Una è la madre biologica, l’altra ha partorito: nella coppia lesbica la maternità di due gemellini a entrambe
Le due donne, unite civilmente dal 5 giugno del 2021 dal sindaco di Anghiari Alessandro Polcri, hanno deciso di portare avanti la loro battaglia proprio per non lasciare in difficoltà i figli nel caso di problemi ad una delle due
AREZZO. «La nostra non è una battaglia di genere. Vogliamo solo colmare un vuoto normativo perché il problema del legame biologico ce l'hanno anche coppie eterosessuali che decidono di avere figli a queste condizioni. Vogliamo altresì risolvere un problema di ordine pratico per tutelare i due gemellini». Sono le parole dell'avvocato del foro di Arezzo Ramona Borri che rappresenta due donne di 38 e 36 anni residenti ad Anghiari (Arezzo), madri di due gemellini che, tra pochi giorni, compiranno tre mesi e che vivono sereni con due mamme, quella che li ha materialmente portati in grembo e partoriti e l'altra che li ha concepiti ovvero la madre biologica e che è rimasta esclusa, cosi come prevede la legge italiana, dalla registrazione all'anagrafe come genitore.
Le due donne, unite civilmente dal 5 giugno del 2021 dal sindaco di Anghiari Alessandro Polcri, hanno deciso di portare avanti la loro battaglia proprio per non lasciare in difficoltà i figli nel caso di problemi ad una delle due. In Comune i bimbi hanno per madre solo colei che li ha dati alla luce dopo i nove mesi di gravidanza e non la madre biologica.
«Se una coppia vuole avere figli è giusto che i bimbi abbiano due genitori ed è su questo che alcuni Tribunali si sono basati ordinando la trascrizione di entrambi - sottolinea l'avvocato Borri -, il comune di Anghiari ha rispettato la legge e il sindaco è persona molto aperta, per fare un'operazione del genere, davanti al vuoto normativo che esiste in Italia proprio su questo punto, non resta però che presentare ricorso, e noi lo faremo in settimana, al tribunale di Arezzo, per poi portare avanti una battaglia legittima per tutti coloro che si trovano nella situazione delle mie assistite».
Per poter diventare madri le due donne sono andate lo scorso ottobre a Barcellona. Il percorso per la procreazione medicalmente assistita è partito con la fecondazione artificiale eterologa praticata ad una delle due e, successivamente, per superare possibili problemi di gestazione è proseguito con il transfer embrionale dell'ovocita, per motivi di maggiore adattabilità dell'utero dell'altra donna. La gestazione dei gemelli è andata avanti in maniera normale fino alla nascita avvenuta all'ospedale di Arezzo il 14 giugno scorso. Dal punto di vista legale però le cose hanno seguito una via diversa rispetto a quella desiderata dalle due donne.
«Ero chiaramente al corrente di questa situazione seppure in qualità di sindaco nulla posso fare ovviamente, tra l'altro le ho sposate io personalmente in unione civile - ha detto il sindaco Alessandro Polcri -. Dico, però, che gli uffici comunali ed in particolare l'anagrafe si sono attenuti in maniera ferrea alla normativa cosa che avrebbe fatto qualunque ufficio in tutta Italia. Una norma chiara che non può essere interpretata. Diversa, però, è la questione dal punto di vista etico perché è più che legittimo intraprendere un nuovo percorso per arrivare ad una modifica, seppure parziale, di quelle che sono le normative in materia».
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