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La Polis di Poste: le “case dei servizi digitali” negli uffici di borghi e paesi
Coinvolti 217 comuni toscani: un click per ottenere tutti i documenti. Il progetto sarà attivato in tutti i centri con meno di 15mila abitanti: il primo sarà realizzato a Borgo a Mozzano. Il secondo step del piano nazionale prevede anche la realizzazione di moderne agorà
ROMA. Digitalizzazione, dematerializzazione e accessibilità. I piccoli centri diventano... grandi. Con nuove tecnologie, piazze virtuali e reali che tendono ad aggregare e ad offrire servizi spesso appannaggio dei residenti nei grandi centri urbani annullando differenze e superando il digital divide che separa i borghi dalle città.
Il progetto
Parte “Polis”, il progetto di Poste Italiane per trasformare gli uffici postali dei comuni al di sotto dei 15mila abitanti nella “casa dei servizi digitali”, uno sportello unico per rendere facile, veloce e sicuro l’accesso a tutti i servizi della pubblica amministrazione in 7mila piccoli comuni (oltre 16 milioni i cittadini coinvolti). Il progetto, presentato ieri a Roma alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della premier Giorgia Meloni insieme a quasi tutta la squadra di governo, del presidente del Senato Ignazio La Russa, del segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, e di oltre 4.500 sindaci di tutta Italia, coinvolge 217 centri di tutte le province toscane (32 in provincia di Siena, 31 Arezzo, 31 Pisa, 26 Grosseto, 26 Lucca, 24 Firenze, 15 Massa-Carrara, 14 Pistoia, 14 Livorno e 4 in provincia di Prato). A Borgo a Mozzano è stato realizzato in via sperimentale il primo ufficio postale “moderno” della Toscana. Dove oltre ai servizi offerti da Poste, gli utenti potranno sbrigare dalla prossima primavera quasi tutte le pratiche della pubblica amministrazione. Dicendo addio a code, spostamenti e attese. Nell’ufficio postale di Rio Marina sono terminati i lavori di adeguamento strutturale e a breve partiranno quelli per le installazioni delle nuove tecnologie.
I servizi
Totem digitali, in particolare, con i quali i cittadini potranno ottenere in autonomia documenti di identità (carta d’identità, passaporto, codice fiscale, duplicati della patente), certificati anagrafici e previdenziali, atti e certificati giudiziari e “sbrigare” pratiche di competenza regionale (prenotazione di una visita medica o la presentazione delle autodichiarazioni dell’esenzione per reddito). Tutti i servizi in un unico luogo, raggiungibili con un click e interagendo in tempo reale con la pubblica amministrazione. Un nuovo apparato digitale che consentirà di velocizzare le operazioni, limitare gli spostamenti e decongestionare gli uffici delle città, «ma soprattutto consentirà di spendere meglio la risorsa più importante che una persona ha: il tempo», evidenzia la premier Meloni.
L’Italia dei borghi
«L’Italia si fonda sui suoi Comuni – aggiunge la presidente – attraverso i quali custodiamo l’identità italiana, la più grande ricchezza. Polis ha lo scopo di avvicinare sempre di più le istituzioni ai cittadini: un progetto capillare che diventa un esempio di inclusione sociale per l’Europa dimostrando che l’Italia può essere ancora un modello per gli altri. Vogliamo garantire a tutti i cittadini lo stesso diritto ad accedere ai servizi in maniera facile e veloce. Vogliamo una sola Italia con servizi e diritti uguali per tutti».
Le “agorà”
Con un investimento di 1,2 miliardi di euro (800 milioni di euro finanziati con i fondi provenienti dal Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr e il resto da Poste), il progetto pone l’obiettivo di promuovere la coesione economica, sociale e territoriale dei piccoli centri e delle aree interne del Paese contribuendo al loro rilancio non solo con un’estesa rete di “sportelli unici”, ma anche con la realizzazione della più grande rete nazionale di coworking (250 centri per 10mila postazioni di lavoro). Il secondo livello del progetto prevede anche la realizzazione di moderne “agorà”, con l'allestimento di spazi esterni per accogliere iniziative culturali, di salute e benessere in mille uffici postali, la costruzione di mille edifici green, l’installazione di 5mila colonnine di ricarica per la mobilità elettrica, 7mila nuovi Atm e 500 lockers per la consegna dei pacchi. Negli uffici Polis l’utente potrà tra qualche mese sottoscrivere anche un contratto per la fornitura di luce e gas, uno dei nuovi servizi di Poste, il cui ingresso nel mercato dell’energia rappresenta «la naturale evoluzione delle nostre attività», sottolinea l’ad della società Matteo Del Fante.
Il cronoprogramma
Ultimati i primi cantieri in 40 uffici postali, entro l’anno i lavori saranno avviati in 1.500 sedi di Poste. Un piano che vede la Toscana in prima fila per materializzare un progetto che tende a rivoluzionare il sistema di accesso ai servizi pubblici con l’obiettivo di «garantire stessi diritti, opportunità e la stessa qualità di vita a tutti i cittadini», evidenzia Maria Bianca Farina, presidente di Poste. «Gli uffici postali sono insieme ai municipi, ai campanili e ai medici di famiglia punti di riferimento dei piccoli comuni – sottolinea il Capo dello Stato –. La scelta, non solo di colmare le lacune esistenti, ma di sollecitare la pubblica amministrazione, dimostra che c’è la possibilità di non seguire la deriva della riduzione dei servizi ai cittadini offrendo invece possibilità di crescita economica e sociale».
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