Rigassificatore a Piombino, Giani a Snam: «Non metterò la firma su un'autorizzazione di 25 anni»
Il presidente della Regione dà l’aut-aut alla richiesta di concessione, incontro segreto con Cingolani
PIOMBINO. «Snam non avrà mai la mia autorizzazione a un rigassificatore nel porto di Piombino per 25 anni». Eugenio Giani lo aveva già detto: non se ne parla di 25 anni, il progetto Piombino deve essere «assolutamente transitorio». Un aut-aut che secondo il sito ShipMag il presidente toscano avrebbe caricato con la minaccia di dimettersi da commissario straordinario per Piombino. Ipotesi che Giani smentisce al Tirreno. «Sono baggianate – le liquida il governatore – certo se poi Snam insiste...»
E Snam lo ha messo nero su bianco, presentando l’istanza per l’allestimento del rigassificatore per la durata di 25 anni, secondo le disposizioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Il presidente della Regione e commissario straordinario per Piombino, che ieri ha incontrato a Roma il ministro Cingolani, rilegge l’intervista rilasciata al Tirreno dall’ingegner Elio Ruggeri, amministratore di Snam FSRU Italia e responsabile del progetto rigassificatore che sta infiammando gli animi nella città costiera. E alza gli scudi.
Presidente ha letto le dichiarazioni di Ruggeri? L’ad di Snam dice che hanno dovuto presentare un’unica istanza per la durata di 25 anni, tanto è la vita di una nave rigassificatrice, ma che sono disposti a valutare altre opzioni per il trasferimento in caso di richiesta.
«C’è poco da commentare. Leggo che Ruggeri dice: “Inizialmente stavamo lavorando per una soluzione transitoria in porto con destinazione finale nel golfo di Follonica. Abbiamo preso atto e accettato che il Golfo di Follonica è off limits”. Bene, è il minimo: nel golfo di Follonica ci sono attività ittiche che non possono convivere con una nave da 400 metri. Però Ruggeri dice poi che “abbiamo potuto presentare un’unica istanza per 25 anni, secondo le disposizioni dell’Autorità di regolazione. Qualora nelle autorizzazioni dovesse emergere un vincolo temporale alla permanenza in sito, ci adopereremo per individuare una soluzione di ricollocazione”. Non se ne parla nemmeno: sono io che ho il potere di firma come commissario straordinario e da me non avranno mai un’autorizzazione a un’istanza per la durata temporale di 25 anni».
Presidente, è pronto a dimettersi da commissario?
«La domanda non si pone in questo momento. Ho visto che un sito lo scrive, ma sono baggianate. Io non ho mai detto questo e non lo dico, perché adesso c’è un altro aspetto da considerare: che venga rivista l’istanza sulle indicazioni temporali che ho sempre dato, di cui ho parlato con il ministro Cingolani. Poi certo se Snam insiste...»
Finora si è parlato di tre anni di permanenza della Golar Tundra nel porto di Piombino, lo aveva detto lo stesso ministro Cingolani nell’intervista al Tirreno che si trattava di un impianto temporaneo.
«La mia posizione è chiara ed è stata chiara fin dall’inizio, ed è quello che ho ribadito nell’addendum consegnato al ministro: l’ipotesi Piombino è accettabile per ragioni di emergenza nazionale solo se la permanenza in porto è transitoria, molto transitoria e legata all’approvazione del memorandum, vale a dire la ripartenza dell’attività siderurgica, l’attuazione delle bonifiche, il passaggio alle energie rinnovabili. 25 anni una nave lì dentro al porto, un porto che abbiamo voluto e costruito noi della Regione, costato 110 milioni, non la voglio proprio sentire. Significherebbe rimangiarsi tutto».
Quindi vuol dire che devono essere presentate due istanze diverse: per Piombino e per la collocazione successiva?
«È chiaro: bisogna che siano definite in partenza le condizioni, così come d’accordo. Io ho accettato la nomina di commissario straordinario dal governo solo come garante della città: ripeto, per me tenere 25 anni nel porto di Piombino una nave rigassificatrice non è accettabile, vorrebbe dire immobilizzarne l’attività. E questo deve essere definito da subito, che dopo tre anni la nave si deve spostare. Ci devono essere garanzie precise, non dichiarazioni di intenti. Altrimenti questo significa rimangiarsi quanto detto e scritto nell’addendum».
Ha avuto un confronto con Snam?
«Non ci sono stati incontri con Snam dopo la presentazione dell’istanza. Ma ripeto, la mia posizione è chiara. È quella contenuta nell’addendum che ho consegnato a fine giugno al ministro per la Transizione ecologica Cingolani. Gli ho sottoposto la necessità che si parta subito con gli interventi di bonifica ambientale, tra falda e rifiuti siamo intorno ai 200 milioni di euro. Poi ci sono le fonti rinnovabili, per le quali utilizzare buona parte dei 900 ettari di terreno occupati da impianti industriali dismessi. Ma di tutto questo si parla solo con garanzie certe da parte di Snam».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
