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Il meteorologo: «Un temporale eccezionale ma prevedibile se studiato con attenzione»

Lorenzo Catania
Il meteorologo: «Un temporale eccezionale ma prevedibile se studiato con attenzione»

Le eventuali prossime perturbazioni, da qui a qualche giorno, saranno meno violente seppure intense. E gradualmente le condizioni miglioreranno. Ma basterà che torni un po’ di caldo per far risalire l’asticella del carburante e favorire di nuovo eventi pesanti

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Lorenzo Catania, meteorologo professionista, spiega come si sono potuti creare i fattori che hanno portato alla bufera sulla costa Toscana.


Questa mattina la Toscana è stata investita da una struttura temporalesca che in gergo tecnico viene chiamata sistema convettivo a Mesoscala. È un temporale formato da tanti elementi che si sorreggono l’un l’altro: un cumulonembo scarica aria fresca attraverso il rovescio di pioggia e solleva aria calda e umida davanti a sé formando un nuovo cumulonembo; quest’ultimo produce di nuovo un rovescio e con lo stesso meccanismo genera un altro nuvolone. E così via, per ore e ore.

Questo tipo di temporale, una volta nato, viaggia a grande velocità sotto la spinta dei rovesci di aria fresca e pioggia, per colpire il territorio attraverso venti della stessa intensità. Si parla, nel caso di stamani, di raffiche fino a 120-140 chilometri l’ora lungo tutta la costa da Orbetello verso nord, fino alla provincia di La Spezia. Senza contare quello che è successo in Corsica, dove un intero versante è stato spazzato da un fortunale a 200-220 chilometri orari.

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Un evento estremo, insomma, del quale valutare l’eventuale collegamento al riscaldamento globale, ma che possiamo comunque incasellare come eccezionale.

Adesso l’atmosfera si è scaricata di energia: gli eventuali prossimi temporali, da qui a qualche giorno, saranno meno violenti seppure intensi. E gradualmente le condizioni miglioreranno. Ma basterà che torni un po’ di caldo per far risalire l’asticella del carburante e favorire di nuovo eventi pesanti alla prossima perturbazione. Il tutto almeno fino al tardo ottobre, quando il mare finalmente tornerà ad avere temperature più basse e non supporterà più nubifragi e perturbazioni eccessivamente cariche.

Tornando a noi, però, c’è adesso da fare una valutazione: era possibile prevedere un evento del genere? Si poteva fare qualcosa in più a livello di prevenzione?

Partiamo dalla prima questione: temporali di questo tipo non sono calcolabili, nello specifico; possiamo però valutare se ci sono le condizioni favorevoli al loro innesco attraverso l’osservazione di temperature marine ed atmosferiche, intensità e direzione dei venti dal suolo fino all’alta atmosfera, sbalzi di pressione, e così via. Una mano viene offerta anche da quei programmi informatici che supportano i meteorologi, fornendo delle mappe tecniche che solo il professionista sa valutare per cognizione di causa.

In questo specifico caso le possibilità per un fenomeno del genere erano già intuibili 5 giorni fa. Sottolineo: quasi mai accade; spesso e volentieri c’è bisogno di attendere le ultime 3-6 ore prima dell’evento per capire se effettivamente ci sarà o meno.

Comunque un buon margine di tempo c’era. Ovviamente per la valutazione di un’allerta, soprattutto per una prospettiva così delicata sia a livello comunicativo che operativo bisogna sempre attendere l’ultimo giorno utile; tuttavia in casi del genere anche io, che cerco di essere sempre pacato e moderato quando si parla di rischi connessi al tempo meteorologico, tendo ad essere più deciso parlando a chiare lettere.

È utile, se non fondamentale, per avvisare ed allertare quella buona fetta di popolazione che valuta criticamente ogni comunicazione di questo tipo. E non deve mai mancare di essere chiara, precisa, rigorosa e attenta nei termini.

Chi legge potrà pensare che la mia sia una valutazione semplice, perché con il senno di poi sono tutti capaci a fare previsioni. Ma in realtà esercizi del genere sono complessi da giostrare e non prescindono – tra le altre cose – da una attenta conoscenza del territorio e del suo comportamento al variare delle condizioni del tempo; fattore questo che si sviluppa solo con la pratica e l’esperienza, come accade per tutte le professioni esistenti al mondo.

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di Redazione web