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Il sindaco di Piombino ribadisce il no: «Vie legali contro il rigassificatore»

Maria Meini
Il sindaco di Piombino ribadisce il no: «Vie legali contro il rigassificatore»

Il primo cittadino Francesco Ferrari guida la protesta sull’impianto previsto nel porto: «Compensazioni? La città ne ha diritto a prescindere per ciò che ha dato prima»

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Piombino Mantiene la linea intransigente contro il rigassificatore, il sindaco di Piombino. Non vuol parlare di compensazioni e non esclude un ricorso per vie legali sul procedimento amministrativo che Snam aprirà nei prossimi giorni per ottenere l’autorizzazione all’impianto mobile. Il ministro Roberto Cingolani ha spalancato le porte del governo alla città: nell’intervista rilasciata al Tirreno, il ministro per la Transizione ecologica ha detto chiaramente che Piombino «salverà l’Italia» garantendole l’indipendenza energetica dalla Russia e quindi deve avere le compensazioni adeguate. Si parla di bonifiche delle aree ex industriali, della discarica. Di transizione alle rinnovabili.

Francesco Ferrari, Fratelli d’Italia, alla guida di una giunta sostenuta da Lega e centrodestra con una quota di civici, ha ancora negli orecchi gli applausi di sabato, da quella piazza Bovio dove si sono radunati in duemila per dire no al rigassificatore, mentre dal mare arrivavano un centinaio di barche a dar manforte alla protesta. Una manifestazione trasversale, promossa dai comitati, a cui hanno partecipato tutti i sindaci della Val di Cornia e di Follonica, a maggioranza Pd, ma in cui il grande accusato era proprio il Pd. E il presidente Giani, in qualità di commissario per il rigassificatore in Toscana.

«Il ministro si smarca bene – replica Ferrari – sembra quasi che sia stato lui a chiedere un incontro a me e al mio Comune, ma in realtà gli incontri li ho chiesti io, soprattutto la prima volta quando abbiamo avuto un lungo colloquio a Roma e gli ho spiegato i problemi della città. Compensazioni? In realtà, come ho detto al ministro, Piombino ha diritto alle compensazioni a prescindere dal rigassificatore, per quello che ha dato prima. Adesso si parla di addendum tra il presidente Giani e il governo: voglio capire bene di cosa si tratta».

Si parla di bonifiche, di viabilità alternativa. «Questa città come abbiamo chiesto nel patto per Piombino ha bisogno di un arretramento del perimetro delle acciaierie, ha bisogno di garanzie dalla Jsw e dal governo. Ma ripeto ne ha diritto a prescindere, non perché dovrà ospitare il rigassificatore».

Ferrari sposta il tiro sul Pd e il presidente Giani, nominato dal governo commissario straordinario per il rigassificatore. «Ho sempre avuto una posizione coerente fin dall’inizio – dice il sindaco – dalla parte dei cittadini. Dopo aver capito di cosa trattava il progetto del governo sul rigassificatore, che era una nave enorme ferma in porto minimo per due anni con tutti i problemi connessi di sicurezza e di utilizzo dell’area portuale, ho detto no. Se avessero fatto come me anche altre istituzioni e amministrazioni, Giani non avrebbe candidato Piombino».

E dunque che cosa farà il Comune? Presenterà ricorso al Tar? «Non so ancora se faremo ricorso al Tar. Con i nostri consulenti legali e tecnici vigileremo sulla correttezza del percorso amministrativo, che non è sottoposto a Via. Ma certo tutti i passaggi dovranno essere perfettamente a norma».

Intanto con gli altri sindaci della Val di Cornia è stato deciso di «convocare i consigli comunali di ciascun Comune in forma congiunta, per dimostrare che se in questo Paese ancora vale la volontà dei territori e delle comunità locali, linfa e cuore della società e dell’economia italiana, questa è nettamente contraria». l


 

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