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Migranti, il sottosegretario Molteni: «Codice di condotta e sanzioni alle Ong»

di Sara Venchiarutti
Migranti, il sottosegretario Molteni: «Codice di condotta e sanzioni alle Ong»

ll sottosegretario all’Interno (Lega): «Non invieremo migranti in tutta Italia»

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All’indomani dell’arrivo in Toscana dei primi migranti, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, assicura: «Non intendiamo distribuirli in giro per l’Italia».

Sottosegretario, arriveranno altre navi in Toscana?

«Non è interesse del Governo lavorare a distribuire migranti in giro per l’Italia. Al contrario, stiamo lavorando a un codice di condotta per le Ong inserito in una legge, sul modello di quello che fece Minniti nel 2017. Chi viola sarà sanzionato. Nessun conflitto, solo rispetto delle convenzioni internazionali».

A Livorno non arrivavano migranti da dieci anni. La politica di cercare porti al di fuori dalla Sicilia continuerà?

«La politica del governo è di bloccare l’immigrazione illegale e difendere i confini. In Italia si entra in sicurezza nel rispetto della legge. A breve arriverà un decreto per disincentivare l’attività sistematica, autonoma e senza coordinamento delle Ong in violazione della legge italiana e degli obblighi internazionali».

Come nasce questa politica?

«Ad oggi siamo a 100 mila sbarchi in Italia, ci avviciniamo drammaticamente ai numeri del 2017. Il sistema dell’accoglienza è sotto stress e l’hotspot di Lampedusa è al collasso. Siamo al governo da due mesi, il tema migratorio è tornato al centro del confronto europeo. Le Ong sono un fattore di attrazione di immigrazione illegale, lo dice anche un report di Frontex».

Visto l’acuirsi delle crisi internazionali, avete una previsione dei flussi di migrazione che interesseranno l’Italia?

«Siamo a 100mila migranti, per lo più irregolari, sbarcati in Italia e a oltre 100mila persone in accoglienza a cui aggiungiamo gli oltre 170 mila cittadini ucraini, prevalentemente donne e minori, ai quali l’Italia sta garantendo, giustamente, solidarietà e generosità. Lavoriamo affinché il tema migratorio assuma una valenza europea. I problemi del Mediterraneo centrale sono finalmente oggetto di attenzione da parte dell’Europa. Ora attendiamo i fatti, solidarietà e responsabilità condivisa».

Vi aspettate una nuova emergenza migrazione nel 2023?

«L’immigrazione illegale genera instabilità e conflittualità tra gli Stati e a livello europeo. Oggi sono oltre 1.500 i morti e i dispersi nel Mediterraneo. Bloccare le partenze per avere meno vittime e meno sbarchi, questa è la priorità del Governo. Lavoriamo a livello europeo per contrastare l’immigrazione illegale, creare canali legali e una centralizzazione dei rimpatri».

Avete una politica di contrasto agli scafisti, senza colpire le persone in cerca di asilo o di rifugio?

«Chi scappa da guerre e persecuzioni trova nell’Italia accoglienza. Le migrazioni illegali, ovvero quelle economiche, creano invece sfruttamento, caporalato, insicurezza e alimentano la criminalità. Se l’Italia è la porta dell’Europa contrastare gli scafisti e i trafficanti di esseri umani è un dovere condiviso».

Avete già individuato altri porti in Italia dove indirizzare le Ong?

«Le Ong sono prevalentemente navi private straniere che effettuano interventi in acque Sar (ricerca e soccorso, ndr) non italiane e poi si dirigono sistematicamente in Italia. C’è una responsabilità anche degli Stati di bandiera che noi vogliamo sollecitare».

Quali obiettivi si pone il nuovo decreto di regolamentazione delle Ong?

«Il Governo non può concedere le chiavi di ingresso del Paese a organizzazioni private straniere che trasportano migranti solo sulle nostre coste nazionali. La difesa dei confini è una prerogativa degli Stati, non delle Ong».
 

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