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Cascina, 11 anni fa l’assalto in villa: «Mio padre morto per colpa di rapinatori mai trovati»

di Tommaso Silvi
Cascina, 11 anni fa l’assalto in villa: «Mio padre morto per colpa di rapinatori mai trovati»

La testimonianza di Alessandro Franceschi: il cuore di suo padre non resse lo spavento dei cinque o sei uomini entrati da una porta finestra

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CASCINA.  È la notte tra venerdì 15 e sabato 16 aprile di undici anni fa. Alessandro è a 200 metri da casa, alla sala bingo di Navacchio. Riceve una telefonata dal fratello attorno alla mezzanotte.

«Urlava disperatamente di correre da lui – racconta – quando sono arrivato l’ho trovato con le mani legate. Mi ha detto di andare in camera da mio padre, non sentiva più la sua voce. Sono andato e l’ho trovato senza vita. Gli ho praticato il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, poi sono arrivati i soccorsi e hanno provato a salvarlo anche loro. Ma non ce l’ha fatta».

Mauro Franceschi è morto durante una rapina dentro la sua villa, a Cascina. Il cuore non ha retto lo spavento dei cinque o sei uomini che sono entrati da una porta finestra e hanno seminato il panico – tra botte e minacce a Mauro e al figlio Massimiliano, fratello di Alessandro – prima di scappare via con circa 70mila euro e alcuni oggetti preziosi.

Una tragedia che non ha un colpevole. E che sembra che non l’avrà mai. «Il caso è stato chiuso circa 3 anni fa – racconta ancora Alessandro Franceschi – e le forze dell’ordine non sono riuscite a risalire ai responsabili della rapina. Non saprò mai chi sono gli uomini che hanno portato mio padre alla morte».

Il tempo non ha alleviato il dolore, lo ha solo ricacciato in un angolo nascosto del cuore di Alessandro e Massimiliano Franceschi. «Quella notte è un incubo che non dimenticherò mai. Ho perso mio padre».

Alessandro, poi, commenta la vicenda di Torre del Lago, di un ristoratore morto dopo la tentata rapina dell’altra notte e attinge anche dalla propria esperienza nel campo dell’organizzazione di eventi. «In giro ci sono troppe persone squilibrate. L’utilizzo di droghe è dilagante, spesso vengono mischiate all’alcol. Non c’è sicurezza, sembra una frase fatta ma non è così. È un dato di fatto preoccupante, che porta, poi, a episodi come quello di Torre del Lago. E come quello che ha portato via mio padre».


 

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