Il Tirreno

Toscana

Politica

Se “una cosa di sinistra” la dice la Ferragni

di Michele Gambino
Se “una cosa di sinistra” la dice la Ferragni

L’attacco a Giorgia Meloni, poi l’appello: fate sentire la vostra voce

2 MINUTI DI LETTURA





«Di’ qualcosa di sinistra», implorava Nanni Moretti a Massimo D’Alema in “Aprile”, guardando in tv il dibattito televisivo con Silvio Berlusconi che lanciava i suoi slogan populisti. Era il 1998, e la frase diventò un tormentone che oggi chiamerem- mo virale, termine che allora indicava le vere epidemie. Eravamo ancora nel vecchio mondo: Moretti allungava l’ormai quasi morente tradizione degli artisti impegnati che usano l’arte in chiave politica, per “scuotere le coscienze”, come si diceva allora.

Un ventennio dopo la campagna elettorale non si gioca più sui valori e le relative visioni del mondo, ma sugli apparentamenti, i calcoli sui collegi, la famosa agenda di Draghi. Tre giorni fa il confronto tra Meloni e Letta su “Corriere.it”, che metteva di fronte due antiteti- che visioni della politica e della società, aveva la stessa tensione drammatica di una partita amatoriale di curling. Non pervenuti, come il bollettino meteo di Potenza, gli intellettuali impegnati. Sulla noia di una campagna elettorale dagli esiti sulla carta scontati, irrompe con indubbio pathos il nuovo mondo, nella gradevole persona di Chiara Ferragni, influencer e blogger di fama mondiale.

La Ferragni ha ripostato su Instagram il post del poco cono- sciuto profilo “Apriteilcervello”, con un denso appello a schierarsi a favore di diritti civili, Lgbt, donne ed immigrati. Per farla breve, contro la Meloni e i suoi alleati. Di suo la Ferragni aggiunge un accorato appello: “Fate sentire la vostra voce il 25 settembre”, con le manine giunte a chiudere. Il profilo di Chiara Ferragni non somiglia per niente alle care vecchie bacheche dell’Arci: vi si trovano piccoli ferragnez vestiti come dignitari di corte, borse griffate, orologi di marca, orecchini sfavillanti e una lunga serie di baci a bordo piscina.

È un po’ come se nel vecchio carosello dei miei tempi Ernesto Calindri, all’improvviso, invece di parlare di Cynar mi avesse detto per chi votare. Lo avrei fatto? La domanda è di un certo peso, perché il profilo Instagram della bella e brava Chiara ha quasi 27 milioni di follower. «Ma quante divisioni ha il Papa?», si chiedeva Stalin ai vecchi tempi. Io m’immagino la Meloni che pensosa, e per la prima volta un po’ preoccu- pata, da ieri si chiede: «Ma quanti voti sposta la Ferragni?». A breve la risposta.

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani