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Energia e ambiente: i fronti contrapposti

Rigassificatore di Piombino, dopo il sì ecco con chi deve vedersela Giani: sindacati, cittadini e il sindaco

Rigassificatore di Piombino, dopo il sì ecco con chi deve vedersela Giani: sindacati, cittadini e il sindaco

I timori per la riduzione del lavoro nel porto, le valutazioni d’impatto ambientale mai fatte e il ricorso al Tar del primo cittadino. Cosa aspetta il presidente della Regione

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PIOMBINO.  Dopo la firma del presidente della Regione Eugenio Giani che autorizza la realizzazione del rigassificatore nel porto di Piombino, di fatto è avviata la procedura che porterà nella banchina del porto della piccola città portuale una nave di 297 metri. E se dunque la procedura ufficiale è iniziata, non mancano di certo le resistenze a vari livelli contro l’impianto. 

Associazioni, sindacati, liberi cittadini e l’amministrazione locale. Una bella fetta di contrari o perplessi che sono i prossimi avversari che si parano sulla strada del presidente Giani.

I sindacati

 "Siamo qui per chiedere un incontro a Giani, siamo qui unitariamente con Fim e Uilm, non contro il rigassificatore, ma per avere maggiori garanzie per poter continuare a lavorare". Lo ha detto David Romagnani, segretario della Fiom di Livorno, in presidio stamattina, insieme a Fim e Uilm livornesi, davanti alla sede della Regione in occasione della firma dell'autorizzazione per l'installazione.

 Le segretarie provinciali di Fim, Fiom e Uilm avevano annunciato il presidio perché, hanno spiegato, non hanno ottenuto da Giani le garanzie richieste sull'operatività del porto. "Temiamo che il rigassificatore possa ridurre o impedire lo scarico delle navi - continua Romagnani - e quella è un'arteria essenziale per lo stabilimento siderurgico. Quindi abbiamo bisogno di garanzie e non possiamo accontentarci solo ed esclusivamente di un 'chiederò' che ci sia la piena e completa operatività del porto perché non può essere sufficiente, serve chiarezza, serve certezza".

Romagnani rivendica il fatto che le "organizzazioni sindacali, in maniera molto responsabile, non si sono unite al 'non lo vogliamo', ma proviamo a stare nel merito della questioni per capire quali sono le opportunità se ce ne sono, ma anche per indicare la criticità e chiedere soluzioni". "Se Giani non ci darà l'incontro - conclude Romagnani - esprimeremo tutto il nostro dispiacere e il nostro dissenso, valuteremo quali saranno le iniziative da intraprendere, con il solo fine di avere una riposta alla nostra domanda. Vorremmo poter continuare a lavorare". 

I cittadini

"Abbiamo sperato fino all'ultimo. Giani ci ha fatto capire che in Italia non vige più lo stato di diritto, la costituzione ormai è carta straccia, la democrazia solo un vago ricordo, con la scusa di un'emergenza, si arroga il diritto di calpestare la volontà dei cittadini, nonostante il nostro sindaco Ferrari e i suoi validissimi e competenti esperti, abbiano portato alla luce moltissime criticità. Nonostante tutto, Giani ha messo quella ignobile firma che metterà in pericolo non solo Piombino ma anche mezza Val di Cornia". Così Francesca Marino, portavoce del Comitato Liberi insieme per la salute, commenta la firma  del presidente della Toscana.

"Nonostante abbia dichiarato che avrebbe fatto due valutazioni di impatto ambientale non né ha fatta nemmeno una - continua Marino .- Questo è l'ennesimo precedente per l'Italia molto pericoloso, perché con la scusa di una qualsiasi emergenza il governo potrà imporre tutto ciò che vorrà, stando al di sopra di qualsiasi legge nazionale e europea. Piombino ne è la dimostrazione. Spero nel nuovo Governo che mi possa smentire. Noi non ci fermeremo, abbiamo perso una battaglia ma non la guerra".

Il sindaco

Il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, esponente di spicco di Fratelli d’Italia, si è detto fin dall’inizio contrario al progetto del rigassificatore. Sostenuto, seppur con qualche ambiguità e zona grigia, dal suo partito a livello nazionale. Questo finché al governo non è andata Giorgia Meloni, primo ministro appunto di Fratelli d’Italia. Che ha deciso di nominare come suo consulente l’ex ministro del governo Draghi, Roberto Cingolani: prorpio l’uomo che ha avuto l’idea di collocare la nave rigassificatrice acquistata da Snam nella nuova area portuale di Piombino.

Il sindaco dice di non sentirsi tradito dalla scelta di Cingolani da parte di Meloni, «semplicemente perché Cingolani è stato nominato con un ruolo completamente diverso rispetto a quello ministeriale. Il suo ora è un ruolo tecnico e come tecnico, torno a dire, ha una capacità indiscussa. Ma il governo politico, che è la caratteristica del nuovo esecutivo che si è appena insediato, dovrà prendere delle decisioni politiche».

Una scelta che, Ferrari volente o nolente, sposta la battaglia contro il rigassificatore da politica a tecnica. Con il sindaco che ha già fatto ricorso al Tar, sostenendo di poter vincere. «Ce lo dicono i nostri consulenti. L’autorizzazione che sarà firmata da Giani è viziata da alcune lacune procedurali, quindi è doveroso e coerente fare ricorso, demandando la valutazione dell’opera a un organo terzo». ha dichiarato in un’intervista a Il Tirreno.

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