscita a creare un legame bellissimo con tutti e quattro anche se il più grande spesso sta sulle sue perché, per via dell’età, non vuole dimostrare affetto».

Come è stato lasciare la tua vecchia vita in Italia per iniziarne una nuova oltreoceano?

«Ad essere onesta, io sono sempre stata molto autonoma e per l’università, Lingue aziendali a Urbino, avevo già vissuto da sola, quindi non ho sentito troppo la nostalgia di casa. Di sicuro sento tantissimo la mancanza dei miei amici e di tutte le cose che facevamo insieme. L’unico pianto che ho fatto per via del pensiero dell’Italia ha riguardato solo gli amici e il cibo. Qui sto bene però, sono partita per stare con i bambini, per viaggiare e per imparare meglio la lingua. Non rimpiango nulla, anzi».

Dunque pensi di prolungare l’esperienza per qualche altro mese? E di viaggiare?

«Sì, verso ottobre ho deciso di estendere di un altro anno e non cambio famiglia. Sono follemente innamorata di loro e sono grata per tutto ciò che fanno per me. All’inizio avrei voluto cambiare e trovare una famiglia dell’altra costa, per capire le differenze, ma mi sono trovata troppo bene qui. E per quanto riguarda i viaggi, sono fortunata di avere tutti i weekend liberi e così ho già potuto visitare circa 13 Stati. Voglio vedere i parchi nazionali, tipo il Grand Canyon, ma anche Nashville, Atlanta e Miami».

L’esperienza ti ha cambiata?

«Direi di sì ed è per questo che consiglio a tutti di farla. Qui spesso provi ansia all’inizio, non sai come affrontare anche le cose più semplici, ma sei sola e sai che devi farcela in qualche modo. Sono più felice e positiva, ho imparato ad apprezzare le piccole cose e, devo però ammettere, mi sono anche resa conto che l’Italia mi è stretta. Non so se voglio tornare e non so cosa mi riserva il futuro, ma per ora va bene così. Forse non mi sono schiarita le idee, ma sono felice di essere qui. Ci sono cose che avrei voluto sapere prima di partire. Forse è per questo che ho deciso di aprire un profilo TikTok in cui racconto la mia esperienza e cerco di risolvere i dubbi di tutti quelli che vogliono partire. Ricevo un sacco di domande e ho sempre piacere di rispondere a tutti. Se fatta bene, questa è l’esperienza della vita.


 

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