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«Giù le mani dai bronzi, restano a San Casciano dei Bagni». Parola di Sgarbi
Il sottosegretario alla cultura del governo Meloni rassicura sulla possibilità che Firenze possa richiedere lo spostamento nel capoluogo
SIENA. «Le statue sono state trovate a San Casciano e lì resteranno». Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura del governo Meloni, è chiaro. È questa la direzione scelta dal ministero della Cultura sul futuro delle 24 statue di bronzo ritrovate a San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena. Anche in deroga alla legge nazionale. E poco importa se a Firenze arriverebbero più visitatori. «Meglio averne la metà a San Casciano, dove i bronzi sarebbero un importante attrattore turistico», sottolinea Sgarbi. Che quindi “placa” eventuali dispute su dove andrà la scoperta più importante dopo i Bronzi di Riace.
Sottosegretario, quale sarà il futuro di queste statue?
«Partirei da un precedente: quello dei bronzi ritrovati a Cartoceto, vicino a Pergola, nelle Marche. La legge nazionale sui beni culturali stabilisce che la destinazione dei reperti sia il Museo nazionale del capoluogo di regione. In quel caso Ancona. I cittadini di Pergola insorsero e allora, sempre da sottosegretario, feci un decreto alla legge per farli restare vicino a dove erano stati ritrovati ».
In questo caso si farebbe lo stesso?
«Sì, con il ministro della Cultura avremmo pensato di fare una cosa analoga. E il Comune ha già individuato un palazzo da destinare a questo scopo. Prossimamente andrò a San Casciano per continuare la pratica già aperta dal ministro e valutare insieme la condizione migliore, che però mi pare già prefigurata in questo senso. Poi non c’è la vertenza che avvenne nelle Marche».
E se Firenze volesse far applicare la legge?
«Spero di no, ma potrebbe. D’altronde ci sono mille ragioni per collocare queste statue in un posto o in un altro. Però non avrebbe nessun effetto. Si tratta di beni che appartengono allo Stato. Non è materia che spetta agli enti locali».
Anche in controtendenza a un’ottica “monocentrica” dei musei?
«Dov’è la Chimera di Arezzo? A Firenze. Per molto tempo c’è stata una visione centralistica per cui tutto confluiva nel principale museo del capoluogo di regione. Poteva essere una condizionale inevitabile anche per San Casciano dei Bagni, ma noi siamo partiti facendo diventare regola la deroga. E già si potrebbero considerare i primi fondi per la realizzazione del Museo».
Quali? «Si potrebbero utilizzare, ma è una mia posizione, anche i 12 milioni (statali) previsti per la pensilina Isozaki, che per me è inopportuno realizzare. Questo per dire che non mancano le risorse per allestire un Museo di Stato per custodire i bronzi».
E per il restauro delle statue?
«Ad ora si trovano a Grosseto. Non vedo ragioni per cui si dovrebbero spostare a Firenze. Ma non prendo posizione su questo».
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