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Cultura

La ricerca della verità sui padri del motore: così e nato il museo Barsanti-Matteucci

di Martina Paolinie Chiara Ricci*
La ricerca della verità sui padri del motore: così e nato il museo Barsanti-Matteucci

Il resoconto di un'uscita didattica con la classe al museo lucchese nel quale si possono ammirare i prototipi dei motori a scoppio realizzati dai due ingegneri

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Il 1° dicembre la nostra classe, la 4ªB del liceo Majorana di Lucca, ha fatto un’uscita didattica al Museo del Motore a Scoppio di Lucca, gestito dall’associazione Barsanti e Matteucci.

La fondazione nasce nell’estate del 2003 con la volontà di far attribuire ai due lucchesi, Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, l’invenzione del primo motore a scoppio funzionante, che da sempre era appartenuta ai tedeschi Otto e Langen. E di fatto grazie alle ricerche del professor Giacomo Ricci, ciò è stato finalmente possibile.

Aiutato dai collaboratori della fondazione e girando il mondo in cerca di documenti e anche di appoggio da parte di altri fisici, Ricci è riuscito a risalire a tutti i brevetti dei primi motori Barsanti e Matteucci.

Dopo anni, il risultato di queste ricerche si è finalmente visto: durante una visita al Deutsches Museum di Monaco, il professore riuscì a far cambiare la targa relativa al motore, facendo così riconoscere la paternità dell’invenzione ai due italiani.

Nacque poi l’idea di un museo che mostrasse ai visitatori tutti i prototipi dei motori a scoppio realizzati dai due ingegneri.

Ed è così che il 25 settembre 2013 apre il primo museo dedicato interamente all’invenzione, in via Sant’Andrea 58, vicino a Torre Guinigi.

La mostra illustra non solo gli studi fatti, tramite video multimediali e documenti originali, ma anche dei veri e propri motori funzionanti, tutti a grandezza naturale. Tra questi quello del 5 giugno 1853, quello a pistoni contrapposti del 1858 e il cosiddetto “motore del successo”.

Questa visita è consigliata a tutti coloro che sono appassionati di fisica, di storia e di motori, ma che auto e invenzioni che hanno cambiato la storia. E come perdersi una mostra dedicata interamente a un’invenzione made in Italy?

*Studentesse di 17 e 16 anni del liceo Majorana di Lucca


 

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