Il presidio
Piaggio, utili quasi raddoppiati e più 28% sull’anno pre-Covid
Proposto un saldo di 6,5 centesimi su un dividendo totale pari a 15 per azione Il presidente Colaninno: «Il gruppo conferma la capacità di rispondere alle sfide»
PONTEDERA. Numeri del bilancio 2021 migliori del periodo pre-Covid. Quello che era stato annunciato un mese fa con i dati preliminari, è stato confermato ieri, quando il consiglio d’amministrazione del Gruppo Piaggio ha approvato i conti definitivi dell’esercizio relativo all’anno scorso. «I ricavi netti sono cresciuti del 27 per cento rispetto al 2020 e del 9,7 per cento rispetto al 2019 – annuncia il presidente e amministratore delegato Roberto Colaninno – mentre l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2021 è stato ridotto di circa 43,3 milioni di euro rispetto al 2020 e per circa 49, 4 milioni rispetto al 2019».
La Borsa
Numeri importanti che hanno mitigato (in parte) il difficile avvio in Borsa di ieri: il titolo ha aperto in ribasso dopo intere giornate in territorio positivo. Un calo dovuto ai dati delle immatricolazioni in Italia degli scooter a febbraio, diffuse dall’Associazione nazionale ciclo motociclo accessori (Ancma), pari a -29,3 per cento, e su cui ha pesato il contesto generale delle difficoltà di approvvigionamento di materiali e quello particolare delle vendite fatte nel febbraio 2021. Quel mese, infatti, ci fu la consegna a Poste Italiane di 2.500 Liberty, circa il 10 per cento del totale nell’anno.
Quadro robusto
Tornando al bilancio, il Gruppo Piaggio registra utile netto di 60,1 milioni, «quasi raddoppiato rispetto ai 31,3 milioni del 2020, e in crescita del 28,7 per cento rispetto al 2019», dicono dalla società. La posizione finanziaria netta, inoltre, è pari a 380,3 milioni, in miglioramento di 43,3 milioni rispetto ai 423,6 del 2020. In questo quadro giudicato favorevole, il consiglio d’amministrazione ha proposto un saldo del dividendo di 6,5 centesimi di euro per azione a fronte di un dividendo totale dell’esercizio, con l’inclusione dell’acconto, pari a 15 centesimi per azione.
Risposte efficaci
Insomma, conti a gonfie vele per una società che include, oltre alla Piaggio di Pontedera, anche Moto Guzzi e Aprilia. Come ha confermato Colaninno: «I risultati evidenziano un netto miglioramento di tutti i principali indicatori economici e patrimoniali, a conferma della validità della strategia intrapresa e della capacità del Gruppo di rispondere in maniera efficace alle sfide poste dal contesto». Il Gruppo, del resto, segue un percorso positivo da dopo il lockdown nella primavera nel 2020. Il bisogno di isolarsi, di evitare i mezzi pubblici affollati e la ritrovata voglia di libertà avevano mandato alle stelle il mercato delle due ruote, in cui Piaggio detiene la leadership per gli scooter in Europa col 22,7 per cento.
Leadership
A proposito di fronte commerciale, secondo quanto riferito dalla società, «al 31 dicembre 2021 il Gruppo Piaggio ha venduto nel mondo 449.700 veicoli a due ruote, in aumento del 16,9 per cento rispetto a 384.700 al 31 dicembre 2020 per un fatturato netto di 1.369 milioni di euro (+31,5 per cento rispetto ai 1.040,9 milioni di euro al 31 dicembre 2020). Il dato include anche ricambi e accessori, che hanno registrato un fatturato pari a 139,4 milioni di euro (+16,8 per cento rispetto ai 119,4 milioni nel 2020)». In più, Piaggio ha venduto 86.300 veicoli commerciali (-12 per cento rispetto ai 98mila del 2020) per un fatturato netto pari a 299,7 milioni di euro, in crescita del 9,9 per cento rispetto ai 272,8 milioni di euro al 31 dicembre 2020.
Tensioni geopolitiche
Il Gruppo Piaggio definisce i dati 2021 «superiori alle attese sia sui mercati europei, sia su quelli asiatici». Dato che «confermano la capacità del Gruppo nel rispondere al perdurare delle diverse incertezze che hanno caratterizzato l’andamento dell’economia mondiale. Grazie a un portafoglio di marchi unici al mondo, Piaggio proseguirà anche nel 2022 il suo percorso di crescita, confermando gli investimenti previsti in nuovi prodotti e nuovi stabilimenti, nonostante le attuali tensioni geopolitiche internazionali».
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