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Toscana

La dolce vita

La guerra dei Totti in tribunale per risolvere il “borsette-gate”

di Lavinia Orefici
La guerra dei Totti in tribunale per risolvere il “borsette-gate”

I due ex davanti al giudice dopo i dispetti su Rolex e scarpe

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Rolex contro baguette, di strass, di Fendi, ovviamente. Ma non solo: Hermes, Chanel, Gucci, Dior… dall’armadio manca all’appello tutto il firmamento del firmato. Ilary s’è arrabbiata e ha citato in giudizio l’ex marito. 

Non solo per il divorzio, di quello si discuterà in primavera. Adesso la causa è sulla riappropriazione al possesso. La guerra dei Totti si combatte così anche a colpi di borse, gioielli e tacchi a spillo dove lei accusa lui di averle fatto sparire tutta la pelletteria dal guardaroba e lui accusa lei di aver fatto altrettanto con la sua collezione di orologi da un milione di euro. Ieri Ilary e Francesco si sono incontrati, pardon scontrati, in tribunale, a Roma, sezione civile, uno davanti all’altra come due ex coniugi qualunque che litigano per i soldi. Sembrava fosse amore e invece… Annamaria Bernardini de Pace, la regina dei divorzi a sei zeri, dopo aver raggiunto un accordo con l’avvocato della controparte, Alessandro Simeone, ha salutato il suo cliente e ha rimesso il mandato. Totti ora se la caverà con l’avvocato Antonio Conte che lo assiste da quando era il Pupone della curva Sud. Fuori dal tribunale un muro di fotografi attendeva, come ai bei tempi, la coppia scoppiata. Ciascuno è arrivato per conto suo, scortati dai propri avvocati. Ilary a piedi, Francesco in Smart. La contesa è per sapere chi è il legittimo proprietario di che. E mentre su borse, gioielli e tacchi a spillo pare non ci siano dubbi, la questione riguarda un cospicuo numero di Rolex di valore. Ci sono anche testimoni da sentire proprio come nel più scontato epilogo matrimoniale.

È stato proprio questo esito così banale a smuovere la curiosità del New York Time: un percorso di coppia luminoso finito come i Cesaroni o un film dei Vanzina. Sono usciti dopo un’ora e mezza, come erano arrivati, ognuno per conto proprio, lei a piedi e lui in Smart. Lei sorride, lui guida. Lei ha ritrovato le sue borse, lui non ancora i suoi orologi. Dall’11 luglio, data dell’annuncio della separazione all’11 novembre giorno della seconda udienza in tribunale sono passati solo quattro mesi, di mezzo è passata una battaglia legale, una mediatica e una amorosa, per insediare una sosia di Ilary al posto dell’originale. L’epilogo della storia fra ridimensiona, e di molto, la storia d’amore e di periferia che negli anni era cresciuta di pari passo col riscatto sociale di due ragazzi di borgata con la testa fra cuore, nuvole e pallone.

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