Italia
Renzi: «Chi sceglie il Pd vuole far chiudere l’aeroporto di Firenze»
Attacchi a Conte: «Sul reddito di cittadinanza istiga alla violenza contro di me»
Pontedera. «Ci mettiamo davanti all’aereo? », chiede una dell’entourage per trovare un luogo in cui fare le interviste. «No, meglio di no, altrimenti riparte la storia del jet privato», risponde Matteo Renzi – riferendosi alla polemica degli ecologisti sul suo viaggio in Svizzera con un volo privato – appena entrato al Museo Piaggio di Pontedera per il suo mini-tour in Toscana tra la città della Vespa, Livorno e Prato. Il senatore e leader di Italia Viva, partito del terzo polo con Azione di Carlo Calenda, sceglie Pontedera per parlare di lavoro e puntare l’obiettivo su Movimento 5 Stelle e reddito di cittadinanza. Ma bacchetta anche il Pd sul caso degli aeroporti di Pisa e Firenze. E anche sul fatto di essere il Pd.
«Ormai si gioca con la stessa maglia, siamo un’unica squadra», dice a proposito di Toscana aeroporti che gestisce il Galilei e il Vespucci. Ma cita le parole di Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra la quale, alcuni giorni fa, ha detto che lo scalo fiorentino non deve essere ampliato: «Chi sceglie il Pd sappia che vota chi vuol chiudere l’aeroporto di Firenze. E, in questa maniera, fa un enorme danno anche a Pisa che resta quello più importante in Toscana. Ma che senza Firenze non può reggere, perché serve una società economicamente forte per sostenere attività e sviluppo dei due scali».
Così come ha fatto a Livorno, Renzi parla di un partito democratico «grillizzato», che «dice no a tutto e non prende una decisione». Ma è contro M5s che lancia le stoccate più forti: «L’ex premier Giuseppe Conte sta facendo un voto di scambio clientelare, soprattutto al Sud. Sono in crescita, è vero, ma con un metodo che fa solo danni». Renzi si focalizza sul reddito di cittadinanza: «Sono i numeri e non io a dire che il reddito di cittadinanza è uno scandalo e un fallimento, che non solo non contrasta la povertà ma rende i cittadini sudditi di chi difende questo ricatto. Con noi al governo i posti di lavoro aumentarono. I governi Renzi e Gentiloni hanno realizzato 1,2 milioni di posti di lavoro, mente i governi Conte hanno un saldo negativo. Noi vogliamo regalare opportunità di sviluppo e crescita per creare lavoro perché vogliamo cittadini che possano aumentare la loro qualità della vita e non sudditi costretti a vivere sotto ricatto».
Su questo nasce un botta e risposta sul filo della minaccia. Conte scrive: “Renzi venga a Palermo senza scorta a dire di abolire il reddito di cittadinanza». Renzi accusa conte di “istigazione alla violenza”. Conte prova a stemperare dicendo che il suo è solo un invito ad andare fra la gente vera, quella che a metà mese ha finito lo stipendio. Per poi rincarare che «Renzi vuole farsi pubblicità sulle mie spalle».
Fra una frecciate e l’altra, Renzi arriva a Livorno dove parla di rigassificatore: «A Piombino hanno fatto la manifestazione del “no” il sindaco di FdI e il segretario del Pd, sono buffi. Gli altri cambiano idea dalla mattina alla sera, noi abbiamo proposte semplici e in questo caso diciamo sì. I voti? Non posso credere che i moderati di destra voteranno la Fiamma e credo nei riformisti che portarono il Pd a Livorno al 60%, così come i democristiani. Come Terzo Polo avremo uno spazio enorme in mezzo a destra e sinistra». Infine a Prato, la stoccata finale al Pd: «Senza di noi sta tornando il partito delle tasse».l
(ha collaborato
Alessandro Lazzerini)
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