Cosa vuole ottenere Putin? L'esperta di relazioni internazionali: «Punta ad un governo fantoccio»
Serena Giusti della Scuola Sant’Anna di Pisa risponde a cinque domande chiave per capire le intenzioni del Cremlino in Ucraina
Serena Giusti, docente di relazioni internazionali all’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, spiega cosa si nasconde dietro alla guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina e quali sono gli obiettivi di Mosca.
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1) Professoressa, cosa vuole ottenere Putin da questa guerra?
«Non penso che ci sarà un’annessione dell’Ucraina. Semmai l’intenzione di Putin potrebbe essere la creazione di un governo “fantoccio” che sia alle dipendenze della Federazione Russa. In Bielorussia accade di fatto questo. Anche nel caso in cui la Russia riuscisse a controllare il territorio ucraino, sarebbe poi difficile l’effettiva gestione del paese. La Russia nel 2008 aveva già riconosciuto l'indipendenza di Abkhazia ed Ossezia del Sud e nel 2014 aveva proceduto all’annessione della Crimea, ma ora dopo il riconoscimento delle repubbliche del Donetsk e di Luhansk e l’attacco militare all’Ucraina sembra che la Russia abbia drammaticamente innalzato il suo livello di ambizione politica».
2) Quali possono essere le conseguenze interne alla Russia?
«Nonostante Putin durante il Consiglio di sicurezza russo si mostri assertivo e perentorio nei confronti del capo dei servizi segreti che si adegua alle sue richieste senza replica, rischia tuttavia un’ondata di scontento anche nel suo Paese. Dopo il lancio della campagna militare in Ucraina, ci sono state prese di posizione del mondo culturale e dell'opinione pubblica russa contro quello che sta facendo Putin. Si alza un corteo di solidarietà con l'Ucraina che potrebbe isolare la Russia. Il discorso sul gruppo dirigente ucraino fatto di “drogati e filonazisti” espone Vladimir Putin a essere un soggetto politico di bassa credibilità. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è tra l’altro di origine ebraica».
3) È reale l'accerchiamento della Nato che per Putin è diventato un’ossessione?
«Il discorso sull'accerchiamento da parte della Nato è datato ormai. Nel 2008 ci fu la proposta di una partnership Nato con la Georgia e l'Ucraina. La decisione non fu accolta. Francia, Germania e Italia si opposero. In realtà oggi appare un pretesto. Un pretesto per fare guerra all'Ucraina e imporre un gruppo dirigente subordinato. Non è neanche nell'agenda politica la presenza dell'Ucraina nella Nato».
4) Il conflitto potrebbe spostarsi sui confini con i Paesi baltici che sono nell'Unione Europea?
«Nessuno può sapere cosa accadrà. Se fosse così, la Russia entrerebbe in conflitto diretto con la Nato. Sarebbe un conflitto globale». 5) Le sanzioni imposte dalla Ue, dagli Usa e dal Giappone riusciranno a pesare sulla Federazione russa? «Le sanzioni non hanno mai un effetto nell'immediato. Sul lungo periodo possono funzionare. Soprattutto possono far crescere il malumore della popolazione, ma anche dei grandi gruppi economici e degli stessi oligarchi russi, nei confronti della propria dirigenza politica. Le sanzioni contro la Russia tra l'altro ci sono già in seguito all’annessione della Crimea, ma non hanno sortito grandi effetti. Però ora appaiono l'unico strumento utile. C'è poi da capire quanti morti nelle file dell'esercito russo provoca l’invasione dell’Ucraina e quanto scontento causerà nella popolazione ».
5) Le sanzioni imposte dalla Ue, dagli Usa e dal Giappone riusciranno a pesare sulla Federazione russa?
«Le sanzioni non hanno mai un effetto nell'immediato. Sul lungo periodo possono funzionare. Soprattutto possono far crescere il malumore della popolazione, ma anche dei grandi gruppi economici e degli stessi oligarchi russi, nei confronti della propria dirigenza politica. Le sanzioni contro la Russia tra l'altro ci sono già in seguito all’annessione della Crimea, ma non hanno sortito grandi effetti. Però ora appaiono l'unico strumento utile. C'è poi da capire quanti morti nelle file dell'esercito russo provoca l’invasione dell’Ucraina e quanto scontento causerà nella popolazione».
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