Il clochard di Viareggio che dona le elemosine è stato ricevuto e premiato da Papa Francesco
Giampiero, senza tetto in Versilia, divide il suo nulla con chi ha meno. Il Papa gli bacia la mano e gli dà il premio “Madre Teresa di Calcutta”
ROMA. «Sto male e mi sento male. L’unica cosa che mi fa star bene è fare del bene». Un povero tra i poveri. Che non si è arreso alla sua condizione sociale, ma l’ha trasformata nel motore di un’altalenante esistenza che trova stabilità nel sorriso di un altro povero
Nell’idea e nella concretezza della solidarietà. Manifestata ogni giorno donando le poche monetine che riesce a racimolare per strada e trasformando i pochi averi in buoni pasto per aiutare gli altri clochard. O in donazioni di farmaci e beni di prima necessità per i bisognosi che non possono acquistarli. Non solo gesti. Ma un impegno quotidiano che Gian Piero, clochard 76enne da anni a Viareggio, ha trasformato in una sorta di missione. Aiutare. Donare. In cambio di un sorriso o di un non sempre scontato grazie. Un impegno riconosciuto da Papa Francesco che, in occasione del suo 86esimo compleanno, ha voluto ieri ricevere in Vaticano l’ex senza fissa dimora (che ora vive in una stanza donata dal titolare di un cantiere navale a Viareggio), consegnandogli il “Premio carezza di Madre Teresa di Calcutta” (di cui sono stati insigniti anche il francescano siriano Hanna Jallouf e l’industriale veronese Silvano Pedrollo) istituito quest’anno dalla Santa Sede in occasione del 25esimo anniversario dalla morte della religiosa.
“Un grazie per il suo impegno a favore dei poveri secondo lo spirito del Vangelo e seguendo l’esempio di Madre Teresa di Calcutta”, recita la pergamena che il Pontefice ha consegnato a “Wue”, il nomignolo con il quale tutti conoscono Gian Piero a Viareggio, insieme ad una somma di denaro che Papa Francesco ha chiesto di “investire” in opere caritatevoli. Solidarietà e sostegno. Motori di un’esistenza che questa mattina si accenderanno nuovamente con la donazione di alcuni farmaci a favore di un bambino viareggino. «Wue ha raccolto l’appello della famiglia», racconta Antonio Cerrai, presidente della Croce Rossa di Pisa che insieme a don Luigi Pellegrini, parroco della chiesa di Santa Rita a Viareggio, ha accompagnato il 76enne in Vaticano. «È riuscito a raccogliere una somma di denaro e domani (questa mattina per chi legge, ndr) la consegnerà alla famiglia per contribuire all’acquisto delle medicine».
Lui, già insignito del “Premio internazionale bontà”, assegnatogli per la grande generosità dimostrata dal comitato della Croce di Cavarzere (Venezia), ancora una volta non è rimasto indifferente. O meglio, ancora una volta non si è voltato dall’altra parte di fronte alla povertà, alla sofferenza, ai bisogni. Privato dell’affetto genitoriale prima, “spogliato” della tranquillità della terza età poi. Nel mezzo una vita negli Stati Uniti, dove il sogno americano è svanito subito dopo essersi materializzato. Bambino cresciuto in un orfanotrofio di Genova, è diventato un apprezzato chef di una catena alberghiera negli Stati Uniti. Prima dipendente, poi direttore di struttura di un hotel Hilton. Il sorriso di un riscatto sociale spento da una malattia. Che lo ha costretto al ritorno in Italia, dove ha investito tutti i suoi averi nelle cure. Sacrifici e risparmi. Presto finiti. La sua esistenza è continuata sotto un porticato di piazza Viani, nella darsena viareggina, dove si dedicava anche alla pulizia dell’area. Spogliato di ricchezze, ma non invisibile.
«Sono solo. Non ho famiglia, né familiari. Da mia madre ho ereditato solo una malattia. Sto male e l’unica cosa che mi fa stare bene è fare del bene. Fare qualcosa per gli altri è l’unica, vera, gioia che può e riesce a riempire l’esistenza», le poche frasi che Gian Piero ha scandito durante il viaggio verso Roma. Parole che da oltre sei anni si materializzano. E si trasformano in gesti concreti. Di aiuto e sostegno per chi, come lui, è diventato invisibile alla società, ma non privo di bisogni. l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
