Il presidio
Peretola, il tetto “verde” per il nuovo terminal passeggeri
Si apre il dibattito pubblico sulla realizzazione del nuovo Vespucci. «Lo scalo fiorentino manterrà la propria funzione di city airport»
FIRENZE. Sostenibilità, innovazione e digitalizzazione, intermodalità. Tre temi, tre obiettivi. Quelli che saranno alla base della realizzazione della nuova pista e del nuovo terminal passeggeri dell’aeroporto Vespucci di Firenze e che alimenteranno il dibattito pubblico, promosso da Toscana Aeroporti, Enac e Regione Toscana, che si aprirà nei prossimi giorni attorno ai piani di sviluppo dello scalo di Peretola.
Un piano «in totale coerenza con gli indirizzi posti a base del processo di revisione e rimodulazione del Piano nazionale degli aeroporti in corso da parte di Enac», evidenzia la spa aeroportuale toscana nella documentazione che sarà presentata al dibattito, il cui obiettivo è di concretizzare il concetto di “green airport” per «arrivare ad un’infrastruttura integrata col territorio e a servizio del territorio, delle comunità locali e dell’intera Regione». Infrastruttura «integrata col sistema dei trasporti e della mobilità di livello locale e sovralocale, nonché col sistema aeroportuale toscano e con l’aeroporto di Pisa, più attenta al benessere e al comfort della popolazione residente nelle aree circostanti» e «aperta all’innovazione e alla tecnologia». «Lo scalo fiorentino – proseguono le linee di dibattito – manterrà la propria funzione e vocazione di city airport, a supporto della città di Firenze che, nelle aggiornate previsioni comunitarie, rappresenta un “nodo urbano” di particolare rilevanza e strategicità. Il tutto perseguendo anche gli obiettivi di miglioramento dei livelli di servizio offerti ai passeggeri, incremento della regolarità operativa dell’esercizio aeroportuale, minimizzazione dei disservizi che caratterizzano l’attuale operatività (dirottamenti, cancellazione di voli, limitazioni di carico con impossibilità di imbarco di bagagli e persone)».
Due i principali interventi previsti: la realizzazione di un nuovo terminal passeggeri e una pista di volo di 2.200 metri, «capace di superare i limiti operativi attuali e di migliorare le performance ambientali», mentre l’attuale pista sarà trasformata in un parco fotovoltaico che consentirà «allo scalo non solo la propria autonomia energetica, ma anche di porsi quale interlocutore di riferimento per la creazione di comunità energetiche».
Ai principali interventi per la realizzazione della nuova pista e del nuovo terminal si aggiungerà una serie di opere connesse, tra cui il riassetto del reticolo idraulico (deviazione del Fosso Reale), opere viarie (deviazione di via dell’Osmannoro con sottopassaggio della pista di volo) e opere di mitigazione e compensazione.
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