Il Tirreno

Toscana

Scuola2030
Tradizioni

Lo studente sbandieratore: dal Medioevo una lezione d'amicizia e di comunità

Riccardo Salvadori *

	Riccardo Salvadori, studente dell'istituto nautico Cappellini e autore dell'articolo
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Riccardo Salvadori, studente dell'istituto nautico Cappellini e autore dell'articolo

Montopoli Valdarno, Riccardo Salvadori, studente dell'istituto Cappellini di Livorno - che aderisce al progetto del Tirreno "Scuola 2030" - racconta il dietro le quinte del gruppo storico tra allenamenti e riti

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Correvano gli anni 2011-2012 e io ero un bambino di seconda elementare, quando la mia strada si è incrociata per la prima volta con quella del gruppo storico di Montopoli Valdarno (Pisa); a dir la verità sono stato fortunato perché in casa sentivo spesso parlare della “proloco”, ovvero un’associazione nata per gestire sia noi ragazzi che la festa medievale che si tiene a Montopoli.

Piccoli arcieri crescono

Io inizialmente sono partito con il gruppo degli arcieri, formato da soli bambini di Montopoli. Poi, con il passare del tempo, si sono aggiunti anche altri bambini di paesi adiacenti al mio, e ogni mercoledì sera, ricordo, ci incontravamo alle 9,30 precise alla palestra della scuola elementare di Marti.

Come prima cosa scaldavamo i muscoli con degli esercizi indirizzati e mirati al lavoro del tiratore, dopodiché prendevamo ognuno il nostro arco con la faretra stracolma di frecce. Ogni faretra era ricoperta di pelle, tranne la mia, che era decorata con piume di fagiano color nero e marrone combinate a delle penne di istrice nere e bianche; questi dettagli, anche se piccoli, la rendevano molto più bella e riconoscibile, ai miei occhi, rispetto alle altre che parevano spoglie e impersonali.

In fila tiravamo verso i bersagli e ci fermavamo solo quando le frecce finivano e il nostro maestro ci aiutava a riprenderle. Ricordo ancora che aspettavo con frenesia la fine dell’allenamento, per avere come nuovo bersaglio dei palloncini colorati, ma soprattutto perché, chi li scoppiava per primo veniva proclamato «il più bravo della serata».

Crescendo ho partecipato a molte gare, che mi hanno condotto anche a vincere delle medaglie di cui ancora oggi vado fiero: a San Marino, Grosseto e Montopoli.

Tutto questo era entusiasmante per me. A un certo punto però mi sono sentito come un pesce fuor d’acqua. È successo quando dei nuovi ragazzi, che non mi ispiravano affatto fiducia, si sono aggiunti al gruppo, mentre i miei amici smisero.

Per questo motivo ho deciso anche io di smettere, anche se dentro di me sapevo che non sarebbe finita lì.

Dall’arco alle bandiere

E infatti è andata proprio così, quando tre anni dopo ho iniziato a far parte degli sbandieratori, una scelta super azzeccata, dal momento che mi piaceva un sacco far volare in aria quella bandiera decorata con fiamme bordeaux e blu mentre al centro lo stemma del Comune di Montopoli, e poi mi piacevano anche le coreografie del corteo.

Questo gruppo era in fase di nascita, poiché alcuni sbandieratori avevano lasciato il posto ad altre “new entry” e, contrariamente a quando ero piccolo, sono entrati a farne parte anche dei miei amici. Abbiamo finito per formare un gruppo di otto persone. Gli allenamenti si svolgevano ogni lunedì, e in molti lo utilizzavamo come sfogo dai nostri impegni abituali. Abbiamo poi partecipato a molte gare, tra cui una a Firenze, arrivando terzi, e a molte feste medievali per la Toscana e altre regioni, con coreografie molto apprezzate.

Spazio alle bambine

Quest’anno purtroppo il gruppo degli sbandieratori si è dimezzato e siamo rimasti io e un mio compagno. Ma la cosa più inaspettata è che sono entrate a farne parte quattro bambine delle elementari; è inaspettata proprio perché ci siamo resi conto che il nostro lavoro e la nostra devozione hanno portato alla formazione di una nuova squadra per bambini, e anche perché possiamo trasmettere la nostra passione a dei ragazzi che hanno tantissima voglia di imparare e che soprattutto hanno un’energia fantastica e coinvolgente. Fra tre settimane si svolgerà un’esibizione allo stadio di Empoli e andremo addirittura in tv; per i piccoli sarà la loro prima uscita e sono euforici.

Il gruppo dei musici

Ci sono altri gruppi, di cui ancora non ho parlato e tra questi c’è quello della danza storica composto da sole ragazze, che ballano coreografie medievali, e per ultimo, ma non per importanza, c’è il gruppo dei musici composto da chiarine, rullanti, tamburi e flauti, persone molto solari e affiatate, tra le quali c’è come un legame di fratellanza che si percepisce nell’aria.

La magia dello stare insieme

Ogni anno a settembre qui a Montopoli facciamo la festa medievale che dura due giorni, anche se per organizzarla partiamo da metà agosto. Ci ritroviamo, infatti, tutti i pomeriggi e le sere dopo cena, per creare cartelli per le bancarelle del cibo (bomboloni, ciaccini al forno ripieni, vuoti e fritti, salsiccia e fagioli e poi la porchetta), poi chiamiamo tutti i gruppi storici e organizziamo la regia per le esibizioni di altri gruppi, che noi chiamiamo i giullari, i mangiafuoco e i falconieri, dopodiché ci ritroviamo per dare i vestiti medievali a tutto il paese. Queste cose le facciamo il pomeriggio, mentre la sera dopo cena carichiamo gli attrezzi sui camion e iniziamo a montarli per tutto il paese, ad esempio montiamo le bandiere delle due contrade: il “per in giù” di colore giallo e nero con il grifone nero al centro, e la sua sfidante, il “per in su” di colore rosso e bianco con il leone rosso nel mezzo. Il confine che segna la divisione delle due contrade è la chiesa principale di Montopoli, che è considerata territorio neutrale. Il momento più bello è il nostro rito pre-festa, cioè andare a cena tutti insieme una settimana prima della festa e categoricamente al McDonald’s il venerdì all’una di notte. Per me, ma anche per il gruppo, questo rito è sacro e per nulla al mondo potremmo saltarlo.

Una festa da vivere

Organizzare questa festa ci regala un sacco di emozioni, da belle a momenti di “scleri” perché vogliamo che tutto vada nella maniera giusta, anche se accade che a volte la fortuna non giri dalla nostra parte, e non mancano i musi lunghi per il nervoso, specialmente quando il meteo non gioca a nostro favore.

La festa medievale segna purtroppo la fine dell’estate e l’inizio della scuola, ma dovendo smontare tutto continuiamo a incontrarci spesso e, anche dopo aver finito di smontare, ci prendiamo una settimana di pausa e cominciamo di nuovo a fare le prove insieme, e come un vero gruppo ci organizziamo per le feste che verranno.

Io vi invito a venire alla festa medievale a Montopoli, ogni secondo fine settima di settembre: vi immergerete in un’epoca intrigante, conducendovi in un’altra realtà. Vi divertirete un sacco, è una promessa. l

*Studente dell’istituto Cappellini Livorno, 17 anni

 

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