Italia
L’artigianato toscano si rianima: la stima è di un +3,5% di fatturato
Ripresa superiore alle attese, soprattutto per prodotti in metallo e pelletteria
FIRENZE. Una ripresa superiore alle attese. Con una crescita che in alcuni casi viaggia sulla doppia cifra. Insomma, numeri buoni quelli che ha registrato l’artigianato toscano nel 2021 dopo lo choc del periodo pandemico.
Lo conferma l’ottavo Rapporto annuale sul settore artigiano, realizzato dall'Osservatorio Imprese Artigiane di Ebret sulla base di un'indagine realizzata su quasi 800 aziende artigiane con dipendenti localizzate sul territorio regionale e presentato ieri a Firenze nella sede dell'Ente Bilaterale dell'Artigianato Toscano. La fotografia che emerge è un recupero maggiore rispetto a quanto previsto, distribuito su ampi strati del tessuto imprenditoriale artigiano regionale. Unica eccezione il tessile, che vede spuntare un meno di fronte alla percentuale del 3,5%. A fare invece un balzo in avanti soprattutto alcuni settori, dai prodotti in metallo (+17,4%) al mondo della pelletteria-calzature, che registra un bel più 14,4%. Si arriva poi all’eterogeneo aggregato delle imprese di artigianato artistico e/o tradizionale, che ha segnato un incremento del 11,5% e i cui prodotti intercettano con maggiore frequenza la domanda internazionale.
È proprio la ripresa del commercio globale uno dei fattori che hanno “facilitato” la crescita delle imprese artigiane. Sempre secondo il rapporto, infatti, la quota di imprese con un volume d'affari in aumento passa dal 37 per cento delle imprese non esportatrici a quota 90 per cento fra quelle che esportano oltre la metà del proprio fatturato. Tra le variabili che si sono rivelate decisive (in positivo) c’è anche la maggiore propensione ad investire e innovare e l’operatività all'interno di reti collaborative. Se si sposta poi lo sguardo ai territori, incrementi a doppia cifra si trovano ad Arezzo (+15,4%) e Firenze (+12,2%). Più in generale il volume d'affari nel 2021 è risultato in crescita del 7,9%, interessando il 42 per cento delle imprese artigiane contro situazioni di diminuzione limitate al 9 per cento. Con ricadute sull’occupazione, che nel 2021 ha registrato un saldo pari a +412 addetti. Bene anche altri parametri aziendali: dal recupero dei margini a una “normalizzazione” dei livelli di attività, dalle più agevoli condizioni di accesso al credito a un incremento della spesa aggregata per investimenti. Fino alla demografia di impresa, che ha riportato in positivo, dopo dodici anni con segno negativo, il saldo fra ingressi e uscite (+413 unità).
Torna quindi la luce, anche se nuove nubi si addensano sull'artigianato toscano, stretto nella morsa dei colpi di coda del Covid e della fiammata dei prezzi delle materie prime, cui la guerra russo-ucraina ha inferto un'ulteriore accelerazione, con timori di possibili futuri razionamenti. In ogni caso le previsioni degli imprenditori artigiani per il 2022, formulate a metà marzo e soggette quindi a un futuro ridimensionamento, restano positive per l'andamento del fatturato. La crescita prevista è del 3,5%, espressa però a prezzi correnti, e quindi negativa in termini reali perché inferiore alla dinamica dell'inflazione. Moderatamente favorevoli anche le prospettive sul fronte occupazionale, anche se è alto il numero di imprese orientate alla stabilità (89,1%), a testimoniare un generalizzato clima di cautela che si riscontra anche sotto il profilo degli investimenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
